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Propaganda Live
13/2/2026
A Propaganda Live Filippo Ceccarelli smonta, con la sua consueta ironia, la retorica dei “nemici della patria”.
“Nemici è un parolone”, esordisce, spiegando come questa formula venga spesso usata non per indicare chi compie reati, ma per colpire chi dissente: chi critica gli sprechi, chi solleva dubbi sull’impatto ambientale delle Olimpiadi, chi mette in discussione la narrazione dominante. Un meccanismo antico, osserva Ceccarelli: appropriarsi dell’Italia, parlare a suo nome e indicare di volta in volta un avversario come minaccia esistenziale, escludendolo dalla comunità morale del Paese.
Un’arma retorica che attraversa la storia italiana: dai “nemici” del Risorgimento ai socialisti non interventisti prima della Prima guerra mondiale, dagli antifascisti e gli ebrei durante il regime ai comunisti nel dopoguerra, fino ai “catastrofisti” dell’era berlusconiana e agli europeisti bersaglio del populismo sovranista.
Ma se i “nemici della patria” diventano semplicemente coloro che non si riconoscono in una certa idea di orgoglio nazionale, allora la lista – sottolinea Ceccarelli – si fa lunga e persino illustre: dal neorealismo a Fellini, da Alberto Sordi a Pasolini, da Dario Fo a Norberto Bobbio, fino alla satira di Elio e alla provocazione di Giorgio Bocca e Montanelli, che si dicevano “anti italiani” proprio per amore dell’Italia.
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