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Piazzapulita
9/4/2026
“Questa guerra è stata venduta da Benjamin Netanyahu a Donald Trump come una vittoria rapida. Non è stato così”. A dirlo è Alex Vatanka, direttore del programma Iran al Middle East Institute, intervistato dall’inviata di Piazzapulita, Anna Airoldi, sul conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La realtà è lontana dalle dichiarazioni taglienti che arrivano da Washington. Trump, infatti, fin dall’inizio del conflitto ha più volte annunciato, a parole, effetti devastanti e operazioni militari in grado di destabilizzare permanentemente l’Iran e avere la meglio sul regime. Tuttavia, a oggi, Teheran mantiene ancora un potere che preoccupa gli Stati Uniti e non solo: il controllo dello stretto di Hormuz dove passano il 20% delle forniture di petrolio mondiale, uno strumento ritenuto più efficace persino dell’uranio arricchito. Gli effetti legati alla sicurezza energetica mettono così a maggior rischio l’Europa, anche nello scenario di sconfitta del regime iraniano, che potrebbe tradursi in flussi migratori di grande portata verso i paesi europei. Infine, anche i paesi del Golfo - piccoli e molto esposti - stanno pagando il prezzo di una guerra da cui pensavano di essere immuni.
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