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   <video:title>Le donne e la vita. Perchè l'aborto ci divide?</video:title>
   <video:description>Si tratta della ricostruzione di un processo per infanticidio avvenuto a Bologna nel 1709. Il processo aveva suscitato accese discussioni tra teologi e scienziati: era possibile determinare l'attimo iniziale della vita?Â. Il battesimo è il rito capace di &quot;dare l'anima&quot; e senza il quale non si aprono le porte dei cieli? L'infanticidio come peccato e come delitto è stato per molti secoli una pratica diffusa. Per secoli sono continuate le discussioni tra scienza e religione sull'essenza della vita, se fosse possibile stabilire o determinare l'attimo iniziale della vita stessa. Rocco Buttiglione, filosofo cattolico e ministro dei Beni Culturali, sostiene che &quot;per la Chiesa è persona ogni essere umano, battezzato o meno, ogni essere umano ha l'anima&quot;. La Commissione Teologica Internazionale sta vagliando la possibilità di abolire il Limbo per risolvere il problema degli esseri umani morti senza battesimo, così anche gli embrioni avrebbero accesso al paradiso. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, milioni di donne saranno vittime di un &quot;genericidio di proporzioni tragiche&quot;.Â. In India e in Cina si praticano aborti selettivi. Infatti le figlie femmine sono ritenute una disgrazia ed un danno economico per la famiglia come anche in occidente è stato considerato per molti secoli. Il ministro Buttiglione ha aggiunto che &quot;il numero degli aborti sta aumentando anche in Italia. La causa prevalente è economica. La donna ha paura di non poter mantenere il bambino&quot;.Â. &quot;Il problema non si risolve solo con aiuto economico&quot; ribatte la sociologa Chiara Saraceno, che ricorda come le spese per il mantenimento di un figlio sono un impegno che dura per molti anni della vita.Â. La colpevolizzazione delle donne viene dal mondo cattolico ma si sono levate voci critiche all'interno del movimento femminista, alcune di esse pubblicate dalla rivista Genesis (per esempio quella dellaÂ storica Anna Bravo). In merito alla legge sull'interruzione di gravidanza,Â sta facendo molto discutere l'iniziativa del governo di istituire un un'ind…</video:description>
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   <video:title>Incontro con Pier Ferdinando Casini</video:title>
   <video:description>11 gen. (Apcom) - I fannulloni in politica? &quot;Una caduta&quot;. Pier Ferdinando Casini commenta così la dichiarazione resa oggi dal Premier Silvio Berlusconi a Porta a porta, durante il confronto con Fausto Bertinotti. Casini di dice per &quot;la difesa totale della professionalita della politica&quot;. Certo, &quot;se io facessi un imprenditore televisivo farei fallire Mediaset. Non disconosco la professionalita straordinaria di un imprenditore straordinario&quot;, Berlusconi, &quot;che ha fatto bene anche in politica. Ogni tanto ha qualche caduta, come questa sera&quot;. Per Casini &quot;hanno dato buona prova di sè molti professionisti della politica&quot;, come anche Gianfranco Fini. UNIPOL: CASINI, POLITICA SIA PROTAGONISTA NON SUBALTERNA. (AGI) - Roma, 11 gen - &quot;Oggi abbiamo troppo poca politica. Dalle telefonate di Fassino vedo un ruolo debole della politica rispetto al mondo della cooperazione. In generale in Parlamento vedo una politica con una funzione ancillare, una specchio di interessi determinati altrove. La politica non è protagonista, è subalterna&quot;.</video:description>
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   <video:title>Sicilia: I guai del governatore-candidato</video:title>
   <video:description>17 gen. (Apcom) - &quot;Orlando ha fatto clientelismo tramite la creazione di oltre 10.000 precari. A noi F toccato sistemarli&quot;. Lo afferma Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, durante la trasmisisone &quot;Otto e mezzo&quot; su &quot;la 7&quot;. Cuffaro, rispondendo alla domanda della giornalista Ritanna Armeni sul numero spropositato di dipendenti regionali, precisa che &quot;la Regione Siciliana F a statuto speciale e quindi ha tutti quei dipendenti che in altre regioni sono a carico dello Stato. Ad esempio se lei - rivolgendosi alla giornalista - conta i dipendenti dell'Emilia Romagna, sommando quelli regionali e quelli nazionali, il totale F di gran lunga superiore a quello della Sicilia&quot;. &quot;Vi do - conclude Cuffaro - solo due cifre: i forestali, che dalla Valle d'Aosta alla Calabria sono a carico dello Stato, sono circa 3.500; gli impiegati dei Beni culturali, anch'essi statali nelle altre regioni, sono oltre 4.000. Se contiamo anche quelli di altri settori si capisce che i quasi 15.000 dipendenti della Regione Sicilia sono sicuramente meno delle altre regioni italiane&quot;. MAFIA: CUFFARO AD OTTO E MEZZO, HO LA COSCIENZA A POSTO. 17 GEN (ANSA) - &quot;Ho scelto di rimanere in Sicilia, anche dopo essere stato eletto europarlamentare l'anno scorso, sapendo che sarei andato incontro ai processi, rinunciando ad un comodo seggio a Strasburgo che mi avrebbe protetto, perchè ho la coscienza a posto&quot;. L'ha affermato il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro intervenendo al programma otto e mezzo sulla Sette. &quot;Voglio essere processato dentro le aule del tribunale - ha aggiunto - ed ho annunciato che se dovessi essere condannato per fatti di mafia io lascerò definitivamente la politica, ma fino allora non mi farò processare sui dvd non avendo queste persone più le piazze&quot;. Alla trasmissione condotta da Giuliano Ferrara partecipano anche il segretario del Prc Francesco Forgione e il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana, Vladimiro Crisafulli (Ds).(ANSA).</video:description>
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   <video:title>&quot;George W. Bush. L'ultimo Imperatore?&quot;</video:title>
   <video:description>Nel vertice di Kuala Lumpur si è riunita l'ASEAN (Associazione delle nazioni del sud-est Asiatico) più Cina, Giappone, Corea del Sud, India, Nuova Zelanda ed Australia, e per la prima volta non sono stati invitati gli Stati Uniti; in Sudamerica hanno vinto le elezioni uno dopo l'altro iÂ leader anti-americani; Ahmadinejad, presidente iraniano, annuncia di voler riprendere il programma nucleare, convinto che né gli americani, né le Nazioni Unite possano fare nulla. Cosa sta succedendo all'America, è cominciato un graduale sgretolamento della superpotenza mondiale? Giovanni Arrighi, economista e sociologo alla Johns Hopkins University di Baltimora, sostiene (vedi la bibliografia in fondo) che sono evidenti segnali di una tendenza al declino dell'egemonia statunitense. La superpotenza solitaria manifestava le prime crepe già dagli anni '70, quando il dollaro si sganciava dall'oro e la guerra in Vietnam si chiudeva con una sconfitta. Segnali di declino del tutto simili a quelli degli imperi globali che l'hanno preceduta, l'Olanda nel XVIII secolo e l'Impero britannico nel XIX. à il destino di chi domina un ciclo di accumulazione capitalistica: una fase di crescita, una di sviluppo economico e infine un autunno di espansione finanziaria. Una sorta di bella epoque, in cui il potere apparentemente aumenta, ma che introduce al declino finale, quando il sistema si riorganizza sotto una nuova leadership. Ancora Arrighi sostiene che questi sintomi si vedono già da alcuni anni. La new-economy e i suoi effetti sono durati poco. Quanto alla supremazia militare, gli Usa non hanno vinto nessuna delle ultime guerre che hanno affrontato e stanno prosciugando le proprie risorse con guerre in diversi luoghi del mondo che servono per mantenere la propria egemonia politica. Mentre altri paesi, come appunto la Cina, si arricchiscono. Quello che era l'America rispetto agli europei sono in questo momento i paesi asiatici rispetto all'America. Replica ad Arrighi, il direttore del Middle East Forum, Daniel Pipes, che sostiene come gli Sta…</video:description>
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   <video:title>Incontro con Francesco Rutelli</video:title>
   <video:description>ELEZIONI: RUTELLI, RINVIO SERVE A CDL PER GUADAGNARE OSSIGENO. Roma, 23 gen. -(AGI) - Il leader della Margherita, Francesco Rutelli, ospite di &quot;otto e mezzo&quot; a La7 ha tra l'altro affermato: &quot;settimane fa Berlusconi ha indicato la data delle elezioni, annunciando la data dello scioglimento delle Camere, mentre oggi Berlusconi ha ipotizzato uno slittamento della data delle elezioni, io penso che lui si voglia mettere di punta contro il Presidente della Repubblica, per fare ancora quelle ... due tre cosette che dice di voler ancora fare, ma lui vuole solo guadagnare ossigeno&quot;. ELEZIONI: RUTELLI, RINVIO VOTO PARADOSSO IRRESPONSABILE PREMIER COME CHI CHIEDE GIUSTIFICAZIONE PERCHE' SENZA COMPITI. Roma, 23 gen -(ANSA) - &quot;Se è un paradosso è irresponsabile. Nei prossimi tre mesi abbiamo un gigantesco ingorgo istituzionale, tre mesi in cui avremo le politiche, l'elezione del Capo dello stato, le elezioni comunali di Roma, Milano, quelle siciliane e il referendum...Si rischierebbe di avere un governo a luglio&quot;. Lo afferma a &quot;Otto e mezzo&quot; il leader della Margherita, Francesco Rutelli, bocciando senza mezzi termini l'ipotesi ventilata dal premier di rinviare a dopo il 9 aprile le elezioni politiche. &quot;E' evidente - aggiunge - che punta a guadagnare un pò di ossigeno perchè si rende conto che i numeri nei sondaggi non sono buoni. Anche se a me risulta che sono ormai stabili da tempo&quot;. Tornando alla richiesta di posticipare lo scioglimento delle camere rispetto al 29 gennaio, Rutelli osserva che Berlusconi &quot;ricorda chi chiede la giustificazione perchè non ha fatto i compiti. Ora vuole un paio di settimane di più per fare quelle altre due cose che gli mancano...Una cosa veramente modesta&quot;.</video:description>
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   <video:title>Berlusconi in Tv. La grande abbuffata</video:title>
   <video:description>Una vera e propria maratona televisiva grazie alla quale il Cavaliere ha già oltrepassato i venti milioni di spettatori come dicono gli esperti di comunicazione. Le sue performance televisive e radiofoniche suscitano reazioni contrastanti. Il suo vitalismo e la sua energia dividono anche i suoi sostenitori tra chi è convinto che siano il segno della riscossa chi invece parla di canto del cigno. Iniziando proprio da La7, dove in una sola serata ha partecipato sia ad Otto e mezzo che al Processo di Biscardi, il Cavaliere è in overdose mediatica quasi da tre settimane. Il sondaggista Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, spiega: &quot;Ci sono 4 milioni di persone che, rispetto alle elezioni politiche del 2001, alle Europee non sono andate a votare. Forza Italia, in particolare, ha perso 4 milioni di elettori rispetto alle ultime politiche. La strategia di Berlusconi è quella di recuperare questi elettorali, in particolare, quelli delusi dal suo governo. E sostiene che con la offensiva televisiva Berlusconi &quot;sta frenando l'uscita dei consensi del centrodestra e spronando l'ottimismo nel suo elettorato, cosa che non succedeva da molti mesi. Oggi, oltre un elettore su due di chi si riconosce nella Cdl, crede che il centrodestra possa vincere le prossime elezioni&quot;. Paolo Gentiloni, presidente della Commissione di vigilanza Rai, invita a non sottovalutare i limiti intrinsechi della comunicazione. &quot;Diffido da qualunque governo in difficoltà che dice: abbiamo governato bene ma abbiamo fatto poca propagandaÂ - spiega Gentiloni -. L'offensiva mediatica di Berlusconi riuscirà a rosicchiare una parte dell'elettorato ai suoi alleati, forse riuscirà a riportare qualche elettore di Forza Italia a votare. Ma l'elettore di centrosinistra avrà la reazione contraria. Più vede Berlusconi in tv o lo sente alla radio che dice: va tutto bene,più è motivato, a sua volta, a votargli contro&quot;.Â. Don Gianni Baget Bozzo, esponente di Forza Italia, sottolinea il lato comico e drammatico, allo stesso tempo, della sfida mediatica lanciata da Berlus…</video:description>
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   <video:title>Incontro con Fausto Bertinotti</video:title>
   <video:description>BERTINOTTI: RICHIESTA PANNELLA ANDREBBE ACCOLTA. Roma, 25 gen. (Apcom) - &quot;La richiesta di Pannella andrebbe accolta&quot;. Ospite a Otto e Mezzo il segretario del Prc Fausto Bertinotti solidarizza con la battaglia della Rosa nel Pugno contro il sistema di raccolta delle firme previsto dalla nuova legge elettorale. &quot;Siccome con questo sistema elettorale non esistono preferenze, la lista è sostanzialmente bloccata e gli eletti sono in proporzione ai voti raggiunti - dice Bertinotti - la richiesta di Pannella di raccogliere firme invece che sul composto delle liste, sul simbolo mi pare del tutto ragionevole e determinerebbe un tempo più lungo per la raccolta delle firme&quot;. &quot;Esiste persino un'incertezza se i vecchi simboli con restyling&quot; siano sottoposti alle stesse regole decise per i nuovi simboli, dice Bertinotti citando l'esempio di Rifondazione Comunista che all'ultimo comitato politico nazionale ha approvato &quot;piccoli ritocchi al simbolo per evitare - afferma il segretario di Rifondazione - di essere investiti da un simbolo troppo simile al nostro. Per questo, cominciamo a raccogliere le firme ma solo con tutti i nomi dei candidati nell'elenco&quot;.</video:description>
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   <video:title>Incontro con Gianfranco Fini</video:title>
   <video:description>Ma non vanno in galera i ragazzi che vengono scoperti a fumare spinelli&quot;. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Gianfranco Fini nel corso di 'Otto e mezzo'. &quot;Continuare a dire che si andra in galera per questa legge - ha aggiunto Fini - è malafede. Ci saranno sanzioni amministrative, contravvenzioni, segnalazioni alle famiglie ma non andranno in galera&quot;.</video:description>
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   <video:title>Gas e Petrolio. Il ricatto di Putin</video:title>
   <video:description>Mosca controlla 1/5 delle riserve mondiali di gas ed è il secondo produttore di greggio dopo l'Arabia Saudita. Il braccio di ferro sul prezzo del gas con l'Ucraina è stato interpretato come una ritorsione politica del premier Vladimir Putin rispetto alla rivoluzione arancione di Yushenko. La Russia accusa di furto l'Ucraina, sostenendo che è responsabile della diminuzione delle forniture di gas all'Europa ed all'Italia. Felix Stanevsky, diplomatico russo, preferisce non definire il proprio paese una superpotenza. &quot;Non abbiamo né l'esercito, né le armi, né possiamo avvicinarci alla potenza americana. Il disagio e le preoccupazioni dell'Europa e degli Usa non hanno ragione di esistere&quot;. Ed accusa l'Ucraina per la mancanza degli approvvigionamenti di gas all'Europa. &quot;La Russia non può assicurare di ciò che succede in territorio ucraino&quot;. Di altro parere l'ucrainista dell'Università La Sapienza di Roma, Oxana Pachlovska, cheÂ risponde accusando la Russia di aver aspettato il momento più opportuno per far esplodere la questione del gas. Marcello De Cecco, illustre economista de La Normale di Pisa, invita, di fronte ad una caduta del solo 3 per cento dei rifornimenti normali di gas, a &quot;non alzare un polverone&quot; e Giulio Sapelli, storico dell'economia, assicura che &quot;la Russia ci ha fatto mancare una minima parte dei rifornimento di gas, sostenendo che la maggior parteÂ delle fornitureÂ di gas è andata ad alimentare le centrali termoelettriche italiane, che da un paio di mesi esportano energia elettrica in Francia ed in Germania a prezzi competitivi&quot;. Il corrispondente da Mosca di Repubblica, Giampaolo Visetti, segnala: &quot;I giornali russi hanno coniato il termine di Energocrazia, una sorta di democrazia autoritaria che ha nell'energia la sua arma formidabile, sia a livello interno che internazionale&quot;.Â. Il governo russo lancia le sue offensive con Gazprom. Non a caso, ai vertici del colosso dell'energia, ci sono due fedelissimi di Putin: Aleksej Miller e Dimitry Medvedev, che è allo stesso tempo anche vicepremier del gove…</video:description>
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   <video:title>Italo Moscati: Miss Italia, 2 assi nella manica</video:title>
   <video:description>Gina Lollobrigida vista da Italo Moscati in una sua grande interpretazione</video:description>
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   <video:title>Incontro con Roberto Maroni</video:title>
   <video:description>BALLARO': MARONI, NO A BERLUSCONI E' ATTO DI DISCRIMINAZIONE ATTEGGIAMENTO D'ALEMA MOLTO PREPOTENTE. (ANSA) - ROMA, 7 feb - L'esclusione di Silvio Berlusconi dalla puntata di oggi di Ballarò è &quot;un atto di discriminazione&quot;. Lo ha detto il ministro del Welfare Roberto Maroni intervenendo su La7 alla trasmissione Otto e mezzo. &quot;L'atteggiamento di D'Alema - ha continuato - mi pare francamente molto prepotente&quot;. VIGNETTE ISLAM/ MARONI: INCENDIO AMBASCIATA E' INQUIETANTE. Sono molto preoccupato Roma, 7 feb. (Apcom) - &quot;E' un fatto assolutamente inquietante&quot;. Così il ministro del Welfare, Roberto Maroni, commenta le violente proteste seguite alla pubblicazione su quotidiani danesi di vignette satiriche sul profeta Maometto. Intervenendo alla trasmissione Otto e Mezzo, Maroni afferma: &quot;Mi pare davvero che, per una vignetta che fa irritare, mettere a ferro e fuoco un'ambasciata, è un fatto assolutamente inquietante&quot;. Si tratta, secondo Maroni, di &quot;!atti di terrorismo o di teppismo. Sono molto preoccupato&quot;. ALITALIA/ MARONI: GOVERNO NON DEVE DARE 1 CENTESIMO IN PIU'. Ma non tifo per fallimento Roma, 7 feb. (Apcom) -&quot;Non faccio il tifo per il fallimento di Alitalia. Ma io ho detto chiaramente che il Governo non può, e io dico non deve, dare un centesimo ad Alitalia in più rispetto a quelli che sono stati dati perché Alitalia deve stare sul mercato&quot;. Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intervenendo alla trasmissione Otto e Mezzo. (Segue)</video:description>
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   <video:title>La Guerra Santa delle Vignette Sataniche</video:title>
   <video:description>All'inizio della trasmissione Gad Lerner si chiede se si tratti effettivemente di rivolte spontanee oppure se siano state organizzate con il pretesto delle vignette, pubblicate ormai quattro mesi fa. Vittorio Emanuele Parsi, dell'Università Cattolica di Milano, sostiene che &quot;C'è sempre qualcuno pronto a sollevare qualsiasi incidente per scatenare l'odio&quot;.Â. Ma l'irano-italiana Farian Sabahi, dell'Università Bocconi di Milano, non è d'accordo.Â. &quot;Non penso che ci sia qualcuno che ha dato inizio a tutto, piuttosto è stato preso questo evento a pretesto per catalizzare le frustrazioni generalizzate del mondo islamico, nate dalle guerre in Afghanistan e in Iraq&quot;. Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto culturale islamico di Viale Jenner a Milano, spiega: &quot;Nessuno può organizzare in Medioriente una manifestazione spontanea: nei paesi islamici non c'è mai alcuna rivolta spontanea, bensì viene cavalcata da persone che hanno interesse a fomentare lo scontro fra le due civiltà &quot;. Imma Vitelli, corrispondente da Beirut, attribuisce al governo saudita un ruolo di regista per l'inizio delle violente manifestazioni contro ambasciate e delegazioni diplomatiche. &quot;Tutto è iniziato il 26 gennaio, molti giorni dopo la pubblicazione delle vignette, quando l'Arabia Saudita ritira l'ambasciatore da Copenhagen. Il giorno dopo, era un venerdì, i giornali arabi pubblicano, in lingua araba e inglese, almeno quattro pagine sulle vignette danesi. Successivamente nelle moschee gli Ulema, gli Iman e gli Sceicchi scatenano l'ondata di protesta contro le vignette. Da qui è partita l'escalation di cui stiamo parlando&quot;.Â. Secondo la Vitelli, è stata una mossa per spostare l'attenzione dalla faccenda dei 350 pellegrini morti poco tempo prima. I giornali hanno cominciato ad occuparsi delle vignette sataniche dell'Europa Infedele. Ali Abu Shwaima, presidente del Centro Islamico della Lombardia, dice: &quot;Le vignette sono state pubblicate per provocare.Â. Le vignette veicolano un messaggio, che può essere ad esempio quello di contestare una deter…</video:description>
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   <video:title>Incontro con Silvio Berlusconi</video:title>
   <video:description>Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel corso della trasmissione Otto e Mezzo. Il premier ha quindi giustificato la presenza dell'armata russa nella regione con esigenze di &quot;ordine pubblico in presenza di una resistenza che ricorre alla violenza&quot;. Alle eccezioni che gli sono state rivolte in trasmissione, il premier ha chiesto se allora &quot;non debba essere ritenuto brutale l'episodio contro i bambini scuola&quot; di Beslan. &quot;Quando una resistenza - ha quindi aggiunto - ricorre al terrorismo e colpisce persone inermi, non ha più giustificazione alcuna&quot;. L'arringa difensiva del premier nei confronti di Putin - pur premettendo di &quot;non essere l'avvocato di Vladimir&quot; - prosegue quando Berlusconi sottolinea che il capo del Cremlino F &quot;provvidenziale per la Russia, una persona di buon senso , un vero democratico&quot; anche se, ammette, &quot;ha dei problemi nel passaggio da una dittatura come quella russa a una democrazia. Ma io considero - ha proseguito - che la Federazione russa sia capitata su un soggetto di grandi capacita&quot;. Una persona che ancora oggi cerca di lottare &quot;contro le scorie della dittatura, della burocrazia e del connesso fenomeno della corruzione&quot;. TV/ BERLUSCONI:GRANDE SCORTESIA IL NO A PARTECIPAZIONE A BALLARO'. Roma, 9 feb. (Apcom) - Ma F trasmissione di parte: da regista, a pubblico a conduttore &quot;Quando ho saputo che si parlava di me ho detto: vengo io. E il &quot;no&quot; ricevuto, a me sembra una scortesia massima. Anzi... potrei interpretarlo in modo più negativo&quot;. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo a &quot;Otto e mezzo&quot; in merito alla sua mancata partecipazione l'altro ieri alla trasmissione di Floris. Una trasmissione, comunque, che il premier bolla come di sinistra: &quot;L8 - ha detto - sono tutti di parte: dal regista, al pubblico, al conduttore&quot;. ELEZIONI: BERLUSCONI, SCONFITTA CDL? IPOTESI IRREALISTICA. (ANSA) - ROMA, 9 FEB - &quot;NOn sono abituato, da uomo pratico, ad esercitare la mia intelligenza e la mia fantasia su ipotesi che non ritengo realistiche...&quot;…</video:description>
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   <video:title>Il programma dell'Unione e i nodi critici</video:title>
   <video:description>UNIONE/ BOSELLI: PROGRAMMA DICA COSA SI FA NEI PRIMI 100 GIORNI. Roma, 14 feb. (Apcom) - &quot;Su Pacs e scuola pubblica serve di pi&quot; - Certo, in una coalizione c'è &quot;la nacessità di trovare un compromesso&quot;, ma nel programma del centrosinistra sarebbe stato preferibile &quot;trovare le 5-6 cose che ci si impegna a fare nei primi 100 giorni. Speriamo di riuscirci da qui al 24 febbraio&quot;. Lo dice Enrico Boselli, che ospite di &quot;Otto e mezzo&quot; su La7 ribadisce le sue perplessita per la stesura del passaggio sulle unioni civili, ma anche per quel che riguarda la scuola pubblica. &quot;Non è questione di tovare un punto di equilibrio, ma di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato, altrimenti gli elettori non capiscono le differenze tra noi e il centrodestra&quot;. Osservazione cui ribatte Gavino Angius, ospite anche lui di Ferrara e Armeni: &quot;Si capiscono benissimo le differenze, la Cdl è contraria a tutto. Quello trovato è un buon compromesso&quot;. Nel programma dell'Unione, ribatte Boselli, &quot;non c'è la possibilita di garantire un minimo di diritti alle coppie di fatto, circa un milione di cittadini, come avviene in tutti i paesi d'Europa. E' una cosa incredibile, un errore molto grave che va corretto&quot;, auspica l'esponente della Rosa nel Pugno. &quot;E questo - sottolinea Boselli - non è il programma di Zapatero, perchè in Spagna i Pacs li ha fatti il governo di centrodestra di Aznar&quot;. Stuzzicato da Ferrara, Boselli non ha negato che contro i Pacs nell'Unione si sia schierato soprattutto Rutelli: &quot;S8, l'ho sempre detto. E' una posizione rispettabile ma che contrasta con quello che io ritengo giusto fare&quot;. Ma secondo Boselli, nel programma dell'Unione &quot;andava scritto in modo chiaro che le tasse che tutti noi paghiamo devono servire a finanziare esclusivamente la scuola pubblica, che è la grande cenerentola, e che chi vuole la scuola privata se la paga da solo&quot;.</video:description>
