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Piazzapulita

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Lombardia, niente tampone ma trasferiti dagli ospedali alle Rsa "pazienti spostati come pacchi"

22/5/2020

Antonia è uno degli oltre 300 pazienti morti nel Pio Albergo Trivulzio da gennaio ad oggi. Carmela, sua figlia, racconta: "Ho detto che volevo che andasse all'ospedale ma mi è stato risposto che sarebbe potuta peggiorare nel tragitto". 
Dagli ospedali, invece, sono arrivati pazienti nelle Rsa, anche in quelle che non avevano i requisiti per ospitare malati Covid, come il Trivulzio che tra il 12 e il 13 marzo ha accolto 17 pazienti dall'Ospedale di Sesto San Giovanni. Prima di arrivare, dice un'infermiera "il tampone non è stato fatto".
Anche nelle Rsa in cui sono stati portati pazienti Covid in reparti separati, come al Don Gnocchi, sono continuati ad arrivare pazienti dagli ospedali senza aver fatto tamponi. "Mia madre è stata trasferita all'Istituto Palazzolo Don Gnocchi dall'ospedale Niguarda dove era ricoverata il 18 marzo", dice Daniela. Nel reparto dove viene portata, racconta, dopo pochi giorni su 40 pazienti 39 erano positivi, tranne sua madre: "Un intero reparto che doveva essere pulito era invece totalmente infetto".
Perché è successo tutto questo? Al telefono, un'infermiera dell'Unità di crisi della regione Lombardia, dice: "Il comando era liberare il più possibile posti letto degli ospedali. Per cui inizialmente anche i pazienti che venivano trasferiti non era richiesto il tampone [...] I pazienti sono stati spostati proprio come se fossero dei pacchi in tutta la regione Lombardia". Micaela Farrocco, Sara Giudice, Salvatore Gulisano.

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