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Piazzapulita
5/11/2020
Telefonate, messaggi whatsapp, visite a domicilio, pazienti con altre patologie, richieste di vaccino e ricette per prestazioni sospese se non considerate essenziali. I medici di famiglia elencano le attività che svolgono durante la loro giornata: “Lo vede anche lei, non c’è il tempo di fare nulla”. Ed è anche per questo che diversi di loro sono contrari ad aggiungere a questa lista i tamponi rapidi. Oltre a questo, c’è la questione della sicurezza: “Non farei mai un tampone a un paziente Covid se dopo so che devo visitare una paziente oncologica nella stessa stanza”. “Più di così non riusciamo a fare, stiamo cadendo come mosche”, aggiungono.
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