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   <video:title>Rossana Rossanda, comunista nonostante tutto</video:title>
   <video:description>Sarà il filosofo Antonio Banfi, suo professore all'Università a farle scoprire l'ideologia marxista. Partigiana e tessera del PCI dal 1946. I carri armati sovietici a Budapest, nel 1956, le provocarono una lacerazione profonda ma fu l'invasione della Cecoslovacchia nel 1968 che determinò la svolta decisiva. Il primo numero del Manifesto esce nella primavera del 1969, poco dopo viene radiata dal Partito. La Rossanda spiega: &quot;Sono entrata nel partito perché credevo che servisse una forza organizzata contro un mondo che non considero tollerabile, allora come oggi&quot;. Massimo D'Alema, presidente DS: &quot;Il libro di Rossanda traccia una immagine molto forte di Togliatti e della sua capacità di dialogo con la classe politica italiana, malgrado le chiusure culturali del tempo. Il PCI ha svolto il ruolo della forza politica più coerentemente antifascista, ispiratrice della Costituzione, quella di una forza politica che si identificava con la nascente democrazia. à stato il genio di Togliatti a far identificare il partito comunista italiano con la forza più coerentemente democratica, nella nascente democrazia italiana. La proverbiale doppiezza di Togliatti veniva dal dover tenere insieme questo ruolo con il legame all'Unione Sovietica&quot;. Giuseppe De Rita sostiene che la Rossanda è rimasta prigioniera di uno schema mentale: &quot;Facevamo parte di un gruppo che credeva nella parola 'sviluppo'. Secondo Banfi la storia era la tranquilla evoluzione della società , un'idea assai poco comunista. Rossana non è riuscita ad uscire dall'idea che c'è qualcuno che guida la storia, negando anche la lezione di Banfi. Ma questa è stata anche la sua fedeltà ad una idea: il comunismo cambia la storia, il partito cambia la storia. Invece la storia cambia se stessa proprio di fronte ad alcuni fallimenti, come quello dell'Unione sovietica, cioè al fallimento dell'idea che la politica potesse dominare la società &quot;. La Rossanda risponde: &quot;Sono una vecchia marxista per cui credo che la società non sia un tranquillo evolversi. La società porta dentro di s…</video:description>
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   <video:title>Quale il programma del Centrodestra?</video:title>
   <video:description>Il centrodestra ha trovato l'accordo sul programma di governo. Niente più contratto ma la condivisione di 10 punti, prosecuzione dell'operato già svolto nei passati 5 anni. In particolare l'innalzamento delle pensioni minime a 800 euro, l'impegno a portare a 10 mila il numero dei poliziotti di quartiere, la Tremonti ter per le imprese, i piani per la casa, i libri scolastici e l'abbattimento delle liste d'attesa nella sanità .</video:description>
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   <video:title>Scontro di civiltà ?</video:title>
   <video:description>Tra gli ospiti: Luigi Manconi, Direzione dei Democratici di Sinistra e il Professor Giovanni Sartori. Da Milano: Ernesto Galli Della Loggia,. editorialista e storico. In collegamento da Bruxelles: Matteo Salvini, Europarlamentare della Lega Nord.</video:description>
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   <video:title>Il ministro con la maglietta</video:title>
   <video:description>Gad Lerner agli inizi della trasmissione si chiede se quel gesto non abbia posto fine a cinquant'anni di &quot;andreottismo&quot; in politica estera. à lo stesso senatore a vita Giulio Andreotti a rispondere. &quot;E stata inventato un termine che non esisteva nel vocabolario. C'era la parola: equidistanza. A me sembra che occorra porsi in una posizione di servizio più che schierarsi, riunire assieme identità contrapposte per costruire una prospettiva comune&quot;. Andreotti parla anche di Oriana Fallaci che ha da poco ricevuto un riconoscimento dalla Regione Toscana. &quot;Il suo libro pone un'inquietante contrapposizione tra islam e cristianità : non è possibile pensare di combattere il pericolo islamico con una crociata moderna&quot;.Â. Il senatore a vita ricorda inoltre che &quot;un tempo con la Fallaci eravamo in ottimi rapporti e mi regalò anche un libro di Cicerone&quot;. &quot;La linea di fronteggiare l'Islam e considerarlo come il demonio non è assolutamente costruttivaÂ - conclude -. In questi giorni bisognerebbe gettare acqua sul fuoco, invece di infiammare gli animi come è successo con quella maglietta. Non credo che cercare il dialogo sia una forma di debolezza, bensì questa deriva proprio dall'incapacità di esprimere i propri valori e la propria libertà &quot;. Replica Francesco Speroni, deputato europeo della Lega Nord: &quot;C'è una linea politica nelle relazioni con i paesi islamici 'pratica' ma rinunciataria, che serve a salvaguardare i buoni rapporti fra i paesi&quot;.Â. Noi preferiamo lottare, e non a testa bassa, bensì a testa alta orgogliosi di essere cristiani. Abbiamo un'altra cultura di cui siamo fieri&quot;. Uno dei punti delle condizioni della Lega Nord per rimanere nella coalizione di centrodestra è la difesa delle radici cristiane in Europa. Ma Michele Serra, giornalista di Repubblica e de L'Espresso, sottolinea: &quot;Rivendicare una identità 'urlata', raramente dà l'impressione che sia una identità metabolizzata, vissuta con tranquillità , mi sembra piuttosto una sincerità debole&quot;. L'intervento di Padre Justo Lacunza-Balda, Rettore del Pontificio Ist…</video:description>
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   <video:title>Silvio Berlusconi: tutto quello a cui ho dovuto rinunciare per fare politica (Febbraio 2006)</video:title>
   <video:description>Silvio Berlusconi: tutto quello a cui ho dovuto rinunciare per fare politica (Febbraio 2006). Clip di LA7 CULT</video:description>
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   <video:title>L'Europa in frantumi e la guerra delle banche</video:title>
   <video:description>Michel Thouluze, manager francese, ex presidente di Telepiù Italia, commenta: &quot;Noi mettiamo barricate ma voi italiani prima ci fate entrare e poi ci fregate&quot;. Paolo Madron, vicedirettore di Panorama, dice: &quot;à obiettivamente molto difficile entrare in Francia e quasi tutte le avventure italiane sono andate male. Se la filosofia è quella del nazionalismo economico, né si passa, né si transige&quot;. Marco Onado, dell'Università Bocconi di Milano, sottolinea: &quot;Gelosie nazionali si trovano nei Paesi europei da sempre. La direttiva europea su l'Opa, cioè la legge che la deve regolare, ha avuto 15 anni di gestazione e invece che facilitarle, rende più difficile le acquisizioni&quot;. Paolo Panerai, del gruppo Class Editori, osserva tre questioni fondamentali: &quot;Parliamo di stati uniti d'Europa, quando non ci sono. La Francia fa scelte esattamente opposte a quelle di un paese europeista come l'Italia, perché abbiamo due politiche opposte. E la partita dell'Enel è stata giocata in maniera pessima a demerito di chi ha organizzato l'operazione&quot;. Pierre De Gasquet, corrispondente francese de &quot;Les Echos&quot;, difende il suo paese: &quot;Parlare di attacchi nei confronti degli italiani è esagerato, perché l'Opa non è mai stata lanciata&quot;. Paola Pierri, del gruppo bancario Unicredit Hvb, ha espresso la sua ammirazione per i politici ed i manager francesi capaci di mettersi insieme ed organizzare una simile strategia. &quot;Dove ci sono regole di mercato le cose si fannoÂ - diceÂ -. Il sistema francese è stato in grado di fare delle acquisizione&quot;. Dopo la palese mancanza di reciprocità , dal momento che sul nostro territorio a Electricité de France è già stato concesso di controllare al 50% la Edison, numero due del nostro settore elettrico, Gad Lerner si chiede: è una sconfitta dell'Europa? Nicola Porro de Il Giornale aggiunge: &quot;Qual è il vantaggio del consumatore con maggior concorrenza? Sulla telefonia mobile l'ingresso degli stranieri ha dato un innegabile vantaggio agli italiani. Ma quando l'energia francese arriva in Italia, i consumatori pagano …</video:description>
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   <video:title>Duello televisivo</video:title>
   <video:description>tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader del centrosinstra Romano Prodi al centro di &quot;Otto e Mezzo&quot; di mercoledì 1 marzo.</video:description>
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   <video:title>CDL: Il voto utile</video:title>
   <video:description>Ospiti: Alessandra Mussolini (Alternativa Sociale), Peppino Calderisi (Riformatori Liberali), Stefania Craxi (Giovane Italia), Raffaele Lombardo (Movimento per l'Autonomia), Vittorio Cecchi Gori (Movimento per l'Autonomia - LegaNord).</video:description>
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   <video:title>Un parlamento di &quot;nominati&quot;. E' tornata la partitocrazia?</video:title>
   <video:description>Grazie alla nuova legge elettorale avremo un Parlamento nominato dall'alto? Questa è la domanda provocatoria lanciata all'Infedele. La campagna elettorale ha invaso la televisione con almeno due mesi di anticipo, ma nel frattempo, in giro per l'Italia, su quel &quot;territorio&quot; dove un tempo i leader andavano a incontrarsi con i militanti e con i cittadini, che fine ha fatto la politica? Per la strada vediamo i tabelloni, i famosi 6 per 3, ma sempre e solo con le facce dei numero uno, la faccia del capo. La nuova legge elettorale, proporzionale corretta con premio di maggioranza, rende inutile il vecchio storico rapporto tra politica, società e territorio. Prevede, infatti, che si voti il partito, senza esprimere la preferenza. I candidati verranno eletti secondo l'ordine imposto dalle liste, deciso dal vertice dai partiti stessi. Questa nuova legge ha suscitato perplessità e commenti al vetriolo: &quot;Premiata solo la fedeltà assoluta, il conformismo passato e futuro&quot; scrive Gianfranco Pasquino su L'Unità ; &quot;E' il silenzio della politica intorno a noi&quot;, Ilvo Diamanti su La Repubblica; &quot;Il potere dei partiti non è mai stato così forte nell'intera storia della Repubblica&quot;, Luigi La Spina su La Stampa, e Massimo Cacciari mette in guardia dalla &quot;partitocrazia senza partiti&quot;. Ecco allora nascere una nuova tipologia di candidati: quelli messi in testa alla lista già sicuri di essere eletti. Più un paio di incerti, il cui destino è legato al successo nazionale del partito, non certo al proprio impegno diretto. Poi gli altri, i &quot;senza volto&quot;, chiamati solo a fare tappezzeria perché tanto conta solo la faccia dei capilista. Al cittadino elettore spetta solo segnare una croce sul simbolo di partito, al resto ci hanno già pensato le oligarchie. Il sondaggista Luigi Crespi spiega che Berlusconi ha realizzato, con questa legge elettorale, l'unico meccanismo che gli consentiva una possibilità in più di vincere, rovesciando così il vantaggio del centrosinistra sul territorio, pari a 2 milioni e mezzo di voti. Il manager Sergio Scalpel…</video:description>
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   <video:title>I Duellanti</video:title>
   <video:description>Che sia in dirittura d'arrivo il duello in tv lo conferma lo stesso Romano Prodi che fa sapere che è tutto pronto e da oggi èartiranno colloqui su regole. Da Reggio Calabria il Professore rende noto che: &quot;è tutto pronto. I colloqui da domani mattina cominceranno e per avere una conclusione rapida. Tutto è a posto io volevo parità di condizioni e Berlusconi finalmente l'ha accettata. Era ora, meglio tardi che mai. Non ci saranno problemi per trovare un conduttore. Credo che per tutto ci sia il via libera e concluderemo con le regole molto in fretta. Il confronto si farà presto. Non c'è problema. Basta che ci sia la parità effettiva per i due protagonisti&quot;. Sulla rinuncia alla conferenza stampa finale il Presidente del Consiglio racconta ai cronisti un aneddoto per fugare ogni possibile dubbio che la sua scelta possa essere dettata da debolezza. Il Premier ha affermato: &quot;io una volta ebbi a dare dei soldi ad un amico il quale, al termine del nostro appuntamento, incontrò un comune conoscente e non gli disse 'egli generosamente dono', ma invece disse 'io furbescamente estorsi'. Va da sé che io quella persona l'ho cancellata dal novero degli amici. Se qualcuno dall'altra parte assumesse la stessa posizione sappià cosa penserò da qui in avanti di lui&quot;. Sulla questione delle regole del duello in tv Berlusconi-Prodi il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi dice che le regole verranno decise dalla Rai e dagli interessati. Il ministro ha precisato che &quot;deve essere un confronto quanto più asettico possibile nel senso che i due contendenti devono stare su un piano di parità . Speriamo che si faccia prima possibile perchè si è creata una grande attesa&quot;. Sul possibile conduttore del duello Landolfi non si pronuncia in quanto, ricorda, l'indicazione compete all'autonomia del direttore generale. &quot;Temo che non ci siano i tempi e le condizioni per scrivere contratti sul modello americano. L'importante sara recepire la sostanza di quegli accordi di garanzia, pur senza scomodare gli avvocati&quot;. Così in un'intervista invece Pa…</video:description>
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   <video:title>Mollica: La rosa tatuata</video:title>
   <video:description>La grande interpretazione dell'eterno Woody Allen</video:description>
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   <video:title>Buttiglione vs Pannella</video:title>
   <video:description>La laicità e i valori cristiani al centro del faccia a faccia tra l'allora Ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione, presidente dell'UDC, e Marco Pannella (La Rosa nel Pugno)</video:description>
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   <video:title>Giuseppe Pisanu, Ministro dell'Interno</video:title>
   <video:description>Altro tema: centri sociali. Sabato in piazza c'era un gruppo che &quot;voleva produrre guerriglia urbana&quot;. E' l'opinione del ministro. Pisanu ha ribadito che si è trattato di un intervento &quot;premeditato: sarebbe bastato seguire indimedia per rendersi conto che c'era una preparazione&quot;. E su Francesco Caruso, uno dei leader del movimento no global candidato alle politiche con Rifondazione comunista, Pisanu sostiene che &quot;dà l'idea di una persona che usa la violenza come strumento di lotta politica. O quantomeno che un certo tasso di violenza sia insito nel conflitto sociale e politico. Penso invece violenza non sia accettabile neppure in dosi pediatriche&quot;.</video:description>
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   <video:title>Confronto tra Baldassarri e Bersani</video:title>
   <video:description>Un faccia a faccia fra il Viceministro dell'Economia Mario Baldassarri e l'esponente diessino Pierluigi Bersani, ex ministro ai Trasporti e all'Industria.</video:description>
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   <video:title>Tiziano Terzani. Il nostro inviato dall'Aldilà</video:title>
   <video:description>Il grande giornalista che ha raccontato il Vietnam, la Cambogia dei Khmer rossi, la Cina del dopo Mao, l'India è diventato &quot;il fenomeno Terzani&quot;. Ha smesso di combattere il cancro con la medicina, scegliendo di trascorrere i suoi ultimi giorni di vita all'Orsigna, una &quot;piccola Himalaya&quot; sull'Appennino toscano, circondato dalla famiglia. Un uomo sereno che si separa poco a poco dal suo corpo senza angoscia, come la cosa più naturale del mondo. La dottoressa Francesca Floriani, presidente della Fondazione Floriani per i malati terminali, dice che: &quot;La storia di Terzani è quella di un privilegiato. Grazie ad un percorso spirituale, è riuscito ad accettare con serenità ciò che non poteva cambiare. Ma la realtà di un malato terminale spesso è un cammino che passa per sofferenze atroci. L'esercizio filosofico della morte aiuta, però, a vivere ogni giorno con gratitudine&quot;. Il filosofo Emanuele Severino rivendica l'assoluta attualità di una discussione sulla morte perché &quot;una politica seria affronta prima di tutto il problema della sopravvivenza dei propri cittadini, e per questo non può prescindere dalle tragedie del mondo, che seminano morte e distruzione&quot;. E sulla morte spiega: &quot;L'uomo ha sempre pensato alla sua fine e cercato di difendersi da questa. L'esperienza di Terzani parte da un discorso religioso e la risposta religiosa alla morte è la fede. Dall'altra parte c'è la scienza, che oggi tenta di parlare all'uomo, ma riesce a dire solo cose rigorose, mai più interessanti della religione. Infine c'è il discorso filosofico. Quindi si propongono tre vie: la terribile insufficienza della fede, la relativa insufficienza della fede nella scienza ed infine il terzo incomodo della filosofia. Ecco, in Terzani, riecheggia una saggezza orientale&quot;. E più in là nel dibattito, ancora: &quot;Un uomo muore in relazione a quello che crede sia la morte&quot;. Anche il filosofo Romano Madera riconosce l'ultimo libro di Terzani come libro filosofico di saggezza. &quot;Il problema è come si vive e cosa facciamo del nostro tempo - dice -. La meditaz…</video:description>
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   <video:title>Bertinotti vs Alemanno</video:title>
   <video:description>Bertinotti e Alemanno stanno al gioco di Giuliano Ferrara che nella puntata di Otto e Mezzo chiede ai suoi ospiti di esprimere una preferenza e nessuno dei due sceglie un profilo troppo serioso. BERTINOTTI, DE ROSSI O MARADONA? SI DECUBERTIN MA AMMIRO PIBE E' LA MIA SOLITA 'DOPPIEZZA', CON PRORIETA' VIOLA MA CUORE MILAN. (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Meglio De Rossi o Maradona? Insomma, meglio il rispetto delle regole o chi invece se ne infischia in nome del risultato? Bertinotti e Alemanno stanno al gioco di Giuliano Ferrara che nella puntata di Otto e Mezzo chiede ai suoi ospiti di esprimere una preferenza e nessuno dei due sceglie un profilo troppo serioso. Per il ministro le &quot;regole sono sostanza se non diventano 'politicamente corretto' &quot;, mentre Bertinotti confessa la sua &quot;solita doppiezza: da una parte farei chapeau al gesto decubertista - dice - per un altro verso la mia ammirazione è per Maradona&quot;. Una doppiezza che lo porta, ad esempio, continua a scherzare il leader di Rifondazione, &quot;a stare dal punto di vista della proprietà con la Fiorentina ma dal punto di vista del cuore con il Milan&quot;. Anche se, ci tiene a ribadire Bertinotti, &quot;le regole democratiche sono una cosa seria&quot;. ELEZIONI: BERTINOTTI, CAMPAGNA ELETTORALE E' SCHIZOFRENICA BERLUSCONI COME DELLA VALLE O IMPRENDITORE O POLITICO. (ANSA) - ROMA, 21 mar - &quot;Trovo questa campagna elettorale veramente singolare e soprattutto schizofrenica perché ci troviamo di fronte a due tipi di campagne, una mediatica ed una reale, e non so quanto i media possano influenzare il comportamento nel momento del voto&quot;. Così Fausto Bertinotti, leader del Prc, ospite di 'Otto e mezzo', commenta i toni della campagna elettorale. &quot;Io discuto di 'pane e salame' - prosegue - perché i temi discussi nei media, anche cose importanti come il ritiro delle truppe dall'Iraq, non hanno la stessa diffusione rispetto ai temi come la precarietà e come arrivare alla fine del mese. A questo deve puntare la campagna elettorale, deve discutere di questi temi perché queste cose decideranno la v…</video:description>
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   <video:title>L'Olanda e l'eutanasia</video:title>
   <video:description>Ne hanno discusso in studio: Carlo Giovanardi (Ministro per i Rapporti con il Parlamento), Daniele Capezzone (La Rosa nel Pugno) e Giulio Meotti (Il Foglio). Da Bruxelles: Sophie In T Veld (Europarlamentare olandese).</video:description>
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   <video:title>Francia-Italia. La rivolta dei precari</video:title>
   <video:description>In collegamento da Parigi, Mehdi Kouar, studente di storia alla Sorbona rappresentante dell'Unione nazionale degli studenti di Francia, e Benjamin Salesse del sindacato CGT.Â. &quot;Sono due le motivazioni per dimostrare che il Cpe non incentiverà l'assunzione di giovaniÂ - dice MehdiÂ -.Â Per primo, ha la fama di essere il fratello minore del 'contratto di nuovo impiego' adottato dal primo ministro De Villepin nell'agosto scorso, che proponeva all'incirca le stesse cose per i lavoratori assunti dalle piccole imprese. Secondo, sono abbastanza scettico sulla flessibilità per creare posti di lavoro. La creazione di occupazione ha come presupposto un potere d'acquisto molto forte ed una maggior capacità d'acquisto della popolazione: non credo che per questo occorra rendere flessibile il lavoro&quot;.Â. Ed ancora, sui legami con le protesta delle banlieues che hanno incendiato la Francia non molto tempo fa: &quot;Con i problemi emersi nell'autunno scorso, c'è un legame nella preoccupazione per la precarietà così alta, e ciò soprattutto nelle periferie. Mentre fra la violenza e il movimento degli studenti, non ci sono legami, dal momento che fino ad ora le violenze hanno coinvolto una piccolissima parte dei manifestanti&quot;. Novità delle proteste francesi i sindacati che si sono uniti agli studenti , cosa che non succedeva da molto tempo. &quot;Contro questa ristrutturazione del lavoro, che va verso la precarietà , ci siamo sentiti uniti, tutti&quot;, sostiene Benjamin Salesse. Michel Thoulouze, ex manager di Telepiù, afferma: &quot;Non si tratta di un paese riformista, ma rivoluzionario. Contro uno stato rigido scendiamo in strada. Questi giovanotti sono i primi a non poter sperare in un futuro migliore di quello dei loro genitori. Una cosa è essere precari per un anno, appena entrati nel mondo del lavoro, altro è una precarietà di lungo periodo&quot;. Gli studenti francesi hanno dichiarato guerra al la legge del Cpe, il &quot;contratto di primo impiego&quot; che permette di licenziare senza giusta causa i lavoratori sotto i 26 anni durante i primi due anni. Non …</video:description>
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   <video:description>Il noto politologo Ilvo Diamanti, sondaggista di Repubblica, analizza la situazione politica e sociale italiana a due settimane dal voto.</video:description>
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   <video:title>Le Elezioni e l'Occidente</video:title>
