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7/5/2025

Regionali 2015, nelle Marche riflettori su Spacca (di nome e di fatto)

Il governatore uscente è stato il protagonista di un burrascoso strappo con il Pd, suo partito d’origine, e si è alleato con Forza Italia

Regionali 2015, nelle Marche riflettori su Spacca (di nome e di fatto)

Sono un milione e trecentomila gli elettori che il 31 maggio potranno recarsi alle urne per eleggere la presidenza della Regione Marche.

Cinque i candidati  in corsa, a cominciare dal presidente uscente Gian Mario Spacca, in lizza per la terza volta, protagonista di una clamorosa ‘rottura’ con il centrosinistra (con cui ha governato per anni), questa volta sostenuto da Marche 2020 (la sua lista in cui sono confluiti anche candidati di Area Popolare), Forza Italia; l'ex sindaco del Partito democratico di Pesaro Luca Ceriscioli sostenuto dal Centrosinistra (Uniti per le Marche e Popolari Marche-Udc);  Gianni Maggi corre per il M5S; Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra Unita) e Francesco Acquaroli sostenuto dalla coalizione tra Fratelli d’Italia, Alleanza nazionale e Lega Nord.

In base al sistema elettorale delle Marche il presidente della Regione è eletto con il sistema maggioritario: vince chi prende più voti e non ci sono ballottaggi. Chi arriva secondo viene comunque eletto consigliere regionale. Il Consiglio regionale è eletto con un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza.

È prevista per le coalizioni la soglia di sbarramento al 5% su base regionale, salvo per quelle che pur non avendola raggiunta abbiano al loro interno una lista che ha ottenuto almeno il 3% dei voti, sempre su base regionale.

A tenere banco nella campagna elettorale il burrascoso strappo di Gian Mario Spacca, che non è passato indolore. L’ex esponente del Pd, ora alla guida della lista Marche 2020, e Forza Italia hanno firmato un documento politico-programmatico di legislatura. In polemica con la scelta dell'ex collega di partito, i cinque assessori del Partito democratico della Regione Marche hanno allora deciso di dimettersi. A riguardo, hanno dichiarato: "Vigileremo assieme al consiglio regionale perché la vicenda politica e personale [del presidente Spacca] non possa più condizionare quella dell'istituzione che sta andando al rinnovo e che ha bisogno di serenità e credibilità".

Dal canto suo, Spacca a chi gli domandava se si sentisse un tantino imbarazzato per il cambio di rotta, ha risposto: "Ma guardi, Forza Italia è stata al governo con il Pd e il premier Renzi ha fatto patti e strategie con Berlusconi fino a pochi giorni fa"

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