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Piazzapulita

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Non solo Luana: dove muoiono gli sfruttati

20/5/2021

Nell’immenso distretto tessile di Prato, cinquemila aziende, il più grande d’Italia, è morta Luana, la giovane mamma di 22 anni.
Ma la sua tragedia non è l’unica. Solo tre mesi fa, un ragazzo della stessa età è morto risucchiato da un macchinario che stava pulendo. “Il suo sogno era il contratto determinato”, ci racconta la mamma, “i ragazzi a quest’età sono pieni di vita, di sogni, poi vanno a lavorare e non tornano più a casa”.
I lavoratori tessili della Texprint sono in sciopero da quattro mesi, per denunciare lo sfruttamento. “Hanno tagliato i sensori per lavorare più veloce. Nessuno ci ha insegnato a usare i macchinari”. Uno di loro ha perso una falange del dito, “il capo mi diceva sempre ‘veloce, veloce”
La stragrande maggioranza dei dipendenti sono stranieri, e non hanno ferie, malattia o straordinari. I committenti di queste aziende affermano di non sapere nulla, o peggio, di non curarsene: “Mi trovo bene per quanto riguarda il prodotto, non posso stare a sottilizzare queste cose. A Prato è normale”.

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