   <video:description>Apc-PERA: VORREI CHE RELIGIONE TRACIMASSE NELLA VITA PUBBLICA. &quot;Vorrebbe dire non negare qualcosa che siamo&quot; (Apcom) Roma, 28 mar - A Marcello Pera, presidente del Senato, piacerebbe &quot;che la religione tracimasse nella vita pubblica&quot;, come avviene negli Usa. Pera ha infatti spiegato che &quot;la differenza tra Europa e America è la forma della religiosità , diversa negli Usa rispetto al vecchio continente. La religione, in America, tracima nella vita pubblica e nessuno si sogna di negarne il ruolo. In Europa, soprattutto in quella giacobina, illuminista, francese insomma, alla religione è vietato un ruolo nella vita pubblica e sopratutto viene relegata nel ghetto. Io - ha aggiunto Pera - propendo per il modello americano. Il tracimare nella sfera pubblica della religione vuol dire non negare qualcosa che siamo&quot;. Apc-ELEZIONI/PERA: MANIFESTO PER OCCIDENTE NON E' CONTRO ISLAM. &quot;Ma per sconfiggere i due avversari: il fondamentalismo e la resa&quot; (Apcom) - Roma, 28 mar - Quello per l'Occidente è un &quot;manifesto per l'Occidente e non contro l'Islam in particolare&quot;. Ne è convinto in prima battuta il suo stesso autore, il Presidente del Senato Marcello Pera. &quot;Io - ha detto stasera - ritengo che l'Occidente abbia due avversari. Uno è il fondametalismo e il conseguente terrorismo islamico, un vero nemico. L'undici settembre fu detto che ci veniva dichiarata guerra perchè eravamo Giudei e Crociati. Ci è stata dichiarata guerra per quel che siamo e non per qualcosa che abbiamo fatto&quot;. Il secondo avversario &quot;è interno ed è se stesso. L'Occidente - ha spiegato Pera - è come se si si vergognasse di se stesso, di ciò che lo ha fatto così grande, e dichiara che la tradizione giudaico-cristiana vale qualsiasi altra&quot;. E' dunque la &quot;cultura della resa&quot; per Pera, che si dice convinto che &quot;oggi l'Occidente è a rischio&quot;, il nostro avversario interno.</video:description>
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   <video:title>Le elezioni e le tasse nel paese delle rendite</video:title>
   <video:description>Gad Lerner apre la puntata chiedendo a Bertinotti con qualche ironia se non sia &quot;l'avversario ideale&quot; per il presidente del Consiglio. &quot;Come per la storia dei 'bambini cinesi bolliti', mi tiro fuori da questa volgarità &quot;, replica il segretario di Rifondazione che aveva accennato al caso diplomatico nato con Pechino. &quot;A parte l'immagine sconvolgente, uno non sa come attrezzarsi per ascoltare una cosa del genere. Il presidente del Consiglio fa un uso della storia come favola mostruosa&quot;. &quot;In questa campagna elettoraleÂ - continua BertinottiÂ - sono entrate molte cose singolari, film che non abbiamo visto ...Â E' entrato un presidente degli Stati Uniti che invece che spaventare i bambini spaventa i turisti ...&quot;. Poi, alla successiva domanda di Gad, &quot;Le tasse sono il tallone d'achille dell'Unione?&quot;, Bertinotti replica: &quot;No. Penso che al contrario parlare di tasse sia un punto di forza&quot;. &quot;Nella campagna elettorale in giro per il paeseÂ - prosegueÂ - la questione fiscaleÂ è uno dei punti di rivendicazione delle classi dei lavoratori perchè attualmente chi lavora sente il fisco come un peso gravoso. Ora i lavoratoriÂ - concludeÂ - hanno un prelievo che pesa quasi il doppio della rendita&quot;. Si parla poi di altri aspetti del Fisco. &quot;La tassa sui grandi patrimoni è un elemento fisiologico del sistema ordinario. E' una curva che va modificata&quot;, dice Bertinotti. &quot;CredoÂ - prosegueÂ - che occorra trovare un punto da quantificare tra la tassazione delle rendite, attualmente al 12,5% e quella sui Cct, che oggi è il 27%. Ancora non abbiamo parlato di cifre esatte, ma una tassa intorno al 20% credo sia possibile&quot;. Rispondendo ad Alvi che incalza sul fatto che negli anni il reddito sia aumentato, Bertinotti replica: &quot;Anche in Cina le ricchezze sono aumentate ma non mi sembra che quello sia un modello da seguire&quot;. L'Ultimo libro dell'economista Geminello Alvi, &quot;Una repubblica fondata sulle rendite&quot;, Mondatori, 2006, descrive una Italia inaspettata che il freddo dato del Pil non riesce a descrivere. E' un paese dove, negli ultimi 15 …</video:description>
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   <video:title>Casini vs Violante</video:title>
   <video:description>LAVORO: CASINI, NOSTRI 'COCOPRO' MEGLIO DI VOSTRI 'COCOCO' ALMENO PREVEDONO GARANZIE PER LE DONNE E LE FERIE. &quot;I co.co.co. li ha inventati la sinistra nel pacchetto Treu. I nostri co.co.pro. prevedono almeno alcune forme di tutela, come la maternità per le donne e le ferie. Ma poi l'alternativa non è tra lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato, ma tra stare a casa a marcire e lavorare&quot;. &quot;In questo campo - aggiunge - il governo ha ottenuto un risultato straordinario. Anche perchè la flessibilità è un fattore della competitività aziendale. Altrimenti perchè Montezemolo vuole che sia mantenuta la legge Biagi e perchè Rutelli si guarda bene dall'abolirla?&quot;. &quot;Ma Montezemolo non può volere la flessibilità senza tutele - replica Violante - perchè senza ammortizzatori sociali esplode la precarietà &quot;. CDL: CASINI, BERLUSCONI PRENDERA' PIU' VOTI MA IO MI IMPEGNO POLEMICHE NON LE HO FATTE, A VOLTE LE HO SUBITE. &quot;E' chiaro che è più facile che Berlusconi prenderà più voti ma tutto questo non esclude il mio impegno&quot;. &quot;Io le polemiche - spiega Casini - non le ho fatte, a volte le ho subite. Ma con tutti i difetti del governo, va detto che è stato 5 anni di governo del signor Berlusconi. Nei 5 anni precedenti, il centrosinistra non c'è riuscito. PPE: CASINI, SI A PPE ITALIANO, MA CON DISCONTINUITA'. &quot;Dal palco del congresso del Ppe io ho detto un quarto d'ora prima di Berlusconi che c'è bisogno di un grande partito del Ppe in Italia. Ma questo partito deve nascere sulla discontinuità e sulla riflessione e, comunque, il giorno dopo le elezioni&quot;. FISCO: CASINI, BONINO E LIBERALIZZAZIONI? SIAMO AL COMICO. &quot;Quando la Bonino dice 'sto con il centrosinistra' per fare le liberalizzazioni, siamo al film comico&quot;. FISCO: CASINI, PRODI IN STATO CONFUSIONALE PREPARA STANGATA SU TASSA SUCCESSIONE E' PASSATO DA 250 MILA EURO A 200 PERSONE. &quot;Lo stato confusionale di Prodi fa venire in mente una sola cosa: si sta preparando una grande stangata per il ceto medio italiano&quot;. E' l'attacco rivolto dal presidente della Camera Pier Ferdin…</video:description>
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   <video:title>Il Duello degli &quot;Avursi&quot;</video:title>
   <video:description>Diamo, adesso, uno sguardo alle opinioni dei corrispondenti stranieri, dei giornali e delle agenzie stampa estere al confronto tv tra il candidato Premier della Casa delle Libertà , Silvio Berlusconi, e quello dell'Unione, Romano Prodi. Asahi Shimbun (Giappone) - Anche un giornale nipponico ha dedicato oggi, in tempi da primato, un articolo alla sfida televisiva Berlusconi-Prodi, scrivendo di un &quot;accalorato dibattito&quot; fra i due contendenti. Sotto il titolo &quot;L'ultimo confronto&quot;, ha pubblicato in seconda pagina anche due foto dei protagonisti della sfida, sopra un'instantanea di un muro di una strada di Milano coperto di manifesti elettorali. Financial Times (Gran Bretagna) - All'interno, il prestigioso quotidiano economico dedica un'ampia analisi alla campagna elettorale italiana, definita &quot;Un dialogo tra sordi&quot;. Independent (Gran Bretagna) - Confronto in pareggio, invece, secondo Peter Propham, del giornale britannico, con entrambi i leader attestati sulla sufficienza. Figaro (Francia) - &quot;Duello Prodi-Berlusconi&quot;: a sei giorni dalle legislative, il Presidente del consiglio e il leader dell'opposizione si sono affrontati in un secondo e ultimo duello televisivo. Liberation (Francia) - Secondo Henry Jozsef, del quotidiano francese: &quot;Da parte di Prodi è venuto un discorso professorale - ha detto -ma l'appello finale, rispetto a quello della volta precedente, non è stato altrettanto convincente. Quello di Berlusconi era troppo preparato e l'annuncio sull'Ici mi è sembrato demagogico, pubblicitario da imbonitore. Non era un tema della campagna elettorale ed è sembrato uno modo per giocarsi il tutto per tutto: non credo che avrà molto peso sul voto, come neppure questo faccia a faccia&quot;. Nessuno dei due, secondo il giornalista francese, arriva alla sufficienza: un modesto 5 a entrambi. Maariv (Israele) - Leggero vantaggio per il presidente del Consiglio, secondo Menachem Gantz, corrispondente del quotidiano israeliano. &quot;Un confronto noioso che ha ribadito la mancanza di carisma da parte dei due candidati. Direi che Ber…</video:description>
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   <video:title>Tribuna elettorale</video:title>
   <video:description>ELEZIONI/ FERRARA CONDUCE IMBAVAGLIATO 'OTTO E MEZZO' (Apcom). Giuliano Ferrara si imbavaglia alla sua trasmissione come forma di protesta sulla par condicio e sul rifiuto di Romano Prodi di non recarsi a Mediaset. L'altra conduttrice Ritanna Armeni si è detta in disaccordo con Ferrara e ha deciso di proseguire la trasmissione. Ospiti della puntata, al fianco di Ferarra che è imbavagliato con un fazzoletto che assomiglia a una kefiah, Ignazio La Russa, Alfonso Pecoraro Scanio, Denis Verdini. BERLUSCONI A MEDIASET: GIULIANO FERRARA S'IMBAVAGLIA SU LA7 (ANSA). Giuliano Ferrara appare imbavagliato stasera, che racconta quanto accaduto oggi in tema di par condicio, con l'annunciata, poi annullata trasmissione di Silvio Berlusconi in prima serata su Canale 5. ELEZIONI: PECORARO, NO PONTE STRETTO SI' ACQUEDOTTI E FOGNE (AGI). &quot;Non faremo il Ponte sullo Stratto, ma cstruiremo acquedotti in Sicilia e fognature in calabria&quot;. Lo afferma il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. Pecoraro ad 'Otto e mezzo' aggiunge: &quot;Completeremo la Messina-Palermo&quot;. La Russa lo interrompe: &quot;L'abbiamo appena finita ... &quot;. ELEZIONI: CRAXI, LUNEDI' CONTEREMO QUANTI COGLIONI CI SARANNO(AGI). &quot;Gli italiani daranno un giudizio su 5 anni di Governo, non su quanti confronti tv sono stati fatti in campagna elettorale. E' stata una campagna elettorale partecipata, brutta nei toni, ma tutte le sere in tv ci sono stati faccia a faccia. Ricordo che nel 2001 Berlusconi rifiutò pervicacemente il confronto con Rutelli. La campagna si è conclusa con la frase di Berlusconi sui 'coglioni'. Lunedì conteremo quanti 'coglioni' ci saranno&quot;. Lo afferma il segretario del Partito dei Socialisti, Bobo Craxi.</video:description>
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   <video:title>Vigilia elettorale. La furia di Berlusconi</video:title>
   <video:description>&quot;La tele-politca vince su tuttoÂ - dice LernerÂ - dove vige la regola, alla napoletana, del 'chiagni e fotti', dove tutti sono vittime e perseguitati, mentre la campagna elettorale tutta in tv ha visto la politica separasi dal territorio. E' stata una tele-campagna elettorale&quot;. Marco Follini, ex segretario dell'Udc, commenta: &quot;Romano Prodi ha sbagliato a non andare a Mediaset ma penso che non si possa parlare di prove di regime. La presenza del premier in tv durante questa campagna elettorale è stata abbondante ma non so anche se ottima. In questa campagna elettorale è stato detto troppo, un Paese con un candidato che lancia accuse di delinquenza politica e un altro che dà dei coglioni agli avversari, non credo possa progredire molto&quot;. &quot;Nella prossima legislaturaÂ - concludeÂ - una nuova legge televisiva votata al pluralismo comunque ci sta tutta&quot;. Don Gianni Baget Bozzo, politologo di Forza Italia, aggiunge: &quot;Mediaset si è sentita discriminata. Non so se è una prova di regime, ma senza dubbio è una prova di intolleranza e discriminazione. Ho visto Ferrara imbavagliato e credo che tutto questo sia stato sentito come impossibilità ad esprimersi. C'è il sospetto di una intenzione punitiva. Non contaminarsi con Mediaset fa pensare che si voglia cambiare le leggi in materia di tv, ma se questo significa escludere Berlusconi, ciò vuol dire eliminare l'alternativa democratica, e allora sì che c'è il regime&quot;. Il sondaggista Luigi Crespi replica: &quot;Il centrodestra governa da 5 anni e si arrabbia per una legge che non è riuscita a cambiare. Mi sembra il tentativo di buttarla in 'cagnara', perché Berlusconi sa da tempo di aver perso la contesa elettorale, cerca di avere un abbondante tasso di consenso che gli permetta di vigilare sui suoi interessi&quot;. Con Marco Follini, Gianni Baget Bozzo e Luigi Crespi hanno discusso del dopo elezioni gli storici Gian Enrico Rusconi e Alessandro Campi che insegna a Perugia, autore di un saggio sul populismo che mette a confronto Mussolini e Berlusconi; la psicologa sociale Patrizia Catella…</video:description>
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   <video:title>Tremonti vs Rutelli</video:title>
   <video:description>&quot;Non ci saranno tasse di successione se non sui grandi patrimoni non i piccoli patrimoni, non i risparmi delle famiglie&quot;. Il leader della Margherita Francesco Rutelli torna così sul tema delle proposte economiche dell'Unione e stima &quot;in 8-10 milioni di euro&quot; quelli che vengono considerati &quot;grandi patrimoni&quot;. E quindi tassabili. &quot;Gli unici che stanno mettendo tasse in più siete voi&quot; ha aggiunto Rutelli riferendosi a Giulio Tremonti, attuale ministro dell'economia, e alla revisione degli studi di settore per gli artigiani. Replica secca di Giulio Tremonti: &quot;Per me fanno fede gli emendamenti alla Finanziaria che la sinistra ha presentato per cinque. Emendamenti che prevedevano il ripristino della tassa di successione come era prima che noi la abolissimo, e cioè sui patrimoni sopra i 180 mila euro&quot;. Prima del 2001, la tassa di successione veniva pagata sulle somme superiori ai 350 milioni per erede. Controbatte Tremonti: &quot;Voi siete fin troppo credibili nel vostro programma: c'è una sventagliata di nuove tasse, dalla successione al patrimonio ed è tutto evidente&quot;. &quot;Noi diciamo che faremo quel che è possibile per ridurle - prosegue - ma loro fanno paura sulle tasse e per questo perderanno le elezioni&quot;. Sull'espressione 'coglione' usata da Berlusconi, Tremonti ha detto: &quot;E' forse non elegante, non fortunato, ma non siamo gente da salotto, di bon ton, comunque altra cosa è insultare un uomo&quot;. Poi aggiunge: &quot;lo dico che sono stato definito delinquente politico&quot;. Infine, Rutelli osserva: &quot;Il punto critico di questa campagna elettorale è la sventagliata conclusiva di nuove promesse da parte di Berlusconi&quot;. &quot;Berlusconi punta a recuperare i delusi dalla sua parte e lancia nuove promesse che non sono credibili&quot;. Molte cose, come &quot;l'abolizione dell'Irap e la diminuzione di un punto di pressione fiscale all'anno che Berlusconi aveva promesso cinque anni fa non si sono verificate - ha concluso Rutelli -. Gli italiani lo sanno e non ci credono&quot;.</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Anna Falchi</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Anna Falchi. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Quale futuro per una Italia spaccata?</video:title>
   <video:description>Non ho seguito molto il titolo Mediaset in borsa. Penso solo che sia necessaria una legge seria sulla concorrenza: in questo momento c'è un abuso di potere dominante che non può essere tollerato in nessun Pese democratico. Servono delle regole. Nessun intento punitivo, ma dobbiamo mirare ad avere una concorrenza aperta che in questo momento nel panorama televisivo non c'è. Quando ci sono due concorrenti che arrivano a oltre il 90% del mercato e quando la raccolta di pubblicità Â èÂ concentrata come oggi, è difficile dire che ci sia libertà di mercato&quot;. ELEZIONI. &quot;Io arrivo a palazzo Chigi con risultati premianti della mia linea, cioè l'indicazione dell'Ulivo; se c'era una presenza più forte della mia persona sarebbe certamente stata premiata. Io ho fatto, credo giustamente, una strategia elettorale al servizio di questa coalizione non per debolezza, ma perchè èÂ chiaro che il leader deve garantire l'interesse generale&quot;. QUIRINALE. &quot;La sceltaÂ è naturale ma bisogna che lui accetti. Più volte gli ho detto che sembra ancora un ragazzino, ma lui ha sempre detto che un settennatoÂ è lungo. Non dobbiamo tirarlo per la giacca. Che sia popolare dentro e fuori i luoghi del potere non c'è dubbio. Ripeto, per un altro mandato serve prima di tutto il suo consenso&quot;. PARTITO DEMOCRATICO. &quot;Il gruppo ha già iniziato a lavorare sulle procedure per l'unificazione dei gruppi parlamentari. Abbiamo bisogno di un grande motore che può nascere entro un anno quando avremo un gruppo parlamentare unico. I tre punti in più che l'Ulivo ha ottenuto alla Camera rispetto alla somma dei partiti che lo compongono al Senato sono tre punti importantissimi. Un Ulivo che domani si chiama Partito Democratico: senza questo, all'Italia riformista e che guarda avanti mancherà sempre il punto di riferimento. Il fatto nuovo di queste elezioniÂ è l'Ulivo che diventa Partito democratico</video:description>
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   <video:title>Vincitori e vinti. Incontro con Piero Fassino</video:title>
   <video:description>FASSINO, MAGGIORANZA STRETTA OBBLIGA TUTTI A PIà COESIONE GOVERNEREMO SENATO CON GRANDE DISCIPLINA, POI STAREMO AL PROGRAMMA -(ANSA)- &quot;Nessuno è così sciocco da non vedere che con un margine stretto, come quello che c'è al Senato, la vita della maggioranza di governo vada gestita con più rigore. Ma è anche vero che obbliga tutti i partiti del centrosinistra ad essere ancora più rigorosi, più solidali, più coesi&quot;. Piero Fassino, durante &quot;Otto e mezzo&quot;, su La7, risponde così alle preoccupazioni espresse dal Financial Times. &quot;Abbiamo una maggioranza larga e autosufficiente per governare la Camera - dice il segretario dei Ds - e una maggioranza stretta per governare al Senato. E noi governeremo, con grande disciplina. Con rigore nella presenza dei senatori e con una coesione forte per la gestione dell'aula nei momenti difficili&quot;. ELEZIONI: FASSINO, BROGLI? BERLUSCONI à UN IRRESPONSABILE - (AGI) - &quot;La parola brogli, prima di Berlusconi, non un politico l'aveva mai usata in nessuna elezione, perchè era una consuetudine politica che si usava solo se si era in grado con sicurezza di provarla, dal momento che introduce un elemento di sfiducia nel rapporto tra cittadini ed istituzioni&quot;. à quanto è tornato a ribadire il segretario dei Ds Piero Fassino intervenendo alla trasmissione Otto e mezzo in onda su La7. Per questo &quot;Berlusconi è un irresponsabile ad avere, in questi anni, agitato la parola brogli per pura motivazione di convenienza elettorale, senza che mai avesse la prova di quello che diceva, e così contribuendo a fare meno solida e meno salda la fiducia nelle istituzioni dei cittadini&quot;. A chi gli chiedeva se nel caso di una vittoria di misura del centrodestra l'Unione non si sarebbe comportata diversamente, Fassino ha replicato: &quot;Escludo che avremmo parlato di brogli... certo avremmo chiesto di aspettare il pronunciamento della Cassazione&quot;. GOVERNO/ FASSINO: MAGGIORANZA ESIGUA IMPONE RIGORE A TUTTA UNIONE - (Apcom) - &quot;I numeri stretti sono un vincolo per tutti, obbliga ogni partito della coalizione ad essere più a…</video:description>
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   <video:title>Vincitori e vinti. Incontro con Giulio Tremonti</video:title>
   <video:description>Per Giulio Tremonti, la proclamazione dei risultati della Cassazione &quot;non esaurisce tutti i controlli sul risultato elettorale&quot;. Il n.2 di Forza Italia cita in particolare alcune &quot;anomalie sostanziali&quot; che vanno ancora controllate: il numero dei votanti è superiore a quello delle schede, e le schede bianche alla Camera &quot;sono enormemente inferiori rispetto al Senato&quot;. Di fatti la CdL, spiega il ministro dell'Economia e vicepremier, non riconosce ancora la vittoria dell'Unione.</video:description>
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   <video:title>Benedetto XIV Anno Primo - Il Papa e l'Europa senza Dio</video:title>
   <video:description>Lo storico Alberto Melloni, autore de &quot;L'inizio di Papa Ratzinger&quot;, dice: &quot;Rispetto al suo predecessore c'è una marcata voglia di ritrarsi dalla sovraesposizione mediatica. Il cattolicesimo di Wojtyla consentiva di guardare il Papa in televisione, in questo papa che si ritrae si ritorna all'importanza della scelta di una vita cristiana&quot;. Paolo Flores D'Arcais, direttore di MicroMedia ed autore nel 2003 di &quot;Dio Esiste?&quot;, un colloquio con l'allora cardinale Joseph Ratzinger, dice: &quot;Le differenze riguardano il carattere , mentre nella sostanza c'è continuità . Sia Papa Giovanni Paolo II, sia Ratzinger, che neÂ è stato il più vicino collaboratore, hanno lanciato una grande sfida oscurantista alla civiltà occidentale. In questo c'è una coerenza assoluta, nella sfida alla modernità ed alla scienza. Il pluralismo democratico occidentale nonÂ è altro che il relativismo tanto attaccato da Papa Benedetto XVI.&quot;. Il neo senatore di Forza Italia, Gaetano Quagliarello, autore del libro &quot;Cattolici, Pacifisti, Teocon&quot; e firmatario del &quot;Manifesto per l'Occidente&quot; di Marcello Pera, replica: &quot;Interpretano il carisma in maniera differente, ma nel nocciolo del pensiero ci sono dei tratti di continuità che vanno evidenziati. Mise in evidenza i rischi dell'unione fra relativismo e democrazia, riflessione ripresa da Ratzinger. Relativismo nonÂ è sinonimo di pluralismo. L'altro tema di continuità riguarda le radici cristiane. Ma questo non esaurisce il discorso, perchè sul tema del pacifismo e del dialogo interreligioso c'è una differenza fra i due, il conflitto religiosoÂ è presente nel pensiero di Benedetto XVI. Don Gianni Baget Bozzo, autore del saggio &quot;Tra nichilismo ed Islam. L'Europa come colpa&quot;, sottolinea: &quot;Ratzinger ha letto la chiesa come comunione, luiÂ è stato il teorico della chiesa disorientata dopo il Concilio Vaticano II&quot;. Gad Lerner affronta poi un tema che emerge dagli scritti del nuovo pontefice: Papa RatzingerÂ è pessimista rispetto al mondo contemporaneo? Quagliariello risponde: &quot;Credo che abbia una visione chiara d…</video:description>
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   <video:title>Vinictori e vinti. Incontro con Francesco Rutelli</video:title>
   <video:description>&quot;Berlusconi dia il giusto riconoscimento istituzionale a chi ha vinto. Anche se il centrosinistra ha vinto al fotofinish va notato un contraddittorio nel centrodestra che, vuole sollecitare il dialogo addirittura proponendo uno scambio di ruoli tra Prodi e Berlusconi, ma poi non fa nessuna telefonata&quot;. &quot;Berlusconi appare come un Giano bifronte - prosegue -, da un lato ha il volto di chi vuole il dialogo e dall'altro lato è colui che non fa neanche una telefonata al vincitore&quot;. Rutelli poi sottolinea come anche gli altri esponenti della Cdl non dimostrano un atteggiamento unitario sulla vittoria elettorale del centrosinistra perchè, osserva il leader Dl &quot;la Lega vuole la guerra, l'Udc fa i complimenti mentre An non si capisce che cosa dice&quot;. Il presidente della Margherita, riferendosi nel corso di Otto e mezzo alla candidatura di Franco Marini per il Senato, ha specificato che si tratta della &quot;più forte&quot;, in grado anche di &quot;raccogliere consensi da parte del centrodestra&quot; a Palazzo Madama. Sull'altra Camera, invece, ha detto: &quot;Bertinotti sarebbe un buon presidente della Camera, sarebbe un fatto rilevante ma nel momento in cui i Ds indicano una figura come D'Alema questa scelta va non solo rispettata ma anche accolta&quot;. Sull'economia, Rutelli spiega quali dovranno essere i compiti dei ministri economici, in particolare di chi guiderà il dicastero di via XX Settembre nel futuro governo dell'Unione. &quot;La crescita - sottolinea ancora - dovrà essere il compito del ministro dell'Economia e di tutta una coalizione che tra l'altro è guidata da un economista&quot;. Ancora. &quot;Noi ci giochiamo tutto con la crescita economica dell'Italia. Avremo un ministro dell'Economia forte e garante della serietà del nostro governo presso le istituzioni straniere. Con tutta la compagine di governo però, e in particolare con il ministro delle Attività produttive, dell'Agricoltura e delle Infrastrutture, si dovrà lavorare per ridurre la spesa e dare risposte sociali al Paese. Un ministro tecnico all'Economia si rimboccherà le maniche e avrà il comp…</video:description>
