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Le piroette di Giorgia Meloni sull’Europa: da eurocritica a europeista, ma con alleati sovranisti

14/3/2025

Giorgia Meloni ha modificato più volte la sua posizione sull’Europa nel corso degli anni, passando da un atteggiamento dichiaratamente euroscettico a un sostegno ai valori europei, soprattutto in relazione al conflitto in Ucraina. Nel 2014, definiva Fratelli d’Italia un movimento "eurocritico" e sosteneva apertamente l’uscita dall’euro. Una volta diventata premier, però, Meloni ha progressivamente rivendicato il ruolo dell’Italia in Europa, sostenendo la necessità di difendere l’identità occidentale e il legame con gli alleati europei. La sua politica estera ha assunto una posizione atlantista, con un forte sostegno all’Ucraina di Volodymyr Zelensky. Tuttavia, le sue alleanze politiche raccontano una storia più complessa. Tra i suoi principali riferimenti c’è Viktor Orbán, il leader ungherese più volte criticato per la violazione di valori fondanti dell’Unione Europea. Orbán stesso ha dichiarato di voler resistere alla "dittatura di Bruxelles" e ha recentemente votato contro l’appoggio europeo all’Ucraina, una posizione in contrasto con quella di Meloni. A questo si aggiunge il rapporto con Donald Trump, che ha definito l’Unione Europea un progetto "nato per fottere gli Stati Uniti", e con altri leader della destra sovranista. Questa apparente contraddizione solleva interrogativi sulla reale posizione di Giorgia Meloni nei confronti dell’Europa: da un lato, sostiene la necessità di un’Unione Europea forte e compatta, dall’altro, mantiene stretti rapporti con alcune delle figure più critiche nei confronti di Bruxelles. Quale sarà il futuro della sua politica europea? E, soprattutto, scenderà mai in piazza per difendere l’Europa che oggi dice di voler rappresentare?

L’analisi di Linda Giannattasio. 

 

L’Unione Europea rinnova il sostegno all’Ucraina

 

Il vertice straordinario del Consiglio europeo del 6 marzo 2025 ha ribadito il forte sostegno dell'Unione Europea all'Ucraina, con un impegno concreto da parte di 26 capi di Stato e di governo. L'Ungheria, isolata nella sua posizione, non ha impedito l'approvazione di un allegato alle conclusioni sulla difesa, che garantisce aiuti finanziari e militari a Kiev. I leader europei hanno riaffermato il rispetto dell'integrità territoriale dell’Ucraina e hanno sottolineato la necessità di raggiungere la pace attraverso la forza, potenziando le capacità militari e difensive. L’UE si impegna a intensificare gli sforzi per fornire all’Ucraina sistemi di difesa aerea, munizioni, missili e formazione per i soldati ucraini. Inoltre, i leader hanno discusso future garanzie di sicurezza, che saranno approfondite nelle prossime riunioni del Consiglio europeo. Durante il vertice, è stato discusso anche il piano "ReArm Europe", proposto dalla Commissione Europea per rafforzare la difesa con un investimento complessivo di 800 miliardi di euro.

 

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