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25/4/2025
Lo spiegone di Francesca Schianchi per il 25 aprile: “Sono giorni di grande commozione, laica e cristiana questi. Sono giorni di commozione per chi oggi ha festeggiato, sobriamente, il 25 aprile, gli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, la Resistenza. Per chi in un modo o nell'altro ha avuto un ricordo per quelle migliaia di giovani, per tornare a citare Calamandrei, che sono caduti sulle montagne, che sono stati imprigionati nelle carceri, che sono stati impiccati nei campi. Per chi crede che ottant’anni dopo, il giorno della liberazione, è ancora e sempre Resistenza, è ancora un valore attuale. Come ci ha detto oggi il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da Genova: è sempre attuale perché sono attuali i valori che hanno ispirato la Resistenza. E ci ha anche ricordato che proprio dalla Resistenza, da esponenti antifascisti, che è nata l'idea di un'Europa libera e unita contro la tragedia dei nazionalismi che avevano portato alla guerra, cioè quel manifesto di Ventotene che noi non più di un mese fa abbiamo sentito distorcere e strumentalizzare dalla Presidente del Consiglio nell'aula della Camera. Sarebbe bello che tutti finalmente ci riconoscessimo nelle parole del Presidente della Repubblica. Anche chi non ha ancora mai festeggiato il 25 aprile, chi continua a ritenere che sia una festa divisiva, una festa di parte, una festa dei comunisti, facendo finta di non sapere che tra i partigiani c'erano socialisti, liberali, monarchici.
Chi ha provato in qualche modo a riscrivere il passato, la storia e le sue responsabilità. Ieri al Senato il presidente Ignazio La Russa ha riconosciuto il valore essenziale dell'antifascismo per tornare ai valori democratici che erano stati conculcati dal fascismo. Peccato che ad ascoltarlo non c’era nessuno del governo, in un un giorno così, al Senato, c'era solo un sottosegretario. Alla Camera tre ministri. Tutto qua. Ottant'anni dalla liberazione. Oggi poi è intervenuta la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, come sappiamo, insomma, è noto, su questi temi stiamo sempre attenti a quello che dice. Lei oggi non ha parlato di antifascismo, però ha parlato di valori democratici che erano stati negati dal fascismo. Già qualcosa… non è la partecipazione a un corteo, però è già qualcosa, già tanto che sia in Italia. Perché secondo il suo programma iniziale, lei avrebbe dovuto partecipare stamattina doverosamente alle celebrazioni all'Altare della Patria, e poi sarebbe andata in Uzsbekistan. Se non fosse che c'è stata la scomparsa di Papa Francesco, la commozione cristiana, appunto. È mancato un Papa, ognuno ha il suo ricordo un po' di questo Pontefice. Per me è il Papa che sapeva parlare ai non credenti, agli scettici, cioè ai dubbiosi. È quel Papa che da bambino a catechismo ti insegnavano: le parole del Vangelo, stare vicino agli ultimi, ai diseredati.
Poi spesso cresci e non li vedi più applicati. Poi è arrivato lui. Ora stanno arrivando qui a Roma delegazioni di capi di Stato, di governo, lo sapete un po' da tutto il mondo: è atteso Trump alle 23. Molti di loro che vengono a omaggiarlo, quando era in vita, il suo messaggio o l'hanno ignorato o addirittura sbeffeggiato. Ora però ci sarà tutta questa commemorazione. E poi c'è, lo sapete, un po' il filone parallelo della diplomazia. Arriva Trump, chi vedrà? Chi non vedrà? von der Leyen, stasera Zelenski ha messo in forse il suo arrivo. Comunque sia, domani Papa Francesco verrà sepolto alla basilica di Santa Maria Maggiore. Per chi non è di Roma, davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore c'è l'ambasciata argentina. Cioè, rimane qui, riposa qui, ma in qualche modo guardando un po' casa sua, fino in fondo al mondo, là da dove lui arrivava”.
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