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Piazzapulita
18/6/2026
"Sono cresciuto in Israele, ho creduto che quella potesse essere una buona società. Ma si è corrotta. È diventata qualcosa che non riconosco più". Omer Bartov è uno storico e accademico tra i massimi esperti di Olocausto, autore di Nell'abisso. Dal sionismo al genocidio, la sconfitta morale di Israele (Editori Laterza). Nell'intervista di Anna Airoldi, spiega come il Sionismo, da movimento di liberazione per gli ebrei dell'Europa orientale, perseguitati e vittime di un genocidio, si sia trasformato, dopo la fondazione di Israele, "in un'ideologia di stato sempre più militarista, espansionista, razzista e dopo il 7 ottobre anche sostenitrice del genocidio". Ma come è stato possibile? L'accademico israelo-statunitense analizza la strumentalizzazione della memoria dell'Olocausto, usata per giustificare le azioni militari israeliane. "I politici europei, gran parte dei media e del mondo accademico in Europa sono terrorizzati dall’essere descritti come antisemiti. In Occidente si è sviluppato un senso di colpa per l’Olocausto e questo ha favorito il tentativo israeliano di ottenere carta bianca per ogni sua azione, sostenendo che qualsiasi critica alle politiche israeliane, all’espansione israeliana, a ciò che Israele ha fatto a Gaza, sia antisemita".
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