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   <video:title>Terrore o governo. Hamas al bivio</video:title>
   <video:description>Le ripercussioni di quanto accade in Medio Oriente si sentono fino a casa nostra. Infatti nel corteo di Milano del 25 aprile, sono state fischiate le brigate ebraiche e bruciate le bandiere dello Stato d'Israele. Vittorio Dan Segre, è un ebreo piemontese emigrato in Palestina per sfuggire alle leggi razziali, ex combattente con le forze alleate in Italia ed ex combattente per l'indipendenza dello stato d'Israele nel 1948. Il suo commento: &quot;Provo un' infinita tristezza per l'Italia, bruciare la bandiera di Israele è stata una manifestazione di impotente vigliaccheria. Chi l'ha fatto, ha calpestato l'onore e la dignità dell'Italia&quot;. Affermazioni condivise da Abdel Hamid Shaari, Presidente del Centro Islamico di Viale Jenner a Milano, che dice: &quot;Mi auguro solo che non fossero arabi!&quot;. Ma Roberto Hamza Piccardo, segretario nazionale dell'Ucoii, l'unione delle comunità islamiche in Italia, un'organizzazione considerata vicino ai Fratelli Musulmani, aggiunge: &quot;à uno scandalo che si parli di uno straccio bruciato, quando Gaza è strangolata da parte del governo israeliano che blocca i camion dei rifornimenti necessari alla popolazione per sopravvivere&quot;. La giornalista Marcella Emiliani sostiene: &quot;La vittoria di Hamas è un' occasione. Screditata la linea laica di Arafat, possiamo testare se Hamas sia compatibile con una democrazia. Oggi tanto Ahmadinejad quanto al Qaeda, vogliono mettere le mani su Hamas, stretta fra i questi due nazionalismi&quot;. Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all' Università Cattolica di Milano, ricorda: &quot;Nessuno sostiene responsabilmente l'equazione Hamas = terrorismo, perchè la comunità internazionale ha riconosciuto le elezioni democraticamente vinte in Palestina. L'unico elemento che frena il pieno riconoscimento di Hamas è la sua accettazione dello stato d'Israele.&quot; E Piccardo sottolinea: &quot;I palestinesi hanno votato Hamas perchè dava garanzie di buon governo&quot;. Massimo Campanini analizza l'ultimo attentato a Dahab, in Egitto: &quot;à una strategia che punta ad indebolire il…</video:description>
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   <video:title>La Destra e il Quirinale</video:title>
   <video:description>&quot;Sono profondamente grato per le molteplici dichiarazioni in favore della mia rielezione a Presidente della Repubblica, anche perchè esse implicano una valutazione positiva del mio operato quale Capo dello Stato, garante dell'unità nazionale e custode dell'ordine costituzionale. Interpreto questa convergenza di parti politiche diverse sul mio nome come disponibilità a quel civile confronto che - al di là delle naturali asprezze della dialettica politica, acuite dal recente momento elettorale - è premessa e condizione, indispensabili, della saldezza delle istituzioni e, quindi, della salute della Repubblica. Tuttavia tali dichiarazioni mi inducono, per una esigenza di doverosa chiarezza, a confermare pubblicamente la mia &quot;non disponibilità &quot; ad un rinnovo del mandato, anticipata nel messaggio di commiato di fine anno. Non ritengo, infatti, data l'età avanzata di poter contare sulle energie necessarie all'adempimento, per il lungo arco di tempo previsto, di tutte le gravose funzioni proprie del Capo dello Stato. A ciò si aggiunge una considerazione di carattere oggettivo, che ho maturato nel corso del mandato presidenziale: nessuno dei precedenti nove Presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa. E' bene non infrangerla. A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato&quot;.</video:description>
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   <video:title>Meno Bambini, più cani. Impazziti per gli animali</video:title>
   <video:description>Cani e gatti meglio dei figli? Questa società sta umanizzando i rapporti con gli animali domestici? C'è una sensibilità diversa a seconda dell'animale? Queste sono le domande che vengono poste all'Infedele. Il filosofo Emanuele Severino osserva: &quot;Con l'animale domestico c'è la possibilità di fare proiezioni di genitorialità &quot;. &quot;Da creatura divina esso è diventato consumo di massa, è stato desacralizzato. Amandoli si cerca di risacralizzarli&quot;. L'attrice Franca Valeri possiede 6 cani e 3 gatti e racconta nel suo libro &quot;Animali ed Altri Attori&quot; che crede addirittura nell'esistenza di un paradiso per gli animali a cui abbiamo voluto bene. &quot;à come se non ci abbandonassero mai!&quot;. Paola Cavalieri, filosofo ed animalista, dice riguardo alle torture che vengono inflitte ad alcuni tipi di animali, come quelli da allevamento: &quot;Senza dubbio dovremmo provare la stessa pena che proviamo per gli esseri umani. Bisogna trattarli, dal punto di vista etico, come noi stessi, perchè tutti hanno gli stessi diritti alla vita&quot;. L'etologo Danilo Mainardi parla del rapporto che spesso i padroni hanno con i propri animali: &quot;Non credo che la questione sia che gli vogliono troppo bene, ma che lo facciano in maniera sbagliata perchè umanizzando gli animali, gli attribuiamo comportamenti nostri&quot;. E sulla proposta della professoressa Paola Cavalieri di trattare, dal punto di vista etico, tutti gli animali allo stesso modo, replica: &quot;à una tesi estrema, bella, ma difficilmente realizzabile. Se osserviamo i rapporti di equilibrio, dobbiamo concepire, almeno dal punto di vista della specie, che sono altro dalla specie umana&quot;. Il neuroscenziato Giorgio Vallortigara spiega: &quot;Bisogna studiare gli animali per capire cosa è buono per loro. à curioso che questo incremento degli animali domestici non proceda di pari passo con una cultura naturalistica&quot;. E lo scrittore Franco Marcoaldi, autore del libro &quot;Animali in Versi&quot; osserva: &quot;La relazione così forte nei confronti degli animali è sintomo della ricerca di una naturalezza che non abbiamo più&quot;. Lo scri…</video:description>
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   <video:title>Ritratto del candidato dell'Unione</video:title>
   <video:description>L'Unione conferma la sua candidatura al Quirinale, definita &quot;una proposta credibile e seria&quot; dal segretario Ds Piero Fassino. L'altro leader del centrosinistra Francesco Rutelli osserva: &quot;La scelta di Napolitano per noi è il passo successivo che facciamo come prova di lealtà e di unità , dopo aver dichiarato - ricorda - il nostro convinto sostegno nella prima fase alla candidatura di Massimo D'Alema&quot;. Massimo D'Alema parla della candidatura avanzata dal centrosinistra come quella che risponde alle caratteristiche chieste dall'opposizione e sulla quale, perciò, si attende un consenso. &quot;E' stato presidente della Camera ed è un uomo il cui equilibrio è stato riconosciuto anche da Berlusconi&quot;, ha detto il candidato outsider al Quirinale. Ma non tutti sono d'accordo nell'Unione. Enrico Boselli replica: &quot;Ritengo un errore, anche per il nome di Giorgio Napolitano, non aver fatto una rosa di nomi al centrodestra&quot;. L'esponente della Rosa nel Pugno ribadisce il no a Massimo D'Alema: &quot;Non credo che abbia caratteristiche per essere considerato un garante. Questa è la ragione per cui non lo voteremo. Serve proporre un candidato condiviso col centrodestra&quot;.</video:description>
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   <video:title>L'elezione del Presidente della Repubblica</video:title>
   <video:description>Ne discutono con Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni: Massimo Bordin (Direttore Radio Radicale), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Maria Laura Rodotà (Corriere della Sera) e Paolo Liguori (Direttore Tgcom). Oggi dovrebbe essere il giorno decisivo per la sua elezione. Il ritratto di Giorgio Napolitano, da presidente della Camera alla soglia del Quirinale.</video:description>
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   <video:title>Il terzo giorno del Quirinale</video:title>
   <video:description>Ne discutono con Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni: Emanuele Macaluso (Direttore &quot;Le ragioni del Socialismo&quot; ed amico personale del neo eletto Capo dello Stato), Livia Turco (Senatrice de L'Ulivo), Silvio Pons (Storico) e Sandro Bondi (Deputato Forza Italia).</video:description>
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   <video:title>La partita del Quirinale</video:title>
   <video:description>Il politologo Edmondo Berselli, direttore de Il Mulino, commenta l'elezione del nuovo Capo dello Stato. &quot;Il fatto che ci sia un diessino al Colle segna la fine della discriminante comunista, che è stata determinata da Silvio Berlusconi e che ha impostato tutta la campagna elettorale sul tema dell'anticomunismo&quot;. &quot;Sono convinto che essere stato un ex comunista non sia stata la ragione centrale dell'elezione di Napolitano - continua Berselli - ma si spera che ora si smetta di giocare la carta dell'anticomunismo&quot;. La dirigente diessina Barbara Pollastrini aggiunge: &quot;C'è l'orgoglio di aver portato un degno successore di Carlo Azeglio Ciampi sul Colle, ma anche l'orgoglio che quest'uomo venga dal mio partito. Penso, inoltre, che la parola 'anticomunismo' sia d'altri tempi&quot;. Il deputato di Forza Italia Maurizio Lupi porta sul banco la questione della ripartizione delle cariche in seno ai partiti della maggioranza. &quot;La questione di fondo è che all'interno della coalizioni di sinistra occorreva dare un ruolo istituzionale ai Ds. Spiace che sia stato messo da parte il tentativo di mandare al Quirinale una figura in grado di superare il muro contro muro dei due poli&quot;. L'economista Michele Salvati, ex parlamentare del gruppo ds-ulivo, osserva: &quot;Nei Ds c'è un fortissimo senso di orgoglio nel sentirsi un elemento della storia italiana. Gli ex comunisti hanno un senso fortissimo della loro identità e del ruolo storico che hanno avuto. Una persona come Massimo D'Alema, che controlla ancora gran parte del partito, non era adatta al ruolo di Presidente della Repubblica, ma la sua bocciatura è stata vissuta come offesa di questa identità , come se fosse stata rifiutata&quot;. Sull'elezione del Presidente della Repubblica. Il deputato Lupi lamenta la mancanza di un dialogo sul nome per il Quirinale. Il giornalista e scrittore Marco Travaglio gli replica: &quot;In tredici anni ogni volta che si è discusso di qualunque argomento con il centrodestra la contropartita è sempre stata la giustizia e la televisione. E' questo il prezzo del dialogo?…</video:description>
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   <video:title>Vincenzoni: Stalag 17</video:title>
   <video:description>Vincenzoni ci introduce nel mondo di Billy Wilder, amato e discusso regista americano</video:description>
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   <video:description>La bellissima Marilyn Monroe interprete del suo più grande successo</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Umberto Veronesi. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Gianfranco Fini</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Gianfranco Fini. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Lo scandalo del calcio</video:title>
   <video:description>La Juventus rischia il collasso, perchè una retrocessione farebbe esplodere i suoi conti. Ma non è solo la società bianconera a tremare, perchè altre squadre ed anche politici sono nel mirino della procura. Intanto è stato affidato un mandato di sei mesi a Guido Rossi che, da neo capo della Federcalcio, ha promesso di intervenire in tempi brevi ed in modo corretto.</video:description>
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   <video:title>Governo Prodi</video:title>
   <video:description>Diciassette i ministri con portafoglio: Massimo D'Alema e Francesco Rutelli vicepremier, il primo come ministro degli Esteri il secondo come ministro dei Beni Culturali; Clemente Mastella ministro della Giustizia; Arturo Parisi ministro della Difesa; Tommaso Padoa-Schioppa ministro dell'Economia; Pierluigi Bersani ministro per lo Sviluppo Economico; Paolo De Castro ministro delle Politiche Agricole; Fabio Mussi ministro Università e Ricerca; Giuliano Amato ministro dell'Interno; Alessandro Bianchi ministro dei Trasporti; Paolo Gentiloni ministro delle Comunicazioni; Livia Turco ministro della Salute; Beppe Fioroni ministro dell'Istruzione; Antonio Di Pietro ministro delle Infrastrutture; Alfonso Pecoraro Scanio ministro dell'Ambiente; Cesare Damiano ministro del Lavoro e Previdenza Sociale; Paolo Ferrero ministro della Solidarietà Sociale. Otto quelli senza portafoglio: Vannino Chiti (Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali), Luigi Nicolais (Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione), Linda Lanzillotta (Affari Regionali e Autonomie Locali), Emma Bonino (Commercio Internazionale e Politiche Europee), Giulio Santagata (Attuazione del Programma di Governo), Barbara Pollastrini (Diritti e Pari Opportunità ), Giovanna Melandri (Politiche Giovanili e Attività Sportive) e Rosy Bindi (Politiche per la Famiglia). &quot;Sono soddisfatto perchè si è composta la squadra di governo, poi giudicherete voi&quot;, ha commentato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il commento a caldo del nuovo premier Romano Prodi, invece, davanti ai sottosegretari che prestavano giuramento a Palazzo Chigi, è stato: &quot;Oggi è stata completata una squadra di governo che lavorerà per 5 anni. Si tratta di un numero di persone che qualcuno ritiene eccessivo ma che in base alla mole di lavoro da fare è invece scarsissimo&quot; . E della formazione del nuovo Governo Prodi si è discusso anche ad Otto e Mezzo del 17 maggio, con Giuliano Ferrara, Ritanna Armeni ed i loro ospiti: Lucia Annunziata (La Stampa), Piero Ostellino (Corriere …</video:description>
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   <video:title>Il Codice di Moggi. Il Calcio è Potere</video:title>
   <video:description>Si discute del business legato al mondo del calcio e dello scandalo legato alle intercettazioni telefoniche dell'ex direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi. Forse, l'impunità garantita dentro il mondo del calcio è la metafora di un sistema 'mafioso' che vige in Italia e che noi accettiamo come unico modo in cui le cose possano andare? Questa è la domanda che Gad Lerner pone ai suoi ospiti. Il fiscalista Victor Uckmar, docente all'Università di Bologna, autore di &quot;Le sfide per l'Italia&quot;, dice: &quot;Io sono stato un testimone storico del mondo del pallone, in quanto fino al 2001 sono stato presidente della Covisoc che vigila sui bilanci delle società sportive. Ma non avrei mai previsto che gli illeciti arrivassero a questi livelli&quot;. Uckmar individua tre livelli di responsabilità : &quot;Gli amministratori facevano investimenti smisurati e imprudenti, che in aziende private non sarebbero possibili, che invece facevano nel calcio per poter entrare in altri business; un secondo livello di responsabilità coinvolge il governo del calcio, a causa del lassismo e delle pressioni sugli organi di controllo; infine c'è stata anche una responsabilità dei governi, perché c'erano pressioni a non fare controlli troppo accurati nell'esaminare i bilanci, fino a far passare una norma che impediva alla Covisoc di effettuare una indagine sulla gestione ed il bilancio delle squadre di calcio&quot;. &quot;Ora i diritti televisivi rischiano di cadere - continua -, con gravi conseguenze per tutto il sistema&quot;. Il giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti osserva: &quot;Mentre in Inghilterra aveva un senso far quotare in borsa le squadre di calcio, perché avevano bilanci solidi e le società erano proprietarie anche dei loro stadi, in Italia è stato un escamotage per ricavare denaro&quot;. Poi aggiunge che &quot;grazie ai soldi investiti nel calcio si hanno una serie di protezioni&quot;, che vanno al di là dello sport. L'economista Marco Onado, docente alla Bocconi di Milano, aggiunge: &quot;L'interesse ad entrare nel mondo del calcio è fortissimo, perché dà una v…</video:description>
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   <video:title>Donne senza Portafoglio</video:title>
   <video:description>Delle sei donne ministro, una sola ha un incarico pieno (Livia Turco alla Salute). Mentre Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Giovanna Melandri e Rosy Bindi sono ministri senza portafoglio. Il nuovo governo eguaglia il primato messo a segno nel '99 dall'esecutivo guidato da Massimo D'Alema quanto alla presenza femminile con sei rappresentanti, di cui tre &quot;new entry&quot; (Bonino, Lanzillotta e Pollastrini). Ma il &quot;peso&quot; dei dicasteri risulta più leggero, visto che nel governo D'Alema c'erano tre ministre di prima fascia (Iervolino all'Interno, Bindi alla Sanità e Melandri ai Beni Culturali). Le donne ministro del governo Prodi sono tuttavia il triplo di quelle del governo Berlusconi, che ne contava solo due: Prestigiacomo e Moratti.</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Flavio Briatore</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Flavio Briatore. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>La Sinistra e i Dittatori</video:title>
   <video:description>Un moto garantito dall'espansione della democrazia e dall'ascesa della potenza che incarna al meglio le idee liberali, gli Stati Uniti d'America, come scrive qualche giorno fa il Corriere della Sera. Il saggio di Rocca, edito da Einaudi, denuncia il tradimento consumato dalla sinistra (con importanti eccezioni quali Paul Berman, Christopher Hitchens, Adam Michnik, Emma Bonino) nei riguardi dei suoi stessi ideali. L'autore, firma del giornale di Giuliano Ferrara, ha buon gioco nel flagellare la cecità del pacifismo, l'indulgenza terzomondista verso i tiranni, le contraddizioni di chi approvò la &quot;guerra umanitaria&quot; in Kossovo contro Slobodan Milosevic, ma ha poi condannato l'intervento in Iraq contro l'assai più feroce Saddam Hussein.</video:description>
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   <video:title>Polonia, una ferita nel cuore dell'Europa</video:title>
   <video:description>Gad Lerner intervista Marek Edelman, il comandante eroe della rivolta del ghetto di Varsavia che ha denunciato il rigurgito antisemita di &quot;Radio Maryja&quot;. Gli altri ospiti sono stati l'ambasciatore polacco in Italia, Michal Radlicki, il leader del dissenso Karol Mozelewsky, padre Jarek Cielecki, il deputato leghista Giacomo Stucchi , i giornalisti Wlodek Goldkorn, Milada Yedrysik e Luigi Geninazzi , l'attrice Ludmila Ryba e il saggista Paolo Morawski. La Polonia è governata dai due fratelli gemelli Jaroslaw e Lech Kaczynski. Il primo è il leader del partito &quot;Diritto e giustizia&quot; che ha vinto le elezioni dello scorso settembre presentandosi come specchio fedele del cattolicesimo polacco, una strategia vincente in un paese dove il 95% della popolazione si dichiara religiosa e il 45% partecipa alla Messa domenicale. Il secondo è diventato presidente della Repubblica. I due gemelli che &quot;volevano rubare la Luna&quot;, dal titolo di un film dove recitavano da bambini, hanno portato l'estrema destra alla ribalta, aprendo le porte del governo a personaggi del calibro di Andrzej Lepper: ministro dell'Agricoltura, ex allevatore di maiali, ma soprattutto leader populista del partito &quot;Autodifesa&quot;, che denuncia l'ingresso della Polonia in Europa come &quot;un atto unilaterale di sottomissione&quot; e che riconosce a Hitler il merito di &quot;aver rimesso in piedi l'economia tedesca&quot;. Già appoggiati dal network di Radio Maryja , i fratelli Kaczynski hanno stretto alleanza anche con l'ultracattolica &quot;Lega delle famiglie polacche&quot; guidata da Roman Gyetrich, il nuovo ministro dell'educazione che ha annunciato la riforma dei libri di testo scolastici per &quot;forgiare una nuova generazione di polacchi&quot;. Se l'ingresso in Europa del 1 maggio 2004 poteva essere un approdo per la Polonia, oggi il paese appare più inquieto che mai e percorso da umori ambigui. Tornano gli spettri di un nazionalismo che era antisemita già ben prima dell'invasione tedesca e si diffondono tra chi è uscito sconfitto dagli ultimi 15 anni di grandi speranze: anziani, operai delle gr…</video:description>
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   <video:title>Sanguineti su: La capra e Due fuggitivi e mezzo</video:title>
   <video:description>Due indimenticabili film di Depardieu visti da Tatti Sanguineti</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Antonello Piroso</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Antonello Piroso. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Incontro con Massimo D'Alema</video:title>
   <video:description>Si comincia dagli affari esteri, iniziando dall'Iraq. &quot;Il rapporto occidente-mondo islamico è più complicato di prima&quot;. E' questo il &quot;bilancio costi-benefici&quot; dell'intervento militare in Iraq secondo il ministro degli esteri. Pur tornando a riconoscere degli &quot;aspetti positivi&quot; della politica di espandere la democrazia, &quot;rispetto alla destra americana, kissingeriana, che sosteneva i regimi dittatoriali&quot;, ha espresso forti perplessità riguardo all'idea che &quot;la guerra fosse lo strumento principe per portare l'ideale democratico&quot;. Questa convinzione in Iraq &quot;si è scontrata con una realtà assai più problematica, l'effetto domino che si attendeva con la caduta di Saddam non c'è stato, ci si è scontrati con retaggi culturali&quot; sottovalutati. Secondo argomento di politica estera: Israele. &quot;L'unilateralismo di Israele non porterà ad una pace tra le parti&quot;. E' quanto è tornato a ripetere D'Alema. &quot;Se Israele vuole costruire una pace stabile fondata sulla sua sicurezza - ha aggiunto - è mia opinione che a questo si arrivi attraverso un negoziato. I palestinesi e Israele devono convivere e questo è possibile solo se accettano reciprocamente la loro esistenza&quot;. D'Alema ammette che per questa impostazione con la vittoria elettorale di Hamas c'è stata una &quot;regressione&quot;. Quindi ha elogiato il lavoro che sta compiendo la comunità internazionale riguardo all'indirizzo da dare agli aiuti economici. Infatti se in un primo tempo questi sono stati interrotti &quot;ora si sta facendo un lavoro attento, e sostanzialmente d'intesa con Israele, in modo di aiutare i palestinesi aggirando Hamas, evitando così un collasso economico-sociale&quot;. Tornati in Italia, si riparte dalla Confindustria e dagli applausi a Letta. &quot;Mi sarei associato all'applauso per Gianni Letta&quot;. Ammette D'Alema, riferendosi al riconoscimento ricevuto dall'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio alla assemblea degli industriali. D'Alema ha poi giustificato la sua assenza. &quot;Lavoravo, ero molto impegnato a studiare i problemi che il Paese ha di fronte - ha spiegato - e…</video:description>
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   <video:title>Veronesi su: Ulisse e 20.000 leghe sotto i mari</video:title>
   <video:description>Giovanni Veronesi e Irene Bignardi introducono due film con Kirk Douglas</video:description>
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   <video:title>Economia. E' già emergenza?</video:title>
