2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Piazzapulita
26/2/2021
Nel reparto di geriatria dell’Ospedale di Rovigo, 8 infermieri su 24 hanno rifiutato il vaccino. Stessa storia per gli operatori socio-sanitari, addirittura 8 su 12. E le conseguenze arrivano: con una parte del personale medico ammalato di Covid, si dimezzano i posti letto attivi, e 30 pazienti sono contagiati. “Può esserci un coinvolgimento degli operatori nella veicolazione e la diffusione del virus in reparto”, afferma Antonio Compostella, Direttore della Ulss 5 – Veneto. “L’arma più importante è l’informazione, la pazienza di continuare a dialogare con queste persone”. Le motivazioni opposte sono diverse: “La scienza non ci ha dato informazioni”, “Se avessero fatto un vaccino unico ci sarebbero meno dubbi”.
Una situazione peggiore la troviamo nella casa di riposo Galtrucco di Robbio, dove l’opposizione al vaccino è feroce, e interessa ben 13 operatori su 19. “Non voglio crepare di infarto”, ci dicono, e qualcuno fa il dito medio dalla finestra. A nulla è servita una lettera mandata dai parenti degli ospiti, che non possono incontrare da quasi un anno. Nonostante sia una struttura privata, la Direttrice dell’RSA ha le mani legate: “La sensazione che mi pervade è l’impotenza”.
Dalla stessa puntata