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Piazzapulita
20/3/2025
La gigafactory di Tesla in Germania, unico stabilimento europeo dell’azienda, consuma enormi quantità d’acqua, mentre gli abitanti della zona affrontano una grave crisi idrica. Per costruirla sono stati disboscati 300 ettari di foresta, e molti lavoratori, vincolati da accordi di riservatezza, evitano di parlare delle condizioni interne e del crollo delle vendite. Un ex dipendente denuncia: “Conta solo la produzione. C’è un’indifferenza totale per i lavoratori”. Un’inchiesta di Stern svela una realtà che sarebbe fatta di infortuni, licenziamenti ingiusti e totale disinteresse aziendale. Intanto, Musk sostiene Alice Weidel dell’AfD, partito che inizialmente ostacolava la costruzione della fabbrica. Aumenta la preoccupazione tra gli ambientalisti tedeschi, mentre sempre più persone nel mondo boicottano il marchio Tesla.
L’inchiesta di Emanuela Pala.
Elon Musk ha recentemente espresso il suo sostegno ad Alice Weidel, leader dell’AfD, il partito tedesco di estrema destra. Un’alleanza controversa, considerando che proprio l’AfD era tra le forze più critiche nei confronti dell’arrivo di Tesla in Germania. La fabbrica, infatti, è stata vista come una minaccia per l’ambiente e le risorse idriche della regione. Ora, però, Musk sembra aver trovato nell’AfD un alleato politico. Tra accuse di greenwashing, sfruttamento del lavoro e scherno verso le preoccupazioni ambientali, la posizione di Musk solleva nuovi interrogativi sulla sua vera agenda in Europa.
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