   <video:description>Sui conti pubblici, il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani dice: &quot;Con le gambe sane si riesce a crescere. Risanamento, stimolo alla crescita ed equità devono essere i tre nostri principi guida. Affronteremo la situazione con serietà e rigore&quot;. à vero - chiede Lerner - che il deficit si aggira attorno ai 31 miliardi di euro, come qualcuno sussurrava oggi proprio all'Assemblea ?&quot;. &quot;Io - risponde Bersani - ho sentito Draghi parlare di 2 punti di Pil&quot;. Si renderà necessaria una manovra aggiuntiva? &quot;Fra 10-15 giorni - risponde il ministro - saremo in condizione di prendere le nostre decisioni. Vediamo che c'è molta polvere sotto il tappeto ... ci stiamo ponendo molte domande: dobbiamo davvero fermare i cantieri e le ferrovie? Perché anche questo va messo nel conto ... Non mi pare che un'azione sull'Iva sia un'ipotesi allo studio. Non penso che spendere di più equivalga ad un maggior sviluppo economico&quot;. Sulle cifre del buco dei conti pubblici, non è d'accordo il senatore di Forza Italia Giampiero Cantoni: &quot;Degli sforamenti ci sono stati in tutti i paesi dell'area euro. Il vero buco è stato lasciato in eredità dal precedente governo di centrosinistra, pari a 37 mila miliardi di lire. Il commissario per l'economia europea Almunia ha detto al Sole 24 Ore: non ci aspettiamo cifre diverse da quella dell'Ocse. I dati forniti dal governo Berlusconi sono stati approvati non solo dall'Ocse, ma anche dal fondo monetario internazionale e dall'Unione Europea. Occorre vedere che nome sarà dato a questo buco, che a me sembra solo un buco di marketing politico, cioè un polverone&quot;. L'economista Alessandro Penati, dell'Università Cattolica di Milano, equipara la relazione di Draghi ad un rapporto politico: &quot;La relazione è fatta di venti pagine. Dieci sono dedicate a crescita e problemi di macroeconomia o di politica economica, mentre solo otto sono di argomenti di critica monetaria, vigilanza, regolamentazione dei mercati finanziari e governance interna di Bankitalia, 2 sono d'introduzione. Questo dimostra che lui è …</video:description>
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   <video:title>Moscati: Rebecca la 1 moglie, il monello, ombre rosse</video:title>
   <video:description>Charlie Chaplin visto da Italo Moscati in una delle sue grandi interpretazioni</video:description>
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   <video:title>Irene Bignardi: La rosa purpurea del Cairo</video:title>
   <video:description>La rosa purpurea dela Cairo e Provaci ancora Sam, due indimenticabili interpretazioni del camaleontico Woody Allen viste da Irene Bignardi</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Elio e Faso</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Elio e Faso. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti su: Un povero ricco</video:title>
   <video:description>Un esaltante Renato Pozzetto visto da Tatti Sanguineti</video:description>
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   <video:title>Gregoretti su: Il ferroviere</video:title>
   <video:description>Esemplare regia di Pietro Germi per un capolavoro immutato nel tempo</video:description>
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   <video:title>Mollica e Veronesi su 5 poveri in automobile</video:title>
   <video:description>Un film d'autore con un cast stellare tra cui Aldo fabrizi e Mario Monicelli</video:description>
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   <video:title>Bertarelli e Giuseppe Moccia su Il federale</video:title>
   <video:description>Ugo Tognazzi interprete di uno dei suoi capolavori più grandi visti da &quot;Pipolo&quot; e Bertarelli</video:description>
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   <video:title>Sanguineti su: Stazione Termini e Cafè Express</video:title>
   <video:description>Tatti Sanguineti commenta Nino Manfredi in uno dei suoi capolavori</video:description>
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   <video:title>Gregoretti su: Amore mio aiutami</video:title>
   <video:description>Albertone nazionale in uno dei suoi capolavori visto da Gregoretti</video:description>
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   <video:title>INTERVISTA A NATASHA</video:title>
   <video:description>Lo speciale propone in esclusiva per l'Italia &quot;La Ragazza con la coperta sul viso&quot;. Un'intervista a Natasha Kampusch, rapita in Austria all'età di dieci anni e segregata per otto in un bunker da Wolfgang Priklopil, suicidatosi dopo la fuga della sua vittima.</video:description>
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   <video:title>LA SOTTILE LINEA BLU</video:title>
   <video:description>La vita quotidiana dei Caschi Blu italiani in Libano, tra routine e adrenalina nello Speciale TG &quot;La sottile linea blu&quot;. Chi sono, da dove vengono e perché questi uomini accettano il rischio di una missione all'estero. Sullo sfondo, il Libano devastato dalla guerra e dall'odio nel reportage firmato da Guy Chiappaventi</video:description>
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   <video:title>La Conferenza Stampa</video:title>
   <video:description>Torna il programma di approfondimento politico e culturale di LA7: conduce per il terzo anno la coppia Giuliano Ferrara-Ritanna Armeni. Un'ora di dibattito e di servizi, dalle 20.30 alle 21.30, che si è ritagliata ormai, dopo sei edizioni, un ruolo importante nell'approfondimento televisivo, con quasi quattro milioni di spettatori in media la scorsa stagione. Nuove saranno la sigla e la grafica, che evocheranno gli ingranaggi del tempo e della mente, mentre il sito web del programma avrà un ruolo di primo piano con un 'Forum' on-line nel quale chiunque potrà dire la sua sul tema del giorno. Tutte le puntate,inoltre, saranno disponibili in modalità Podcast andando sul sito. Politica interna e estera, ma anche i gradi temi di attualità (dall'economia alla bioetica, alla filosofia) saranno la spina dorsale del programma che, ha spiegato Ferrara, come in passato perseguirà &quot;l'incontro tra idee e tesi diverse: cerchiamo di farci venire delle idee per poi agitarle sui fatti di attualità &quot;. Non solo politica in agenda: &quot;L'anno scorso - ha sottolineato la Armeni - ci occupammo molto di temi poltici, c'erano le elezioni e tutto il resto. Quest'anno torneremo alla vocazione originaria del format, parlando di pace e guerra, grandi temi internazionali e questioni etiche&quot;. Si inizia con una puntata dedicata al caso Telecom - l'azienda, tra l'altro, possiede l'emittente LA7 - con gli ospiti Eugenio Scalfari e Oscar Giannino; poi in programma una puntata sull'eutanasia, una sulla crisi irachena e una squisitamente politica, in occasione dell'intervento di Prodi alla Camera proprio sulla vicenda Telecom. Infine, un commento di Ferrara su 'Anno zero' e sul ritorno di Michele Santoro in tv: &quot;Non escludo di presentarmi con una parrucca rosa, sono molto competitivo&quot;, ha scherzato riferendosi al nuovo look biondo del conduttore Rai, rivelando di aver guardato 'Anno zero' ma di essere &quot;andato a dormire dopo dieci minuti, perchè Beatrice Borromeo è come la melatonina&quot;.</video:description>
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   <video:title>SCONTRO SU TELECOM</video:title>
   <video:description>Un nuovo inizio che prende subito di petto l'attualità , quella di interesse più stretto per la nostra stessa emittente. Se ne parla con Eugenio Scalfari, esponente di spicco del giornalismo italiano, fondatore il 14 gennaio 1976 del quotidiano La Repubblica; Oscar Giannino, ex responsabile economico del quotidiano Il Foglio ed ex vice direttore del Riformista, dal 2005 vice direttore di Finanza &amp; Mercati ed editorialista di diverse testate; ed il giornalista del Sole 24 Ore Alessandro Plateroti. Eugenio Scalfari ha scritto, chiarendo il suo punto di vista, sulla vicenda Telecom e su Marco Tronchetti Provera in un editoriale al vetriolo pubblicato lo scorso giovedì (21 settembre) sulla Repubblica. &quot;Non è affatto vero che Telecom sia schiacciata dal suo debito - scrive - non è quella la sua malattia. Il punto debole, anzi debolissimo e patologico - chiarisce - non sta dentro Telecom Italia ma a monte, nella lunga catena societaria al vertice della quale troviamo la finanziaria personale di Tronchetti Provera, il quale, da quel puntino lontano, lontano, controlla la più grande azienda italiana con soltanto l'1 per cento di capitale attraverso Pirelli e Olimpia. La loro fonte di sostentamento unica - continua - è Telecom. Dal remoto puntino Tronchetti ... confisca a proprio vantaggio (risorse finanziarie, ndr) depauperando l'azienda che le produce. ... In sostanza - conclude - l'intera politica di Tronchetti è stata condizionata dalla debolezza delle sue società a monte di Telecom, cioè dal suo personale interesse a dispetto di quello della Telecom, cioè dal suo personale interesse... questo è il punto debolissimo di Telecom: la confisca delle sue risorse in favore dell'azionista di riferimento&quot;. Di opinioni diverse è Oscar Giannino. Nonostante le critiche aspre, espresse in più di un editoriale su Libero, giornale nel quale collabora, alla gestione che Tronchetti Provera ha fatto di Telecom (&quot;E' evidente - ha scritto, ad esempio su Libero del 12 settembre scorso, in riferimento allo scorporo della rete fissa da qu…</video:description>
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   <video:title>MORIRE E' UN DIRITTO?</video:title>
   <video:description>Il testamento biologico, l'accanimento terapeutico, l'eutanasia sono i temi che tornano al centro del dibattito etico e culturale nel Paese. Se ne è parlato ad 'Otto e Mezzo' con il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Ignazio Marino, chirurgo e presidente della Commissione igiene e salute del Senato e Stefano Rodotà giurista ed ex Garante della Privacy. Il cardinale Javier Lozano Barragan, nominato nel 1996 Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) da Giovanni Paolo II, in una intervista a Repubblica di lunedì 25 settembre, aveva affermato che &quot;la Chiesa non può che ricordare che l'eutanasia è una forma di assassinio, perché con questo sistema si elimina la vita umana, bene supremo di Dio (...) E' bene comunque non dimenticare che per la dottrina ecclesiale una cosa è l'eutanasia, altra cosa è l'accanimento terapeutico. Prolungare l'agonia con medicinali che non risolvono nulla, non è morale&quot;. Da ricordare che Barragan, messicano, è anche membro delle Congregazioni per i Vescovi, della Pontificia Commissione per l'America Latina, del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali. Ignazio Marino, eletto senatore nelle liste dei DS, è presidente della Commissione igiene e sanità del Senato. Chirurgo di fama internazionale, specialista in trapianti d'organo, Marino si è formato all' Università Cattolica di Roma, si è trasferito prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti. Impegnato nella riflessione su medicina e bioetica, sul Mattino di lunedì 26 settembre a proposito di eutanasia Marino ha scritto: &quot;Spesso il tema del testamento biologico, come quello della sospensione delle terapie per evitare l'accanimento terapeutico, si confonde con quello dell'eutanasia, creando una pericolosa assimilazione degli argomenti che vanno invece distinti e separati. Essere contrari all'accanimento terapeutico non significa essere favorevoli all'eutanasia.&quot;. Ignazio Marino è anche professore di chir…</video:description>
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   <video:title>TELECOM E IL CAPITALISMO OPACO</video:title>
   <video:description>Hanno partecipato al dibattito: il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni; il manager fondatore di Tim Vito Gamberale; il direttore del &quot;Sole 24 ore&quot; Ferruccio De Bortoli; il giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti pedinato dagli apparati di sicurezza deviati della Telecom; la segretaria confederale della Cgil Nicoletta Rocchi, il senatore di Forza Italia, Giampiero Cantoni. E inoltre: Peter Gomez de &quot;L'Espresso&quot;, Nicola Porro de &quot;Il Giornale&quot;, Rinaldo Gianola vicedirettore de &quot;L'Unità &quot; e Maureen Kline del &quot;Wall street Journal&quot;. La domanda dell'Infedele: la vicenda delle intercettazioni è intrecciata con quella dei futuri assetti societari Telecom?</video:description>
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   <video:title>PRODI ALLA CAMERA</video:title>
   <video:description>Uno speciale del Tg per seguire in diretta le parole sul caso Telecom riferite alla Camera dei Deputati dal premier stesso Romano Prodi.</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Barbara Berlusconi</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Barbara Berlusconi. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>IL GOVERNO ALLA PROVA DEI FATTI</video:title>
   <video:description>Si parla del governo Prodi e della legge finanziaria. Ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara sono Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, il sociologo Luca Ricolfi e il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini. Filippo Penati è stato eletto Presidente della Provincia di Milano nel giugno 2004. Fa parte della Direzione nazionale dei Democratici di sinistra. Su &quot;Il Foglio&quot; di giovedì 28 settembre, Penati avverte Prodi che il centrosinistra sta per colpire i suoi elettori : &quot;Niente deve sembrare punitivo, i sacrifici devono farli tutti, attenzione allo sviluppo. Nelle regioni del centro-nord le appartenenze politiche non sono più fondate sul censo, tant'è che Lega e Forza Italia prendono molti voti nei quartieri periferici e negli insediamenti delle case popolari . Non è vero che chi è povero vota a sinistra e chi è ricco a destra. La leva fiscale è uno degli strumenti di cui si parla a questo mondo, il mondo delle professioni e del capitalismo atomico&quot;. Il sociologo torinese Luca Ricolfi, in un articolo uscito su &quot;La Stampa&quot; del 21 settembre scorso scrive: &quot;A sei mesi dalle elezioni, ampiamente doppiato il capo dei 'primi cento giorni', quel che nessuno di noi riesce a capire è dove la nave del governo sia diretta (...). Sulle questioni che interessano di più i cittadini, ossia le tasse, i servizi pubblici, le infrastrutture, i prezzi, il governo non manda segnali chiari (...). Perché non riusciamo a capire dove il timoniere sta portando la nave? Forse, la ragione è che non vi è alcun timone. Il timoniere non timona. Finge di timonare. Muove la barra un po' a destra, un po' a sinistra&quot;. Su Repubblica il 27 settembre in un editoriale intitolato &quot;La coesione che non c'è &quot;, il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini scrive : &quot;Una partita a tennis senza la pallina. Così, una settimana fa, il ministro Padoa-Schioppa aveva definito il suo primo incontro con i parlamentari dell'Ulivo per discutere di Finanziaria: brevi cenni sull'universo, ma niente dettagli e niente numeri. Adesso che la pall…</video:description>
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   <video:title>Mollica: Adorabile idiota</video:title>
   <video:description>Il film visto dal grande critico</video:description>
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   <video:title>Mollica: Provaci ancora Sam</video:title>
   <video:description>L'incredibile capolavoro visto dal famoso critico</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Daniel Ezralow</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Daniel Ezralow. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Pierluigi Bersani</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Pierluigi Bersani. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>SI PUO' CRITICARE L'ISLAM ?</video:title>
   <video:description>Gli ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara sono stati Souad Sbai, presidente della Confederazione delle comunità marocchine in Italia e membro della Consulta islamica, Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia, e Carlo Panella, giornalista e autore di &quot;Il libro nero dei regimi islamici&quot;. Mercoledì 3 Ottobre scorso si è svolto l'incontro fra il ministro Amato e la Consulta islamica (istituita da Pisanu e voluta dall'attuale ministro dell'Interno Amato) per la stesura della &quot;Carta dei principi e dei valori&quot; . L'incontro si è chiuso con la decisione che la Carta dovrà essere firmata da &quot;tutti coloro che vorranno vivere stabilmente in Italia&quot; e non solo dalle comunità musulmane, come chiesto dall'Ucoii che aveva denunciato come discriminatoria la richiesta di firma da parte dei soli musulmani. Souad Sbai, membro della Consulta islamica, ha ribadito al Corriere della Sera (il 4 Ottobre) che fra i principi della Carta ci devono essere &quot;i diritti delle donne ad essere trattate alla pari degli uomini e secondo le leggi del nostro Paese anche in tema di matrimonio e divorzio&quot;. La Sbai è Presidente della Confederazione Comunità Marocchine Italiane e direttore della rivista &quot;Al Maghrabiya&quot; (mensile a diffusione nazionale rivolto alla comunità marocchina con notizie sul mondo arabo, informazioni sui servizi utili e la conoscenza dei diritti e dei doveri). Marocchina, in Italia da 25 anni, sposata con un italiano, è anche in prima fila nella denuncia delle violenze subite dalle donne islamiche in Italia e si batte per promuovere l'integrazione dei musulmani, contro ogni forma di integralismo. Ancora. Il filosofo Massimo Cacciari, sindaco di Venezia dal 18 aprile 2005 per la terza volta (lo è già stato dal 1993 al 2000), in un'intervista al Mattino di Napoli del 19 settembre scorso - a proposito del discorso di Benedetto XVI a Radisbona e la conseguente protesta musulmana - ha, fra l'altro, detto: &quot;Il Papa non può non sapere che se c'è stata una religione che ha praticato la &quot;guerra santa&quot;, questa è stata la cristi…</video:description>
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   <video:title>IN GUERRA SUL CORPO DELLA DONNA</video:title>
   <video:description>La domanda che si pone a L'Infedele: quando l'identità è violenza? Dopo l'omicidio della ventenne pakistana Hina Saleem per mano del padre-padrone e i numerosi casi di violenze sessuali perpetrate da immigrati, all'Infedele si discute della centralità del corpo della donna nei conflitti culturali contemporanei. In video, proponiamo una intervista di Giovanni Robertini all'economista indiano Premio Nobel Amartya Sen, autore del libro Identità e violenza, in cui si prova a tracciare la strada per uscire dalla logica dell'appartenenza. Tra gli ospiti intervenuti ci sono stati Barbara Pollastrini, ministro dei Diritti e Pari opportunità ; la giornalista Natalia Aspesi; il segretario dell'Ucoii, Roberto Hamza Piccardo; il filosofo Emanuele Severino; Susanna Camusso tra le fondatrici del movimento femminista &quot;Usciamo dal Silenzio&quot; e i musicisti dell'Orchestra multietnica di Piazza Vittorio di Roma. Ospiti di Gad Lerner sono stati anche i rappresentanti della comunità pakistana di Brescia, giovani musicisti di origine musulmana, le animatrici del Centro assistenza donne maltrattate.</video:description>
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   <video:title>WATER: LE VEDOVE INDIANE</video:title>
   <video:description>India, 1938: Chuyia è una bambina di otto anni, con lo sguardo, la spontaneità , la voglia di giocare di qualsiasi coetanea. Solo che lei è diversa, è una baby-sposa. A cui, per colmo di sfortuna, muore il marito: così, come prescrivono i rigidissimi rituali religiosi indù, la piccola è costretta a lasciare la famiglia, l'adorata mamma, per essere segregata in una &quot;Casa delle vedove&quot;. Una sorta di lager dove - tra amicizie, umanità dolente, prostituzione occulta, divieti di ogni genere - finirà , dopo l'ennesimo trauma, per perdere definitivamente l'innocenza. Tutta la luce che aveva negli occhi. Succedeva nell'India di quasi settant'anni fa, succede anche nell'India di oggi: secondo un censimento del 2001, nell'immenso subcontinente ci sono 34 milioni di vedove, e almeno 12 milioni vivono nelle &quot;Case&quot;. A fornire questi dati è la regista indiana (trapiantata in Canada) Deepa Mehta: è lei ad aver scritto e diretto &quot;Water&quot; che racconta - appunto - la storia di Chuyia. Personaggio di finzione, certo, nato dalla fantasia dell'autrice; ma che simbolizza il destino infame di tantissime donne, emarginate e perseguitate. E non solo in quel paese: secondo Amnesty International, ogni anno nel mondo ci sono 80 milioni di matrimoni con spose bambine. Ma &quot;Water&quot; non è solo la denuncia di un fenomeno inquietante, e che esiste tuttora. E' anche un film molto rifinito, con una bella fotografia, musiche suggestive e un gruppo di interpreti notevoli. Acclamato al festival di Toronto, candidato del Canada agli Oscar, e amato da molti personaggi celebri. Tra cui un uomo che di India e di fondamentalismi religiosi se ne intende, Salman Rushdie: &quot;E' un'opera magnifica - ha detto - che affronta un argomento serio e difficile ma dall'interno, attraverso gli occhi delle protagoniste. Toccando irrimediabilmente il nostro cuore&quot;. La presentazione italiana di &quot;Water&quot;, alcuni giorni fa, è diventata un'occasione per denunciare quanto c'è ancora da fare, in tema di diritti civili. Specie al femminile. Il film, inoltre, è stato girato con quat…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Luciana Littizzetto</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Luciana Littizzetto. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Minervini su: Totò Truffa</video:title>
   <video:description>Minervini commenta un grandissimo Totò</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON FAUSTO BERTINOTTI</video:title>
   <video:description>Più giustizia sociale. Il 1 ottobre, intervenendo alla celebrazione dei 100 anni della Cgil, a proposito della Finanziaria del governo ha detto: &quot;Non sono io a dovermi esprimere ma corrisponde a quella idea di una svolta in direzione di una giustizia sociale, tanto attesa da questa popolazione che festeggia oggi i 100 anni e che in questo modo può avere un primo riconoscimento. Lo dico con molta cautela perché toccherà alle forze politiche pronunciarsi&quot;. L'impegno per il dialogo con l'opposizione sulla Finanziaria. In un incontro con una delegazione della campagna &quot;Sbilanciamoci&quot; [una campagna che riunisce 44 organizzazioni della società civile italiana (dall'Arci ad Emergency passando per i Beati costruttori di pace e Legambiente), e che si batte per un modello di sviluppo fondato su più giustizia sociale, maggior rispetto per l'ambiente e una politica di pace], il 4 ottobre scorso, il presidente della Camera ha preso un impegno &quot;a valorizzare il più possibile i canali di comunicazione e di dialogo tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile&quot;, anche in occasione della discussione della legge finanziaria alla Camera. La Riforma delle pensioni. Per Bertinotti &quot;è assurdo l'innalzamento dell'età pensionabile ed è altrettanto assurdo metterle in finanziaria visto che si tratta di una questione che riguarda la società &quot;. L'intervista sul capitalismo al Sole 24 ore (22 settembre 2006), con l'esortazione a Prodi: &quot;Romano, parla del capitalismo malato. Mi piacerebbe che il Presidente del consiglio si impegnasse a discutere degli assetti strategici del Paese, del rapporto tra politica ed economia, della democrazia economica&quot;. Il sistema elettorale. Fra poche settimane partirà la campagna bipartisan (salvo rare eccezioni, Udc, Rifondazione e pochi altri) per il ritorno al maggioritario. Il Presidente della camera, su questo, non ha dubbi: meglio il proporzionale alla tedesca con sbarramento al 5%.</video:description>
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   <video:title>Vincenzoni: hanno rubato un tram</video:title>
   <video:description>Il film sempre giovane visto dal famoso critico</video:description>
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   <video:title>DESTRA TRA PARLAMENTO E PIAZZA</video:title>
