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Meloni, tensioni con opposizione: “Il Manifesto di Ventotene non è la mia Europa” - Il racconto

20/3/2025

Alla vigilia del Consiglio Europeo, Giorgia Meloni interviene alla Camera per riferire sul piano ReArm Europe, il progetto di rafforzamento della difesa comune dell’UE. In Aula, la premier prende le distanze dall’idea di Europa nata dal Manifesto di Ventotene, scatenando le proteste dell’opposizione. Nel frattempo, la Lega si smarca: “Meloni non ha il mandato per approvare il riarmo”. L’atmosfera si surriscalda, la seduta viene sospesa tra disordini, mentre il dibattito sulla politica estera italiana si fa sempre più acceso. Con il governo diviso e il Parlamento in fibrillazione, Meloni parte per Bruxelles senza attendere la ripresa dei lavori.

Di Roberta Benvenuto.

 

ReArm Europe: il piano di riarmo divide la politica italiana

 

Il piano "ReArm Europe", proposto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, prevede un investimento complessivo di 800 miliardi di euro nel settore della difesa. Di questi, 150 miliardi saranno erogati come prestiti agli Stati membri per finanziare spese militari, mentre i restanti 650 miliardi rappresentano il tetto di spesa che gli Stati potranno destinare alla difesa. L'obiettivo del piano è rafforzare la capacità militare dell'Unione Europea, garantendo una maggiore autonomia strategica e una risposta più efficace alle minacce alla sicurezza. In Italia, il piano ha generato divisioni sia all'interno della maggioranza che dell'opposizione. Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno espresso sostegno al piano, riconoscendo la necessità di una difesa europea più solida. Al contrario, la Lega si è opposta fermamente: il segretario Matteo Salvini ha criticato l'allocazione di ingenti risorse per la difesa a discapito di settori come sanità e istruzione. Anche l'opposizione è divisa. Il Partito Democratico ha mostrato posizioni contrastanti: alcuni esponenti sostengono il piano, mentre altri, tra cui la segretaria Elly Schlein, ritengono che l'Europa debba puntare su una difesa comune piuttosto che sul riarmo dei singoli Stati. Il Movimento 5 Stelle ha respinto con forza il piano, sottolineando che l'UE dovrebbe promuovere la pace piuttosto che incrementare le spese militari. Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso contrarietà, sostenendo che la difesa comune non debba passare attraverso il rafforzamento degli eserciti nazionali.

 

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