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Piazzapulita

Piazzapulita

La diplomazia del vaccino divide l’Europa

4/3/2021

Da qualche settimana, le “rigide” procedure dell’EMA e le tempistiche dell’acquisto centralizzato dei vaccini dell’Unione Europea cominciano a star strette a un numero crescente di Stati Membri. Così, Paesi come Ungheria e Slovacchia hanno deciso di saltare qualche passaggio e approvvigionarsi con il discusso SputnikV, il primo vaccino anti-Covid approvato al mondo, dalle autorità russe. Tra gli Stati europei che guardano a est ci sono anche Serbia e San Marino, il cui Direttore Sanitario dell’ISS spiega: “Ci siamo rivolti a Mosca perché a metà febbraio, in piena crescita dei contagi, non avevamo ancora ricevuto vaccini”. Questi Paesi non temono di utilizzare un medicinale non ancora approvato dall’Agenzia Europea per il Farmaco? “Sputnik viene già somministrato con successo in tanti Paesi al mondo”. Buona parte della comunità scientifica, però, invita alla cautela. A proposito degli articoli pubblicati sulla rivista Lancet, che ne hanno certificato l’efficacia al 91,6% (dato che, tra gli altri, ha spinto l’Ungheria al suo utilizzo: qui l’intervista a Janos, infettivologo di Budapest https://www.la7.it/piazzapulita/video/la-via-ungherese-al-vaccino-si-a-russi-e-cinesi-25-02-2021-367229 ), spiega il biologo Enrico Bucci: “Ancora non è stata fatta piena chiarezza sulle procedure e non è possibile accedere ai dati che permetterebbero di verificare interamente l’accuratezza dei trial”.

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