   <video:description>Il politologo Alessandro Campi, esperto di cultura di destra e Fascismo, dal settembre del 2001 è Segretario generale della Fondazione Ideazione. In una intervista rilasciata al Foglio il 6 ottobre scorso, a proposito di una mobilitazione della Cdl, ha affermato: &quot;L'uso della piazza è sempre una prova di forza. Come tale è anche un azzardo. Per questo non può avvenire al di fuori di una strategia politica&quot;; e aggiunge: &quot;Per questa destra ideologicamente grigia, la piazza può essere un modo per tornare a una politica carnale di comunione corporale. Cioè pure un modo per interrompere il ciclo della politica virtuale affidata al carisma di un solo uomo&quot;. Il senatore Forza Italia, Paolo Guzzanti, vice direttore del quotidiano Il Giornale, è fra i sostenitori del ricorso alla piazza da parte del Centrodestra per protestare contro il Governo e la Finanziaria: &quot;... comprendiamo che non si può cambiare in piazza la Finanziaria - scrive sul Giornale del 2 ottobre scorso - ma pensiamo che sia ora di dimostrare che siamo vivi e più numerosi degli iscritti ai partiti perché - aggiunge - con noi si schiera ormai sia la destra popolare sia che quella sinistra riformista che sperava in Tony Blair e che si ritrova invece i soviet al lambrusco. ... Oggi - conclude - invitiamo gli italiani a prepararsi per manifestare presto in modo pacifico e rispettoso delle leggi&quot;. Il deputato Udc Bruno Tabacci è invece fra gli esponenti del centrodestra più critici nei confronti di Berlusconi. Da sempre vicino al leader uscente del Partito Marco Follini, ha preso parte al lancio della nuova fondazione presieduta dall'ex segretario Udc &quot;Formiche&quot;. Fa parte del cosiddetto &quot;tavolo dei volenterosi&quot;, voluto in particolare da Daniele Capezzone e Paolo Messa (curatore della rivista &quot;Formiche&quot;),favorevole alla ricerca di soluzioni bipartisan sulla legge Finanziaria. &quot;Penso sia doveroso che quelli che hanno buona volontà si mettano a trovare dei punti di incontro - afferma Tabacci interpellato da Radio Radicale (4 ottobre) - per migliorare una legge f…</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Il mago della pioggia</video:title>
   <video:description>L'intervista di Tatti sul grande film</video:description>
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   <video:title>L'ATOMICA COREANA</video:title>
   <video:description>Sono intervenuti a parlare della crisi internazionale innescata dall'atomica della Corea del Nord, Federico Rampini, corrispondente de La Repubblica in collegamento da Pechino, Maurizio Molinari di La Stampa da New York, Marta Dassù, direttore della rivista Astenia, ed il politologo Charles Kupchan, in questi giorni in Italia per partecipare ad incontri con personalità politiche italiane. Kupchan è docente di Relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington e durante la prima amministrazione Clinton è stato direttore delle Relazioni Europee del National Security Council. Ha scritto un saggio critico sul declino della supremazia degli Stati Uniti e sul peso crescente dell'economia europea sulla scena internazionale, dal titolo &quot;La fine dell'era americana&quot; (2003). Il corrispondente della &quot;Repubblica&quot; da Pechino, Federico Rampini, sul suo giornale, ieri 11 ottobre, mette al centro della sua analisi la reazione della Cina al test nucleare della Corea del Nord e cita il Wall Street Journal che scrive &quot;La Cina è obbligata a rivedere la sua politica di non-interferenza negli affari interni degli altri paesi&quot;. In merito a questo &quot;ipotetico golpe rosso&quot; suggerito dal quotidiano americano alla Cina, Rampini osserva: &quot;Il golpe rosso toglierebbe Pechino da una posizione scomoda: il rischio di trovarsi nel mezzo di una spirale bellicosa con i giapponesi pronti a una corsa al riarmo.&quot; E conclude: &quot;La Cina sul benessere materiale ha fatto passi da gigante . Per questo progresso le libertà politiche non sono state fin qui necessarie. Autoritarismo più mercato è la ricetta del golpe rosso che un giorno potrebbe rendere Pyongyang un po' più simile a Pechino&quot;. Il corrispondente de La Stampa dagli Stati Uniti, Maurizio Molinari, ha scritto ieri 11 ottobre che per la prima volta la Cina chiede alle Nazioni Unite di adottare sanzioni contro la politica di proliferazione del regime nordcoreano e puntualizza: &quot;L'unico vero punto di convergenza fra Usa e Cina è nel voler evitare la proliferazione e dovranno essere le fe…</video:description>
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   <video:title>LA FINANZIARIA E LA MORSA DEI PRIVILEGI</video:title>
   <video:description>Discutono con i due economisti l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Giulio Santagata; i sociologi, Chiara Saraceno e Aldo Bonomi; Erik Jones della Johns Hopkins University e alcuni rappresentanti delle categorie colpite dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni, come tassisti, farmacisti e avvocati. Alesina e Giavazzi propongono una drastica inversione di tendenza da parte dell'Europa: &quot;Non si può avere crescita rapida se il numero di ore lavorative continua a diminuire, a meno che la produttività non aumenti ad un tasso vertiginoso&quot;, scrivono nell'introduzione al libro. Ma il modello americano è tanto migliore? Secondo dati recenti, gli statunitensi hanno 7 giorni di ferie l'anno, la metà rispetto ad Europa e Cina, e lavorano ben 1800 ore contro le 1600 degli italiani, 200 ore in meno che equivalgono a 5 settimane in più di fatica. Alesina, che azzarda un taglio della spesa pubblica di 5-8 punti, dice che è possibile eliminare le imposte, senza pesare su chi è più povero ed osserva che il problema degli europei rispetto agli americani non è riguarda il tempo dedicato al lavoro, bensì la scarsa partecipazione al lavoro e in Italia è tra le più basse dei paesi Ocse. L'ex ministro Giulio Tremonti osserva le differenze culturali che esistono fra Stati Uniti ed Italia e confronta i due sistemi di Antitrust, quello molto dogmatico europeo, teso a disegnare il Paese Perfetto, rispetto a quello molto efficiente americano, contro Paesi dove non esiste alcuna normativa. &quot;Come si fa a competere con paesi dove non c'è per niente? Almeno rendiamo la normativa simile a quella in vigore negli Stati Uniti&quot;. La sociologa Chiara Saraceno non condivide l'opinione di trattare l'Europa come un tutto omogeneo, da opporre agli Stati Uniti, perché non c'è un modello sociale unico. Ci sono da una parte i modelli inglese e svedese. Se parliamo dell'Italia, il problema non è la quantità della spesa sociale, dice, ma come è strutturata la spesa sociale, non a caso siamo chia…</video:description>
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   <video:title>GLI EVASORI SONO LADRI?</video:title>
   <video:description>Esiste una morale delle tasse? Ad Otto e Mezzo, Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara ne hanno discusso con Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, Carlo Stagnaro, direttore dell'Istituto &quot;Bruno Leoni&quot;, Nicola Rossi, deputato dell'Ulivo ed Emiliano Brancaccio, economista dell'Università del Sannio. Carlo Stagnaro, direttore per l'ecologia di mercato dell'Istituto Bruno Leoni di Torino, su &quot;Il Foglio&quot; del 10 ottobre scorso, intervista il repubblicano statunitense Gover Norquist, il cosiddetto guru del &quot;fisco minimo&quot; che afferma : &quot;Contro i politici che credono di doversi impicciare della vita dei cittadini, vince chi si sa organizzare&quot; . Inoltre, su &quot;Il Foglio&quot; del 5 Aprile 2006 in un articolo intitolato &quot;Perchè togliere la ricchezza ai ricchi è un modo di condannare i poveri&quot; Stagnaro scrive: &quot;Il funzionamento della società libera rischia di incepparsi nella tentazione esercitata dalla politica che fa leva da un lato sull'invidia nei confronti di chi ha avuto più successo, dall'altro sulla paura preventiva di non essere capaci&quot;. Emiliano Brancaccio, ricercatore in Economia politica presso l'Università del Sannio, nel 2002 è stato relatore della proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un'imposta sulle transazioni valutarie e con Bellofiore ha curato il volume &quot;Il granello di sabbia, i pro e i contro della Tobin tax&quot; (Feltrinelli 2002). Insieme ad un gruppo di 70 economisti è stato promotore dell'appello &quot;Non abbattere il debito pubblico ma stabilizzarlo e rilanciare il paese&quot;. L'appello sostiene tra l'altro che non esiste un'unica definizione plausibile di sostenibilità delle finanze pubbliche, questo significa che i vincoli del deficit al 3 percento e del debito al 60 percento del Pil sanciti dal trattato dell'Unione non godono in quanto tali di alcuna legittimazione scientifica. Sul &quot;Manifesto&quot; del 28 giugno 2006 ha scritto: &quot;Stabilizzare anziché abbattere il debito significherebbe disporre di ingenti risorse per fronteggiare il deficit dei conti esteri senza bisogno di ricorrere al…</video:description>
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   <video:title>Simona Ventura - una delle prime apparizioni sugli schermi LA7 (ottobre 2006)</video:title>
   <video:description>Simona Ventura - una delle prime apparizioni sugli schermi LA7 (ottobre 2006). Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>ROMA CITTA' DEL CINEMA</video:title>
   <video:description>Venezia? Ma è Roma la città del cinema. Per una volta, viva il sindaco! La musicaÂ è &quot;Combat film&quot; diÂ Fabrizio Fornaci.</video:description>
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   <video:title>ROMA CITTA' DEL CINEMA</video:title>
   <video:description>L'Auditorium Parco della Musica è il cuore della manifestazione, con il villaggio del cinema e le sue quattro sale di proiezione. Altri luoghi ospiteranno comunque eventi della festa del cinema, tra questi: la Casa del Cinema; la Casa delle Letterature, la Casa del Jazz; la Casa della Memoria e della Storia, Il Teatro Tor Bella Monica, via Veneto, nonché diverse sale cinematografiche. Novantacinque i titoli che saranno presentati, divisi in varie sezioni. Scelto per inaugurare la festa il film di Martin Scorsese &quot;The Departed&quot;, con Leonardo Di Caprio. Sedici i film in concorso, tra cui tre titoli italiani: &quot;A casa nostra&quot; di Francesca Comencini, con Valeria Golino e Luca Zingaretti; &quot;L'aria salata&quot; di Alessandro Angelini, con Giorgio Casotti; &quot;La strada di Levi&quot; di Davide Ferrario, documentario su Primo Levi. I premi (quelli ufficiali sono tre: per il miglior film, interprete maschile e femminile), ispirati alla statua romana di Marco Aurelio e relizzati da Bulgari, saranno assegnati da 50 giurati popolari, guidati dal regista Ettore Scola. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON PAOLO GENTILONI</video:title>
   <video:description>Si compone di otto articoli il disegno di legge Gentiloni varato il 12 Ottobre dal Consiglio dei ministri e volto a disciplinare il settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale. Ecco un sunto del provvedimento. Primo obiettivo è aprire il mercato delle risorse pubblicitarie e delle frequenze. Secondo obiettivo fissare un quadro di regole per il passaggio alla tv digitale dal 30 novembre del 2012, per dare certezza al mercato con queste regole per dtt e per la banda larga. Terzo intervenire per dare certezze e garanzie sulle rilevazioni degli indici di ascolto. Quarto rimuovere elementi della legge 112 che sono superati, ovvero il Sic e la privatizzazione Rai. Scompaiono i limiti della Gasparri (20% dei ricavi del Sic, che scendeva al 10% per Telecom), e viene introdotto un nuovo limite alle risorse pubblicitarie. Si parla del 45%, che attualmente è già ampiamente superato da Mediaset che ha una quota del 66,38%, mentre la Rai è al 28,79% e La 7 al 2,11%. Chi sfora però non avrà sanzioni ma dovrà diminuire la quota di pubblicità trasmessa in un ora di programmazione, dall'attuale 18% (per le tv commerciali, mentre la Rai è al 12%) al 16%. Entro 15 mesi dall'approvazione della riforma (quindi non prima del 2009) Rai e Mediaset, cioè le emittenti che hanno tre reti in analogico, dovranno trasferirne una sul digitale terrestre. Questo consentirà di liberare frequenze perchè per trasmettere in digitale se ne occupano meno. Il ddl si pone di aprire qualche spiraglio in un etere completamente occupato come quello italiano redistribuendo le frequenze che saranno liberate con il primo passaggio al digitale. Due le modalità previste dalla legge: le frequenze acquistate sulla base della prima legge sul dtt, la 66 del 2001, saranno vendute da chi le possiede con criteri stabiliti dall'Autorità ; mentre quelle usate di fatto da prima, saranno restituite allo stato che le metterà all'asta. Intanto il ministero ha già avviato con l'Agcom un censimento completo delle frequenze. Visto che la rilevazione …</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Roberto Maroni. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>PRODI CONTRO I GIORNALI</video:title>
   <video:description>Claudio Velardi, uno dei D'Alema boys, giornalista e fondatore del quotidiano 'Il Riformista', torna con 'Election Wars' (Mondadori) sulla lunga campagna elettorale di questi mesi e lo fa con gli occhi del comunicatore. Il titolo completo del libro è &quot;L'anno che doveva cambiare l'Italia&quot;. E' intervenuti anche il Coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, che dopo la presentazione del ddl Gentiloni, ha annunciato che avrebbe intrapreso lo sciopero della fame per protesta. Sul Corriere della Sera di lunedì 16 ottobre, ha voluto precisare che non digiuna per Mediaset: &quot;Non difendo gli interessi di Berlusconi - ha affermato - difendo una società importante che ha avuto ed ha un ruolo essenziale per lo sviluppo economico e per la libertà del nostro Paese. E soprattutto - ha aggiunto - &quot;difendo la democrazia e la libertà minacciate da un potere della sinistra che non crede più a niente se non al potere&quot;. Edoardo Novelli, docente Comunicazione Politica, ha pubblicato quest'anno il volume: &quot;La turbopolitica. Sessant'anni di comunicazione politica e di scena pubblica in Italia. 1945-2005&quot;, saggio che ripercorre il passaggio, nell'arco di poco più di cinquant'anni, dalla supremazia della politica sulla comunicazione, dalla propaganda pedagogica e persuasiva, dalla piazza, all'attuale turbopolitica e alle sue regole. L'atteggiamento del presidente e dell'esecutivo, secondo Novelli è: &quot;i mass media sono contro di noi&quot;; lo studioso si dice inoltre convinto che &quot;la comunicazione è diventata la principale attività ed arte di governo. Dopo il governo dell'ideologia, della religione, della burocrazia è arrivato il momento del governo della comunicazione. Una simile concezione del ruolo della comunicazione ha sino ad ora fatto difetto al nuovo governo&quot;. Il deputato ulivista Renzo Lusetti, responsabile informazione della Margherita, ha difeso la riforma Gentiloni dichiarando in una nota che si tratta di &quot;una riforma pensata per adeguare l'Italia al resto d'Europa, per aprire un mercato ingessato, per garantire la concorrenza e la …</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Frida Giannini. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>CHI FA FIGLI E CHI NO</video:title>
   <video:description>Il demografo Antonio Golini è direttore di &quot;Genus&quot;, rivista internazionale di demografia ed è il rappresentante dell'Italia presso le Nazioni Unite, l'Ocse e l'Unione Europea per tutte le questioni demografiche. Su &quot;Il Messaggero&quot; di lunedì 16 ottobre Golini scrive un articolo intitolato &quot;Immigrazione, Le Occasioni mancate e il ruolo chiave dell'Europa&quot;. Nel testo Golini scrive : &quot; La Banca centrale europea mette in evidenza come l'Unione Europea e i suoi Stati membri, ove vogliano conservare il loro grado di ricchezza, devono aumentare considerevolmente il tasso di produttività e quello di occupazione, e/o far ricorso a una ulteriore consistente e prolungata immigrazione straniera....&quot;. Golini spiega nell'articolo che un sistema potrebbe essere quello di favorire l'immigrazione temporanea che preveda la permanenza di 2 o 3 anni &quot;. In un articolo uscito su &quot;Io Donna&quot; del 23 marzo 2006 Golino, intervistato da Niccolo' D'Auino, fornisce le seguenti cifre : &quot;Nel 2050 il pianeta raggiungerà il massimo livello di popolazione :da sei miliardi e mezzo attuali arriveremo a nove miliardi e cento milioni. Ma non sarà un'esplosione omogenea: i due miliardi e seicento milioni di persone in più saranno praticamente quasi tutte nel Sud del mondo, il nord viene considerato a crescita zero. Il ventunesimo secolo appena iniziato sarà quello dell'invecchiamento dei paesi avanzati , Italia compresa. E le ricadute saranno molto pesanti soprattutto sulle donne..&quot;. Il senatore de L'Ulivo Antonio Polito, già vice-direttore di Repubblica e direttore de &quot;Il Riformista&quot;, su &quot;Il Foglio&quot; di martedì 17 ottobre scrive un articolo intitolato &quot;L'America fa più figli perché è ricca o è ricca perché fa piu figli? In 39 anni 100 milioni in più , l'Europa in 37 ne perderà 58&quot;. Nel testo Polito si chiede : &quot;Perché? Qual è il male oscuro che ci fa sentire così individualisti, così egoisti, così sfiduciati, da averci fatto abbandonare la principale attività umana da che mondo è mondo? E da avere quasi paura di parlarne?&quot;. Il direttore centrale dell'I…</video:description>
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   <video:title>SIAMO TUTTI OMOSESSUALI ?</video:title>
   <video:description>Siti, professore universitario di letteratura, noto per essere il curatore delle opere complete di Pasolini, nel suo ultimo romanzo &quot;Troppi Paradisi&quot; parla dell'omosessualità come &quot;miglior esperta dello spirito del nostro tempo&quot;. Walter Siti è ruvido, descrivendo l'omosessualità come una condizione anormale. Il dibattito coinvolge Dio, perché dal romanzo emerge l'assenza di speranza nel paradiso, che spinge il protagonista ad avere tutto qui e subito ed assegna al corpo un ruolo centrale. Replica il senatore e Presidente Udc Rocco Buttiglione che parla, invece, di un libro su Dio, perché amore e desiderio convergono nella ricerca spirituale, mentre la teologa musulmana Patrizia Dal Monte vede nel modello gay un rifiuto dell'altro, che porta a supplire con la molteplicità delle relazioni amorose la mancanza di diversità . La cultura cattolica contemporanea ha rapporti conflittuali con l'omosessualità . Karol Wojtyla ha manifestato la sua indignazione per il World gay pride del 2000 quando a Roma accanto ai pellegrini del Giubileo è sfilato il loro corteo. Una parata di corpi esibiti sentita come peccaminosa o addirittura blasfema proprio perché rivelava la malattia di chi cerca il paradiso sulla terra. Il filosofo cattolico Augusto Del Noce, venti anni fa, ha individuato nell'omosessualità quasi il simbolo dell'Occidente in declino e Benedetto XVI, ancora cardinale, aveva richiamato l'attenzione sulla &quot;rivoluzione antropologica di grandissime dimensioni&quot; cominciata con l'introduzione della pillola anticoncezionale, quando &quot;è stata sganciata la sessualità dalla fecondità sicché tutti i tipi di sessualità sono diventati equivalenti&quot;. Di &quot;collasso&quot; dell'Occidente, invece, parla il cardinale di Bologna Carlo Caffarra, che avverte una &quot;caduta a picco della tensione spirituale dell'uomo&quot; per cui l'unico criterio praticato nella vita sembra essere la ricerca della soddisfazione. Ancora sul modello omosessuale, il filosofo e psicanalista Romano Madera, nel libro &quot;Il Nudo Piacere di Vivere&quot;, parla di società in cui la ses…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Raz Degan</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Raz Degan. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>IL PAPA E IL MONDO MODERNO</video:title>
   <video:description>Papa Ratzinger dice che la Chiesa non fa politica. A discutere di questo ci sono Sandro Magister, vaticanista de L'Espresso, Roberta De Monticelli, docente di filosofia della persona e lo storico Gian Enrico Rusconi assieme ad Alberto Melloni, docente di Storia Contemporanea. Roberta De Monticelli, che ha curato e tradotto l'edizione bilingue e il commento critico delle Confessioni di Agostino, sul quotidiano Europa di mercoledì 18 ottobre in un breve saggio titolato &quot;Dio è oltre la ragione&quot;, rilegge il discorso di Ratisbona e si chiede anche perché il Papa ha dimenticato la lezione di Platone? Il vaticanista de L'Espresso, Sandro Magister, che cura il sito internet in italiano e inglese www.chiesa.espressonline.it, ha scritto: &quot;Chiesa di popolo o Chiesa di élite? Il dilemma di Verona&quot;. &quot;Ciò che accadrà a Verona orienterà il discorso della Chiesa italiana nei prossimi anni, ma avrà effetto anche sulla Chiesa mondiale - ha scritto -. Il titolo dell'incontro ha al centro la &quot;tradizione&quot; : ossia l'annuncio, la testimonianza, la trasmissione della fede cristiana alle generazioni di oggi e di domani. Ma su come fare &quot;tradizione&quot; l'accordo non è unanime dentro la Chiesa. Alla linea dominante impersonata da Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e dal cardinale Ruini, si contrappone una linea che ha il suo leader nel cardinale Martini... Il manifesto di questa seconda tendenza è il libro del priore di Bose, Enzo Bianchi &quot;La differenza cristiana&quot;. Per Bianchi la trasmissione della fede &quot;non significa imporre all'Italia e all'Europa il vangelo e l'appartenenza alla chiesa&quot;. Lo storico Gian Enrico Rusconi dirige l'Istituto Trentino di Cultura dove da martedì 17 si sta svolgendo il convegno &quot;Lo Stato Secolarizzato e le sue Trasformazioni Oggi&quot;. Su questo tema su La Stampa di lunedì 16 un lungo saggio di Rusconi - &quot;Tra il Papa e l'Islam metti lo Stato secolarizzato&quot; - in cui riferendosi al discorso di Ratisbona del Papa e &quot;all'imbarazzo negli ambienti politici europei&quot; , scrive: &quot; Poteva fare di più l'Europa politica senza romper…</video:description>
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   <video:title>LA CRISI DEI SERVIZI SEGRETI</video:title>
   <video:description>Quando i servizi non sono abbastanza segreti. Ne parlano Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara con il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, insieme a Stefano Zurlo, cronista de il Giornale, che ha seguito la vicenda Abu Omar ed il coinvolgimento dei nostri servizi segreti e Massimo Martinelli, de Il Messaggero, che in una sua intervista del 12 luglio scorso al sottosegretario alla Difesa del Governo Prodi, Lorenzo Forcieri, che sottolineava, a nome del governo, &quot;l'estraneità del Sismi rispetto alla vicenda del rapimento di Abu Omar&quot;. Cossiga è più volte intervenuto sul caso dei servizi segreti, invece, sul sequestro Abu Omar e sulla vicenda delle intercettazioni. Il 7 luglio 2005, su Libero, ha scritto: &quot;Chi tocca il Sismi è un traditore. Caro Feltri, ti scrivo per dirti francamente che non ritengo che il tuo giornale, per la sua autorevolezza e diffusione, possa assumersi ancora una volta la responsabilità di diffondere dubbi e diffidenze nei confronti dei servizi d'informazione e sicurezza, con il pericolo di aprire in essi una crisi esiziale per la sicurezza nazionale. (..) Il vs giornale ha prove o seri indizi contro governo e Sismi? Se li ha, li passi ai carabinieri ed alla competente Procura della Repubblica. (..) Ma non facciamoci del male e non facciamo del male a onesti servitori dello Stato, da Calipari a Pollari, ed al Paese stesso&quot;. Il 24 settembre 2006, su Il Giornale: &quot;Caso Abu Omar, segreti e paradossi&quot;, in merito all'audizione del Pm Spataro (che segue l'inchiesta sul caso Abu Omar) al Copaco. Scrive nell'articolo Cossiga: &quot;Due problemi gravi sono all'ordine del giorno: se sia lecito a una procura della repubblica, attraverso intercettazioni telefoniche e pedinamenti, acquisire notizie coperte da segreto di Stato la cui acquisizione da parte di un giudice o di un magistrato può essere interdetta dall'eccezione di segreto, valutabile nella sua fondatezza solo dal Parlamento. E se, come afferma, la Procura della repubblica di Milano, l'eccezione di segreto di Stato non possa essere opp…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Loredana Bertè</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Loredana Bertè. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>INCONTRO GIORGIO BOCCA</video:title>
   <video:description>Nell'introduzione al suo libro scrive: &quot;... siamo alla fine della storia italiana: la storia risorgimentale in cui bene o male mettemmo assieme una nazione, una patria. Chi ha osservato le ultime elezioni politiche si è reso conto che questa storia è finita, chiusa, che sono scomparsi quei personaggi per cui la patria, la nazione e il rispetto per esse erano il comune sentire, ultimo forse il presidente Ciampi. Non se ne trovano più né alla Camera né al Senato; i nuovi politici sono di un'altra era appartengono alla nuova storia globale senza patria e senza nazione. Non a caso questo ceto politico ha ripudiato la Resistenza come ultima guerra risorgimentale e promosso il revisionismo storico per liberarsi delle sue impaccianti memorie. (...) tutta la mia vita si è svolta nel secolo che è finito e a essa appartengono le memorie e le esperienze decisive&quot;. Strenuo difensore della Resistenza italiana, Bocca si è reso protagonista di una durissima polemica con Giampaolo Pansa che ha pubblicato in questi ultimi anni diversi saggi sulle rappresaglie partigiane nei confronti dei fascisti; tra questi: &quot;Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile&quot; e il recente &quot;La grande bugia&quot;. Quest'ultimo volume contiene un attacco frontale al collega piemontese: &quot;Bocca non è stato soltanto un campione della carta stampata: è stato anche, e lo è ancora, un campionissimo delle contraddizioni. ... Oggi è un antifascista d'acciaio, ma prima di fare il partigiano è stato un fascista scaldato e anche un razzista antisemita. Oggi è tra i più aspri nemici di Silvio Berlusconi, ma ha lavorato per la televisione del Cavaliere e con ottimi contratti... Oggi è antileghista, ma ha tifato per la Lega di Umberto Bossi: li chiamava i nuovi partigiani. Oggi difende i post-comunisti, ma è stato un loro avversario molto polemico. ... Nei tanti mutamenti, l'Uomo di Cuneo ha sempre conservato intatto un connotato, quello iniziale, di quando era un giovane fascista: il carattere arrogante, del tipo pronto a manganellare con le parol…</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Roberto Giovalli. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>LA CONTROVERSIA SULL'INDULTO</video:title>
   <video:description>L'indulto è dunque colpevole? Ne parlano Maurizio Gasparri, deputato di Alleanza Nazionale, Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale e favorevole al provvedimento, Maurizio Belpietro, direttore de &quot;Il Giornale&quot;, che invece dallo scorso luglio ha lanciato una dura campagna dopo l'approvazione della legge, e Paolo Canevelli, magistrato di sorveglianza, che da circa 10 anni si occupa di problemi sulla pena, prima dal versante di Pubblico Ministero, poi da quello della magistratura di sorveglianza di Roma. Paolo Canevelli nella sua biografia sostiene: &quot;L'attuale situazione dell'esecuzione della pena in Italia sicuramente ha come obiettivo principale quello di trasformare il carcere, di renderlo un carcere aperto, un carcere trattamentale , un carcere dove si faccia qualcosa di positivo e non un carcere in cui regni soltanto l'ozio, la noia e ferree regole disciplinari. Oggi ci sono 173 Magistrati di sorveglianza in tutta Italia con il compito di eseguire il lavoro di circa 500 magistrati che si occupano della parte penale. Sono assolutamente insufficienti e totalmente sottovalutati dalla nuova riforma dell'ordinamento giudiziario. Se non ci saranno modifiche fondamentali all'istituzione dei Magistrati di sorveglianza non riusciremo ad andare avanti e a garantire il funzionamento della nostra istituzione&quot;. Sul Secolo d'Italia del 25 ottobre Maurizio Gasparri ha scritto: &quot;La destra è stata coerente e tenace contro l'indulto. E finché è stata forza di governo ha avuto la possibilità di bloccare il provvedimento, annunciato e voluto da Mastella con comizi nelle carceri. Sono usciti ventunomila. Ma già sono più di mille i detenuti che hanno fatto ritorno in cella . E sono sicuramente molti di più quelli che hanno compiuto reati e che in cella ancora non sono tornati, ma che ci finiranno presto. Non possiamo guardare in faccia i cittadini e dire che questo provvedimento non l'abbiamo voluto . Altri devono abbassare lo sguardo , ammettendo di avere alimentato il dilagare del crimine nelle strade con le loro scelte sbagl…</video:description>
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   <video:title>SI PUO' RIDERE DEI MUSSULMANI?</video:title>
   <video:description>L'autore televisivo Carlo Freccero, sul Foglio dello scorso giovedì, è intervenuto sulla proposta portata avanti dal giornale di realizzare un format comico sull'Islam. &quot;Una televisione si costruisce sullo specifico culturale locale. Mi si obietterà : viviamo in un mondo globalizzato. Oggi la società è multietnica ed esprime culture diverse. Bene, queste diversità non tendono a mescolarsi ma piuttosto a sopravvivere in generi letterari/spettacolari distinti&quot;. Freccero ha poi lanciato l'idea di proporre un concorso tra gli islamici sul tema del ridere sull'Islam. In studio anche Khaled Fouad Allam, deputato dell'Ulivo, ed editorialista della Repubblica, che nel 2004 ha pubblicato &quot;Lettera a un kamikaze&quot; ed il disegnatore satirico Stefano Disegni, che tiene ogni settimana una striscia satirica sul Magazine del Corriere della Sera chiamata &quot;TELESCHERNO&quot;. Nella rubrica pubblicata giovedì 26, ha ironizzato su Maurizio Crozza ed il suo spettacolo &quot;Crozza Italia&quot;. L'ultimo suo libro &quot;Non sai che t'aspetta, uomo!&quot; è di quest'anno. (pubblicato per Piemme). Presenti anche Maurizio Crozza, che nel suo programma comico da one-man-show, in onda ogni lunedì sera alle 21, tra i personaggi famosi imitata anche Papa Ratzinger, e l'attrice Lella Costa, che alterna il lavoro teatrale a un costante impegno civile a favore, soprattutto, di Emergency. Il suo ultimo spettacolo, &quot;Alice. Una meraviglia di paese&quot; (con Adriano Sofri, Massimo Cirri e Giorgio Gallione) partendo dall'idea base di Lewis Caroll, gli occhi di Alice nel mondo, comincia un'esplorazione tra ironia e rabbia nelle storture del nostro tempo, dove tutto sembra rovesciato e la soglia di ciò che è lecito si sposta sempre più in avanti. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Un biglietto in due</video:title>
   <video:description>La comicità di Steve Martin vista da Tatti Sanguineti</video:description>
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   <video:title>Vincenzoni: E' ricca, la sposo, l'ammazzo</video:title>
   <video:description>Indimenticabile film interpretato da Walter Matthau</video:description>
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   <video:title>Tatt Sanguineti: Una notte con vostro onore</video:title>
   <video:description>Altra grande interpretazione di Walter Matthau</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON PIERO FASSINO</video:title>
   <video:description>Il 28 ottobre, dopo il vertice tra i partiti della maggioranza di Governo , Fassino ha commentato così l'incontro: &quot;Un vertice ottimo nel clima e nei suoi esiti. Dal vertice emergono con forza due indicazioni. In primo luogo che la missione della Finanziaria e' rimettere in moto l'Italia, farla tornare a crescere, offrire più opportunità alle imprese, alle famiglie, ai giovani tenendo insieme riduzione del debito, sostegno alla crescita ed equità fiscale. In secondo luogo risulta chiaro il nesso Finanziaria-riforme: la Finanziaria avvia una nuova politica economica e sociale che proseguirà con un programma di riforme volte a rimuovere le fragilità strutturali del Paese e a rendere più competitiva e più giusta l'Italia&quot;. Larghe intese e durata del Governo Prodi e di questa maggioranza, il leader Ds ha messo i puntini sulle i: &quot;Voglio essere chiaro - ha spiegato -, non c'è un'altra maggioranza di governo. La nostra è stata un'utile sollecitazione: dal vertice è emerso un nesso forte tra Finanziaria e riforme. E' una manovra che lancia la crescita&quot;. (Sole 24 ore, 29 ottobre 2006). Il numero verde di Giulio Santagata sulla Finanziaria : Il Governo sta pensando di istituire un numero verde &quot;per rispondere alle domande dei cittadini sulla Finanziaria. La proposta è stata avanzata da Santagata, ministro prodiano per l'Attuazione del programma. Il diessino Fabio Mussi, ministro dell'Università , ha commentato così l'iniziativa: &quot;Daremo il suo cellulare...&quot;. La scossa riformista al governo Prodi . &quot;In Italia ormai ci sono più comunicatori che siderurgici&quot;. Piero Fassino, segretario dei Democratici di sinistra a tempo pieno, una settimana fa ha scelto i due maggiori quotidiani italiani, Corriere della Sera e Repubblica, per spiegare, in due interviste parallele, gli errori di comunicazione del Governo Prodi. &quot;Siamo partiti dalla crescita - lamentava il numero uno dei Ds - e poi abbiamo spostato tutto l'asse della manovra sulla redistribuzione. Il centrosinistra - ha avvertito - sembra aver perso per strada la propria miss…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Marco Follini</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Marco Follini. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>NAPOLI NELLA MORSA CRIMINALE</video:title>
   <video:description>Il senatore Forza Italia, Emiddio Novi, è al suo quarto mandato parlamentare. Ha sfidato Bassolino alle comunali di Napoli del 1997: &quot;Con Bassolino - dichiarò a suo tempo - Napoli è diventata la capitale della criminalità organizzata, la capitale della disoccupazione in tutta Europa e la città dove si vive peggio in Italia&quot; (Ansa 19.10.1997). Il regista Vincenzo Marra vive a Roma da molti anni ma ha mantenuto un forte legame con Napoli, sua città natale. &quot;L'udienza è aperta - scrive Vincenzo Marra - nasce dalla necessità di vedere con i miei occhi cosa è la giustizia in Italia&quot;. Peppe Lanzetta è attore, scrittore, autore e sceneggiatore, paroliere napoletano. Nel 2003 pubblica con Feltrinelli &quot;Tropico di Napoli&quot;, romanzo in cui i protagonisti sono invischiati in storie di usura, violenza, sesso e denaro. Il direttore de Il Mattino Mario Orfeo, nel suo breve editoriale di oggi, 31 ottobre, scrive: &quot;Napoli è un'emergenza nazionale, non bastano palliativi e autocritiche indolori, chi ha sbagliato se ne assuma la responsabilità , chi deve mettere riparo lo faccia senza infingimenti. Con o senza esercito, Napoli non può più aspettare chi sia il tempo a fare pulizia&quot;. E' intervenuto anche Massimo Paolucci, segretario provinciale Ds. Dal 2001 al 2004 è stato commissario vicario per l'emergenza rifiuti, bonifiche e acque. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>SOLITI STRONZI E VENERATI MAESTRI</video:title>
   <video:description>Dei personaggi famosi secondo Dell'Arti e Berselli si può dire: bene o male purché se ne parli? Lo scrittore Giorgio Dell'Arti, su la Stampa del 31 ottobre ha ricevuto una recensione di Mattia Feltri titolata &quot;Lei sa chi sono io&quot;, a proposito dell'enciclopedia degli italiani che contano: &quot;A prima vista lo si direbbe un libro. Ha tutto del libro: la copertina, le pagine, un titolo, un editore, due autori. Ma in realtà è un giocattolo. ... Sono necessari due soli requisiti per rientrare nel catalogo: essere ancora di questo mondo e di passaporto italiano.&quot;. Il giornalista Edmondo Berselli, ha pubblicato da una settimana &quot;Venerati Maestri&quot; con sottotitolo &quot;Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia&quot;. Su La Repubblica del 20 ottobre Filippo Ceccarelli con il titolo &quot;Mostri sacri in Cabaret&quot; recensisce il libro di Berselli: &quot;Musica, cinema, giornalismo, politica, filosofia letteratura. - scrive Ceccarelli - Un mucchio di &quot;Intoccabili&quot;, di &quot;Infallibili&quot; da mettere alla berlina.... La tesi di fondo è che la cultura italiana, specie quella &quot;alta&quot;, ormai, fa ridere.&quot;. Su La Stampa del 24 ottobre Marco Belpoliti titola la recensione del libro di Berselli &quot;Maestri d'Italia. La Nazionale delle mezzepunte&quot; e nell'incipit scrive: &quot;Come il bambino della favola di Andersen , I vestiti nuovi dell'imperatore, Berselli s'aggira per l'Italia degli intelligenti, che un tempo si sarebbe detta degli intellettuali, e annuncia: sono nudi, sono nudi&quot;. Nel Catalogo dei Viventi di Giorgio Dell'Arti, troviamo la voce &quot;Berselli Edmondo. Politologo&quot; fra le voci &quot;Bersani Samuele. Cantante&quot; e &quot;Borsellini Eugenio. Allenatore di calcio&quot;. Il politologo Giovanni Sartori, editorialista del Corriere della Sera, è intervenuto come ospite. In &quot;VENERATI MAESTRI&quot; , parlando di Sartori per la prima volta, Berselli scrive &quot;E' interessante mettere a fuoco una figura di spicco, quella del professor Giovanni Sartori da Firenze, perché &quot;Vanni&quot;, come lo chiamavano Montanelli e Spadolini, è davvero un liberale... Il pestifero Sartori è uno specialista conosci…</video:description>
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   <video:title>L'ULIVO IN CERCA DI FUTURO</video:title>
   <video:description>Si confrontano su questi temi il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ed il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, ambedue della Margherita. Partecipano inoltre: Adolfo Urso di Alleanza Nazionale; il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati; Curzio Maltese di Repubblica; Andrea Tomat, presidente degli industriali di Treviso; Giuseppe Bortolussi, segretario della Confartigianato di Mestre ed i ricercatori Luigi Crespi e Alessandro Amadori. Diamo uno sguardo ad alcune delle agenzie uscite ieri. CACCIARI: SU TREVISO META' CENTRO SINISTRA NON HA CAPITO UN'ACCA (APCOM) Sulle polemiche che sono seguite alla partecipazione di Massimo Cacciari alla manifestazione di Treviso contro la legge finanziaria organizzata da artigiani e commercianti, &quot;meta della coalizione di centro sinistra ha dimostrato di non capire un acca...&quot;: lo ha detto lo stesso sindaco di Venezia ospite della puntata di questa sera de L'Infedele, la trasmissione condotta da Gad Lerner su La7. &quot;Ora comunque - ha aggiunto sempre riferendosi alla coalizione di maggioranza - stanno facendo marcia indietro su tre quarti delle cose che ho criticato all'inizio&quot;. &quot;Di questa legge critico la manovra sui Comuni e soprattutto sulle categorie: - ha detto ancora il sindaco di Venezia - nei confronti di artigiani ed esercenti è una manovra fiscale non a favore dell' aggregazione. Non si può spacciarla come una strategia di sviluppo. Il messaggio che è stato dato è che nella narrazione di questo Paese da parte del centro sinistra, non vi è tra i protagonisti ormai il 70% della popolazione attiva&quot;. &quot;Vorrei precisare - ha proseguito - che in qualità di sindaco ho partecipato a una manifestazione civile organizzata da diversi settori del mio territorio: andai a manifestazioni simili nel 94 e nel 96 sia con il centro destra che con il centro sinistra. Ora è scandaloso che qualcuno ne faccia scandalo: vuol dire non conoscere il mestiere di sindaco&quot;. &quot;Quella manifestazione - ha detto ancora - non aveva i toni dell' attacco, non era un attacco pe…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Gabriel Garko</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Gabriel Garko. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Enrico Papi. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>L'ITALIA SPEZZATA DI B. VESPA</video:title>
   <video:description>Il volume ripercorre la fitta agenda di appuntamenti elettorali che hanno visto impegnato il nostro Paese nella prima parte dell'anno. Ricostruisce la dura e a tratti violenta campagna elettorale delle elezioni politiche; l'elezione del capo dello Stato e quella dei presidenti di Camera e Senato. Attraverso interviste inedite ai protagonisti della politica italiana, Vespa propone inoltre una riflessione sull'avvio incerto del Governo Prodi e sulle strategie dell'opposizione. Due capitoli centrali sono dedicati alle elezioni del '48 del '53 del '76 e del '94. Quattro delicati momenti della nostra storia, che secondo Vespa mostrano un'Italia spaccata in due: &quot;Soltanto il 18 aprile 1948 l'Italia spezzata presentò una crepa maggiore di quella del 2006 - scrive Vespa - negli altri tre casi che citeremo - il 1953, il 1976 e il 1994 - la divisione fu forte, ma non si raggiunse la tensione della scelta fra Berlusconi e Prodi&quot;. Il capitolo finale del volume è dedicato alla ricostruzione, basata sulle testimonianze di prima mano, della vicenda Telecom, si parte dall'Opa di Colaninno per arrivare fino al caso Rovati e alle intercettazioni illegali. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>DAVID GROSSMAN E LA MALATTIA DI ISRAELE</video:title>
   <video:description>&quot;La malattia d'Israele - dice Grossman - è la violenza come unico modo con cui reagire&quot;. &quot;Questa è la grande malattia del Medio Oriente: la prima scelta è sempre la violenza. E' una tragedia, perchè se avessimo la forza di non usare la violenza, avremmo un altro clima per intavolare un dialogo con l'atro&quot;. &quot;Tutti gli attori in questo conflitto hanno dimenticato il linguaggio dell'amore e la violenza è talmente radicata in noi che non conosciamo il Dizionario della Pace&quot;. &quot;Sia i leader palestinesi sia i leader israeliani sono più estremisti della maggioranza delle rispettive popolazioni&quot;. Per esempio, osserva lo scrittore citando sondaggi israeliani, la maggioranza dei suoi connazionali, pur non essendo entusiasti della prospettiva della separazione della terra tra Israele e Palestina, sono d'accordo con essa. &quot;I politici reagiscono cercando solo di infiammare la visione degli altri con sospetti e odio&quot;. Grossman esprime il suo amore per Israele, che ha definito &quot;un miracolo per me&quot;, &quot;in sessanta anni un luogo che è così ricco, così evoluto, che è sopravvissuto a tante guerre. Sulla strage di civili avvenuta nella striscia di Gaza (8 novembre) Grossman dice che è stato &quot;Sono sconvolto come lo siete voi tutti dalla notizia di questa tragedia. E' stato un errore; non è stato intenzionale. Va detto molto chiaramente che l'esercito israeliano non uccide deliberatamente dei civili&quot;, ma &quot;Israele non fa abbastanza per risolvere la situazione nel suo complesso&quot;. Le responsabilità vanno ricercate anche in campo palestinese: &quot;Dobbiamo tenere a mente che dall'altra parte c'è un governo che non solo non vuole negoziare con noi ma nemmeno vuole riconoscere lo stato di Israele&quot;. Hanno partecipato alla trasmissione Vittorio Dan Segre, scrittore, che sottolinea con enfasi la forza e la vitalità del popolo israeliano, referendosi al discorso tenuto da Grossman in occasione dell'undicesimo anniversario della morte di Rabin, capace di dire ed ascoltare simili parole. &quot;Uno stato che possiede tali risorse, ha anche la forza di cambia…</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Alessandra Borghese. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Alba Parietti. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>LA RIVINCITA DEI DEMOCRATICI</video:title>
   <video:description>Commentano il risultato del voto Giovanni Sartori, professore emerito alla Columbia University di New York dal 1994, fra i più noti studiosi di politologia a livello internazionale, e Lucia Annunziata, editorialista de La Stampa dal 2004, già corrispondente del Manifesto e di Repubblica, dagli Usa, e del Corriere della Sera, &quot;La sinistra, l'America, la guerra&quot; (Mondadori) è il titolo dell'ultimo saggio di Lucia Annunziata uscito nel 2005. Ospite anche Maurizio Molinari, dal gennaio 2001 corrispondente de La Stampa dagli Stati Uniti, che l'otto novembre, in prima pagina sul suo giornale annunciava: &quot;Massiccia affluenza alle urne e battaglia all'ultimo voto per il controllo del Congresso. I primi exit polls confermano che l'America è una &quot;Neck to Neck Nation: la Nazione del testa a testa.&quot; E descrive i problemi nelle operazioni di voto dati dalle numerose macchine per il voto elettronico: &quot;Errori, guasti, sospetti. Nelle urne ha vinto il caos&quot;. Martedì 7 novembre, sempre su La Stampa, Molinari scriveva: &quot;Il presidente rimonta, la l'America aspetta lo tsunami democratico&quot;. Ancora. Michael Ledeen, ricercatore permanente in politica estera ed intelligence dell'American Entreprise Institute di Washington, il &quot;thinktank&quot; dei neoconservatori vicinissimi all'amministrazione Bush. Fra i suoi libri ricordiamo &quot;La guerra contro i padroni del terrore&quot;. Infine l'avvocato Yasmine Ergas, femminista storica del movimento italiano, protagonista negli anni '70 della battaglia per la legge 194, vive a New York da quasi vent'anni. In Italia ha pubblicato vari saggi, fra cui: Nelle maglie della politica - femminismo, istituzioni e politiche sociali degli anni '70; La costituzione del soggetto femminile: il femminismo negli anni 60/70; Tra sesso e genere (1987) in cui l'autrice ripercorre le tappe del movimento femminista in Italia e il suo rapporto con la politica. &gt;&gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>LE CANZONETTE NEL COMPUTER</video:title>
   <video:description>Ad Otto e Mezzo si parla della musica su internet. Si può comprare musica in formato digitale su internet. Programmi ad hoc (ad esempio &quot;Win MX&quot;, &quot;Emule&quot;, &quot;Audiogalaxy&quot;, &quot;Morpheus&quot; &quot;Kazaa&quot;), che si possono scaricare dalla rete, consentono ai navigatori più scaltri di condividere cartelle del proprio hard disk, archivi, contenenti musica, video, programmi e di scambiarseli gratuitamente. Questa rete di utenti si chiama &quot;peer to peer&quot;, alla pari. Il tutto naturalmente è illegale, poiché viola il copyright. In più c'è chi approfitta del sistema in uso dai navigatori per vendere illegalmente. Il giornalista Luca Sofri, Free-lance sul Foglio, su Vanity Fair, sul mensile GQ e con la rubrica Ebay per Internazionale, che dal 2003 ha un programma quotidiano su RadioDue che si chiama &quot;Condor, ha pubblicato il libro &quot;PLAYLIST&quot;, sottotitolo &quot;La musica è cambiata , 2556 canzoni di cui non potete fare a meno&quot; (Rizzoli). Una guida in un nuovo mondo di canzoni... E' venuto il momento di cominciare a raccontare la musica di cui è fatta la vita - è scritto nella quarta di copertina - non attraverso cronologie, epopee, genealogie, storie del rock ed enciclopedie di artisti, ma raccontando la cosa vera: le canzoni. Il criterio che dovrebbe riunirle tutte quante è che siano delle belle canzoni.&quot;. Partecipano anche Roberto Maroni, la cantante Paola Turci ed il cantautore Mariano Apicella. Il capogruppo del gruppo parlamentare Lega Nord Padania, Roberto Maroni, è appassionato di musica e suona il sassofono in una band. A proposito di musica e Internet, l'ex ministro nel maggio scorso ha fatto scoppiare una vera e propria polemica autodenunciadosi affermando di scaricare musica da internet . &quot;Il problema della musica su Internet? Le grandi case discografiche facciano una iniziativa, coinvolgendo la comunità web, magari anche qualche hacker, per trovare una soluzione, in modo da passare dalla repressione, che non serve, alla collaborazione&quot;. Così dichiara Maroni a &quot;Vanity Fair&quot; e le reazioni dell'Associazione Produttori Musicali Indipen…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Fabrizio Del Noce</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Fabrizio Del Noce. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>UMBERTO VERONESI</video:title>
   <video:description>Premi nobel e illustri scienziati di tutto il mondo e di tutte le discipline, tra cui l'oncologo Umberto Veronesi, sono stati invitati a dire la loro sui temi dell'evoluzione dello spazio del corpo e della mente, argomenti fondamentali per il destino della nostra società . The Future of Science è stato organizzato dalla Fondazione Umberto Veronesi, la Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Silvio Tronchetti Provera, in collaborazione di LA7.</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON GIOVANNI LINDO FERRETTI</video:title>
   <video:description>Il nome, non è un caso ma la scelta di segnare una svolta interiore e culturale nel proprio percorso di artista. Artisticamente Ferretti si può considerare uno dei padri del punk italiano (&quot;punk filo-sovietico e musica melodica emiliana&quot;), e con i CCCP punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia. La storia dei CCCP-CSI segna una tappa decisiva nel rock italiano. Il suo nuovo libro è &quot;REDUCE&quot;, pubblicato da Mondatori, si apre con una poesia: &quot;Le cose cambiano disse il Dalai Lama /quando il Tibet fu invaso dalla Cina / le cose cambiano disse la Maddalena / quando le saccheggiarono la cucina /le cose cambiano disse sconsolata / le mani sui fianchi, la vita svilita&quot;. E' l'incipit al viaggio di un reduce, uno scavare nel proprio percorso di vita con gli occhi bene aperti. C'è la famiglia, &quot;ferma nei ricordi&quot;. Ci sono i dolori: &quot;Il tempo del dolore è un tempo lento, ristagna e affonda. (..) Il tempo dell'attualità assoluta mi è estraneo&quot;. Ci sono la scienza, la tecnica e l'uomo che sembra messo in un angolo e ci sono i viaggi come percorso dell'anima, in Israele, in Algeria, in Mongolia. Quattro addirittura quelli a Mosca. In una intervista al quotidiano di Rifondazione comunista del 12 novembre, Liberazione, dice: &quot;Politicamente sono un orfano. La sinistra a cui appartenevo è morta&quot;. Ancora: &quot;Sono pessimista ma in modo sereno. Nel passato ho immaginato cose orribili che poi non sono successe e ho assistito a cose orribili che non avevo neanche immaginato. Ciascuno fa i conti con il proprio tempo. I nostri vecchi anche nei momenti bui sono riusciti a portare un po' più avanti la storia. Spero che anche noi si possa fare altrettanto&quot;.</video:description>
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   <video:title>IL CORRIERE, GLI SPIONI NEL &quot;SALOTTO BUONO&quot;</video:title>
   <video:description>&quot;QUANTI PADRONI IN REDAZIONE!&quot;. Ma guarda un po' quanti industriali, immobiliaristi, banchieri italiani innamorati del giornalismo e della libertà di stampa! Talmente innamorati da garantirsi almeno una bella partecipazione nella proprietà di un giornale. Magari non ci si guadagna molto -pazienza, non si vive certo &quot;solo di quello&quot;- ma è sempre meglio telefonare in redazione da azionista che da perfetto estraneo. L'ultimo in ordine di tempo che ha pensato bene di investire quattrini nella carta stampata è l'immobiliarista Danilo Coppola, maltrattato al rango di furbetto dall'informazione economica. Così anche in lui s'è acceso il sacro fuoco del giornalismo e oggi controlla &quot;Finanza &amp; Mercati&quot;. Ma come Coppola, sono in molti a pensare che l'editoria serve magari poco a moltiplicare i loro risparmi, ma serve parecchio a proteggere i loro affari. Ecco allora la facoltosa famiglia romana Angelucci, titolare di una rete di cliniche private e dunque in perenne ricerca di contatti con la pubblica amministrazione, trasformata in editore bipartisan. Un colpo a destra e un colpo a manca. Prima gli Angelucci hanno acquistato la quota di maggioranza di &quot;Libero&quot;, il battagliero quotidiano di Vittorio Feltri. Poi hanno tentato invano di entrare tra i soci della rossa &quot;Unità &quot;, accontentandosi di rilevare da Claudio Velardi l'arancione &quot;Riformista&quot;. La passione per il giornalismo verrà senz'altro cammin facendo: ma non c'è dubbio che l'immobiliarista e industriale Francesco Gaetano Caltagirone ha fatto del &quot;Messaggero&quot; di Roma e del &quot;Mattino&quot; di Napoli due autorevoli interlocutori delle istituzioni, locali e nazionali. Allargandosi poi verso est con il &quot;Nuovo quotidiano di Puglia&quot;, il &quot;Corriere adriatico&quot;, il &quot;Gazzettino&quot; di Venezia. &quot;La Stampa&quot; no, quella se la sono tenuta gli eredi di Agnelli, sebbene il loro &quot;core business&quot; resti fabbricare automobili. Senza dimenticare che la Fiat definisce strategica pure la sua partecipazione nel &quot;Corriere della Sera&quot;. Alla fine gli editori cosiddetti &quot;puri&quot;, quelli cioè che concentrano…</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Mauro Corona. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>UNA DONNA A CAPO DELLA FRANCIA?</video:title>
   <video:description>Se ne parla con Jean Paul Fitoussi, dell'Institut d'Etudes Politiques, la senatrice dell'Ulivo Anna Maria Carloni, Margherita Boniver, deputato Forza Italia, e Daria Galateria, francesista. Jean Paul Fitoussi, professore di Economia all'Institut d'Etudes Politiques di Parigi e presidente dell'Ofce (Osservatorio francese della congiuntura economica), su Repubblica del 7 novembre scrivendo di &quot;L'Europa e la sfida dell'energia&quot; , così inizia: &quot;Nell'anticipo di pre-campagna presidenziale che costituisce oggi la quotidianità dei francesi, si parla anche - o piuttosto si bisbiglia dell'Europa. Chi presta un orecchio attento arriva a discernere un discorso sull'Europa assai lontano da quello che ha dominato la campagna sul referendum &quot;costituzionale&quot;. Si critica vivamente il funzionamento dell'Unione, non però in nome di una nostalgia di sovranità o di grandeur, ma in vista del bene comune europeo&quot; . In studio c'è la senatrice Ds Anna Maria Carloni che, fra l'altro, è fondatrice nel 1997 di Emily in Italia, associazione che coinvolge le donne del centrosinistra con lo scopo di promuovere e sostenere la partecipazione femminile alla politica. &quot;Più donne in politica e nella vita pubblica&quot; è fra i suoi obiettivi principali. Partecipano anche la deputata di Forza Italia Margherita Boniver, che ha fondato nel 1973 la sezione italiana di Amnesty International, e la studiosa di letteratura e cultura francese Daria Galateria, che insegna alla Sapienza di Roma. Tra gli ambiti della sua ricerca le fonti (letterarie, artistiche, filosofiche, storiche) della Recherche proustiana e la memorialistica femminile del Seicento e Settecento.</video:description>
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   <video:title>DIFESA E CONTRATTACCO DEL GOVERNO</video:title>
   <video:description>Hanno partecipato anche il Direttore de &quot;Il Messaggero&quot;, Roberto Napoletano che, in un articolo uscito nell'aprile scorso, intitolato &quot;Il peso della responsabilita'&quot;, scrive : &quot;Il paese si misura con un difficile equilibrio nei suoi conti pubblici e sconta la pesante eredità del debito. Ha bisogno di governabilità , chiede risposte concrete per i giovani e vuole tornare a scommettere sul futuro... il Paese è diviso ma ciò di cui abbiamo bisogno urgente non si può produrre né a pezzi né a parole. Dovra' fare i conti con il peso delle responsabilità &quot;. Anche Massimo Giannini, Vicedirettore di &quot;La Repubblica&quot;, che il 10 ottobre scorso scrive: &quot;Su questa manovra ci sarebbe molto da correggere e molto da migliorare nell'iter parlamentare ma non c'è da farsi illusioni .....I vecchi assalti alla diligenza insegnano che una finanziaria quando transita nel Gran Canyon di Montecitorio ne esce sicuramente peggio di come è entrata.... Non vorremmo che la finanziaria diventasse per l'Unione quello che l'Iraq è diventato per la Casa bianca . Governare non significa accontentare, dice Prodi . Ha ragione ma resta da spiegare perché gli unici contenti di questa manovra curiosamente siano solo i sindacati e rifondazione comunista&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>ADOLESCENTI ESTREMI</video:title>
   <video:description>Camila Raznovich, conduttrice ed anche scrittrice, Trentadue anni, nata a Milano, è stata uno dei primi volti di MTV Italia ed è la protagonista e la conduttrice delle notti a luci rosse con Loveline (che riprenderà a gennaio), il programma di affari di cuore (e di sesso) che la vede alle prese con le più ardite questioni intime del pubblico di MTV. Il 24 ottobre è uscita, per Baldini&amp;Castoldi, la sua autobiografia dal titolo &quot;Lo rifarei&quot;. In Lo rifarei, Camila racconta di molestie subite da piccola. &quot;E' stata un'esperienza che ho rimosso per anni - si legge in un'anticipazione che la 32enne ha concesso a Vanity Fair -. Mio padre è morto senza saperlo. A mia madre l'ho detto solo ora&quot;. Le molestie risalgono a ventitrè anni fa. La Raznovich aveva appena nove anni e si trovava a Parigi, in vacanza. &quot;Ho sempre avuto un rapporto libero con la fisicità - racconta - papà mi faceva i &quot;grattini&quot; sulla schiena. E anche quella persona prese a farmeli, una sera, mentre mi teneva sulle ginocchia. Non mi sembrava strano. Era un vecchio amico dei miei, il padre di uno dei miei compagni di scorribande. Le sue dita conquistarono sempre più centimetri. Successe due volte&quot;. Quell'esperienza ha inevitabilmente lasciato dei segni incancellabili. &quot;A volte penso che la paura di far entrare troppo gli uomini nella mia anima dipenda da quello&quot; dice la Raznovich. E' intervenuta anche la psicologa Ada Fonzi, tra le massime studiose di bullismo in Italia, autrice di pubblicazioni dedicate al tema del bullismo, tra cui Il bullismo in italia, Giunti, Firenze, 1997 (volume in cui ha raccolto le esperienze dei ricercatori italiani per farne un bilancio decisamente poco rassicurante) e Il gioco crudele, Giunti, Firenze, 1999. Secondo la studiosa &quot;Le cause del bullismo sono tante e diverse, e vanno fatte risalire sia alla famiglia del bullo, in cui spesso vigono sistemi educativi troppo permissivi o, al contrario, eccessivamente autoritari, sia alla scuola, in cui non esistono regole democraticamente condivise all'interno della classe. Anzi, so…</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Vera Cruz</video:title>
   <video:description>Tatti Sanguineti su un capolavoro con Burt Lancaster</video:description>
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   <video:title>Vincenzoni: Il cavaliere della valle solitaria</video:title>
   <video:description>George Stevens regista di un ammirevole film, visto da Vincenzoni</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Luigi Abete. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON DANIELE CAPEZZONE</video:title>
   <video:description>Nell'ultimo congresso dei radicali italiani (il V) svoltosi a Padova dal 2 al 5 novembre 2006, Daniele Capezzone è stato oggetto di notevoli critiche da parte di molti dirigenti radicali. E' stato contestato per l'atteggiamento critico tenuto nei confronti del Governo Prodi II (duramente stigmatizzato soprattutto da Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale) e per una presunta ricerca di esposizione mediatica di tipo personalistico, che avrebbe causato un peggioramento della situazione economica e degli iscritti al Partito. Capezzone, dopo la prima presentazione della Finanziaria di Prodi, infatti, si era fatto promotore del cosiddetto &quot;tavolo dei volenterosi&quot;, un tentativo bipartisan (al quale aderirono esponenti del centrosinistra e del centrodestra) per modificare alcuni aspetti della stessa Finanziaria. Ieri, sulla Finanziaria, Capezzone ha detto: &quot;Saro' leale, e quindi votero' la finanziaria, così come ieri ho espresso il voto di fiducia. Ma essere leali non significa essere sordi, ciechi e muti. Senza faziosità , la politica italiana dovrà prima o poi affrontare la sua vera crisi di fondo... Da quattro legislature (due maggioranze di centrodestra e due di centrosinistra, dal 1994 ad oggi), le riforme strutturali non si vedono, e non si vedono neppure in questa finanziaria (nonostante la buona indicazione data in estate dal Dpef). E così, siamo nella paradossale situazione per cui ha ragione il centrodestra quando rimprovera la mancanza di riforme in questa finanziaria dell'Unione, così come ha ragione l'Unione quando rimprovera alla Cdl le mancate riforme degli anni passati. E quindi hanno torto entrambi&quot;. La crisi della Rosa nel Pugno. L'incontro tra i Radicali italiani e i socialisti dello Sdi di Enrico Boselli doveva essere, nelle intenzioni dei promotori, il punto di partenza per un polo laico, &quot;zapateriano e blairista&quot;. E' finita con i socialisti che chiedono l'uso del simbolo della Rosa nel pugno per le prossime elezioni amministrative e Pannella che glielo nega.</video:description>
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   <video:title>I PUPAZZI BRUCIATI E LA GUERRA</video:title>
   <video:description>Si parla dei soldati in guerra con la senatrice di Rifondazione Comunista Lidia Menapace, Angelo Panebianco, politologo, Antonio Scurati, scrittore e docente, il generale Alberto Ficuciello, consigliere militare presso la presidenza del Consiglio e il giornalista Lorenzo Trombetta, a Beirut da un anno e mezzo. Lidia Menapace, sul patriottismo, si è espressa così: &quot;Mi interessa una modalità con la quale il patriottismo - come dice Napolitano- non si esprima con le armi cioè come patriottismo contro le patrie altrui, bensì con la festa, che è una modalità per eccellenza inclusiva&quot;. Il tenente Generale in pensione dal 2003, Alberto Ficuciello, in una intervista rilasciata nei giorni scorsi al Tg1, ha definito &quot;veramente sconcertanti&quot; gli slogan offensivi gridati durante la manifestazione romana in sostegno al popolo palestinese di sabato scorso, ed ha aggiunto: &quot;Questi criminali che offendono la memoria dei nostri caduti non offendono soltanto loro, ma sono probabilmente contrari a questo magnifico risveglio delle coscienze, a questa forte volontà di crescita e di appartenenza&quot;. Nell'editoriale del Corriere della Sera di lunedì 20 novembre, dal titolo &quot;Medioriente il nervo scoperto&quot;, Panebianco scrive: &quot;Quello di Israele è per il governo e la sua politica estera, anche a causa della presenza della sinistra estrema, il nervo più scoperto, ma non tutto può ridursi al ruolo di Diliberto e soci&quot;. Nel maggio 2006 per i Tascabili Bompiani, Antonio Scurati ha pubblicato, in una nuova versione, il suo romanzo d'esordio &quot;Il rumore sordo della battaglia&quot;. &quot;La sanguinosa epopea delle armi da fuoco - è scritto sul risvolto di copertina - in un grandioso affresco storico sull'eclissi dell'età eroica. La fine del mondo cavalleresco e l'avvento della guerra moderna nel Rinascimento dei Borgia, di Savonarola e degli ultimi grandi capitani di ventura. Il libro di esordio di Antonio Scurati torna ora in libreria nella sua concezione originaria di romanzo storico che racconta l'origine del mondo moderno attingendo alle sorgenti dove …</video:description>
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   <video:title>LA SOCIETA' DEI MALATI DI CANCRO</video:title>
   <video:description>à un assalto che viene dall'interno quello del cancro. Un male invisibile che cresce dentro di noi, quando una cellula del nostro corpo si trasforma in cellula anomala e comincia a riprodursi in modo disordinato. Ogni anno in Italia sono 250 mila le persone che ricevono la diagnosi nero su bianco: &quot;Cancro, lei ha il cancro&quot;. La roulette russa della statistica dice che la sopravvivenza media dei malati a cinque anni dalla diagnosi è del 55%, mentre un uomo ogni tre e una donna ogni quattro hanno la probabilità di ammalarsi di tumore nel corso della vita. La presenza del cancro diventa così sempre più quotidiana, tutti siamo costretti a farci i conti - quando non sulla nostra pelle, almeno per l'esperienza a noi vicina di amici e parenti. Eppure ancora molti evitano di usare &quot;quella parola lì&quot;, abbassano il tono della voce e quasi per impedire al tumore di diventare una realtà concreta lo chiamano &quot;brutto male&quot;, &quot;malattia incurabile&quot;, &quot;nodulo&quot;. Ma intanto l'assalto delle cellule maligne miete solo in Italia 155 mila morti l'anno, 420 persone al giorno, mentre i malati formano una schiera di un milione e mezzo di uomini, donne e bambini. I &quot;big killer&quot;, o grandi assassini, cioè i tumori maligni più comuni, sono il cancro del seno, della prostata, del polmone e del colon. Quasi tutti colpiscono soprattutto adulti e anziani: almeno il 50% dei casi sono concentrati sopra i 62 anni di età . Come ricorda il professor Lucio Luzzatto nel suo libro &quot;Capire il cancro&quot;, in un certo senso questo &quot;è il prezzo dell'aumento della vita media&quot;. La denutrizione e le malattie infettive non sono più una minaccia, così viviamo più a lungo. Ma, come si suol dire, &quot;di qualcosa bisogna pur morire&quot;. E oggi chi non muore per una malattia cardiocircolatoria, probabilmente dovrà fare i conti col tumore. Se ne abbiamo così tanta paura forse è proprio per l'inquietudine di quella misteriosa e intima metamorfosi, per quelle cellule anarchiche che, silenziosamente, introducono il disordine e il non senso nelle nostre vite.</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Beatrice Borromeo</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Beatrice Borromeo. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>QUANDO IL CORPO E' IL NEMICO</video:title>
   <video:description>Se ne è parlato con Giovanna Melandri, ministro delle Politiche Giovanili e Attività sportive, Oliviero Toscani, fotografo, Lea Vergine, scrittrice e critico d'arte e con il genetista e sacerdote Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana per lo Studio delle Malattie Ereditarie dell'Università Cattolica di Milano. La Melandri nei giorni scorsi ha lanciato un appello al mondo della moda per combattere l'anoressia: &quot;Creiamo un'alleanza, lavoriamo assieme, per affrontare un fenomeno dilagante e che in Italia coinvolge due milioni di ragazze&quot;. &quot;Non intendo demonizzare il mondo della moda - ha precisato il ministro - l'anoressia è una malattia con radici psico-somatiche, legate al rapporto con il proprio corpo, il cibo. Ma le sfilate con modelle scheletriche non fanno che esaltare la magrezza e questo non va bene&quot; . Ed è anche in questo modo che Giovanna Melandri intende &quot;cogliere l'allarme lanciato dalle tante associazioni che lottano contro i disturbi dell'alimentazione&quot; . Toscani, che ha presentato al Festival di Locarno di quest'anno il cortometraggio &quot;Bianca, 16 anni&quot; documento sull'anoressia dove la protagonista, Bianca, parla della malattia che le ha consumato il corpo, della morte e del rapporto difficile con suo padre, ha detto: &quot;Mi sono sempre battuto contro un'uniformità estetica pericolosa. Il problema non sono le modelle ma le immagini presentate nella società , dal cinema, la moda e la tv, che spingono le giovani donne verso l'anoressia. Non potendo raggiungere il modello l'ideale, inaccessibile, presentato dai media, finiscono per odiare se stesse&quot;. Ha partecipato anche la scrittrice, critico d'arte e collaboratrice dei più importanti quotidiani italiani, Lea Vergine, che é stata uno dei primi critici ad occuparsi della Body Art, pubblicando nel 1974 &quot;Body arte e storie simili. Il corpo come linguaggio&quot;, il libro che ha creato uno scandalo simile a quello delle opere che analizzava. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Franco Branciaroli</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Franco Branciaroli. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>TRENI ALLO SFASCIO</video:title>
   <video:description>Il presidente di Ferrovie dello Stato Innocenzo Cipolletta afferma :&quot;I prezzi vanno senz'altro ritoccati per tenere il passo con l'aumento dei costi, ma risanare i conti e' tutt'altra fatica. Serve lo sforzo di tutti: questo e' l'impegno che chiediamo al governo, se vogliamo un servizio degno d'essere di un paese europeo.......Non e' soltanto questione di tariffe il problema e' piu' ampio e riguarda tutto il sistema del trasporto ferroviario. Comunque sia, i prezzi vanno aggiornati: i costi non sono piu' quelli del 2001. E bisogna ragionare sulle linee economicamente insostenibili, quelle che non garantiscono passeggeri a sufficienza per ripagare i costi d'esercizio&quot;. La reazione del Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi è stata: &quot;Aumentare del 20% i biglietti &quot;sarebbe fuori dalla grazia di Dio....&quot;. Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, sulla crisi di Trenitalia ha detto: &quot;La responsabilita' del dissesto economico-finanziario diTrenitalia e' da addebitare al precedente Governo, che ha tagliato i trasferimenti al gruppo Fs. Il vecchio esecutivo è solo riuscito a nominare un management pagandolo a peso d'oro permettendo al vecchio presidente Elio Catania di andarsene con una buonuscita milionaria. Il Governo Berlusconi ha lasciato una situazione fallimentare per tutti gli enti che fanno capo allo Stato .... Come l'Anas che ha ormai un buco di 3,3 miliardi,senza parlare dell'Alitalia al collasso. Ora veniamo a sapere che anche Trenitalia deve portare i libri in tribunale&quot;. Presente anche Nicola Porro che su &quot;Il Giornale&quot; di giovedì 22 novembre, in un articolo intitolato &quot;L'Italia a Bassa velocità &quot;, scrive: &quot; Il settore pubblico e quello dei trasporti sono la malattia di questo Paese. ...Nelle Fs ad esempio dal 1999 al 2004 sono stati proclamati 166 scioperi all'anno, nel trasporto aereo 38 solo per i controllori a cui aggiungere piloti, assistenti e via dicendo. A ciò è corrisposto un aumento delle retribuzioni del settore pubblico e parapubblico superiore a quelle dei privati. Per l'Istat nel 200…</video:description>
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   <video:description>Vincenzoni parla del film Irma la dolce diretto da Billy Wilder</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Stefania Prestigiacomo. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Max Giusti. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>NONNO SILVIO E' INSOSTITUIBILE?</video:title>
   <video:description>Domenica 26 novembre Silvio Berlusconi ha avuto un malore sul palco della Tre giorni dei Circolo giovani a Montecatini. Davanti alle telecamere si sfiora il dramma, nel Paese si diffonde, accanto alla trepidazione ed alla solidarietà , una domanda: &quot;Come faremo senza Berlusconi? Quell'uomo è insostituibile?&quot;. All'Infedele si discute della sua successione, che per ora pare impossibile. &quot;Berlusconi è insostituibile rispetto a questo sistema politico che senza di lui non esisterebbe!&quot; dice riguardo al futuro della leadership del centrodestra il direttore responsabile di Libero, Alessandro Sallusti, autore dell'intervista scoop a Berlusconi pubblicata il 21 e 22 novembre fatta in casa di Daniela Santanchè a una cena per la presentazione del libro di Emilio Fede. Ospiti di Gad Lerner due politici del centrodestra su posizioni diverse, Fabrizio Cicchetto, coordinatore di Forza Italia, e Marco Follini, ex segretario dell'Udc dimessosi in polemica con l'ex premier. Lerner allude ai 70 anni di Berlusconi appena compiuti e Cicchitto dice: &quot;Non giocherei sui 70 anni di Berlusconi, è un grandissimo combattente ed è imprevedibile, attenzione dunque a non ritenere questa defaiance fisica la chiusura di una fase politica. Vedrete che manifestazione metterà su il 2 di dicembre!&quot;. Follini, invece, ritiene &quot;Berlusconi politicamente sicuramente in campo&quot;, ma aggiunge che &quot;le immagini di Montecatini significano il diritto alla fragilità , ad un momento di debolezza. La Tv ci ha abituato a leader tonici e quasi adrenalinici, ma la vita non è questa. Così si umanizzano immagini a volte forzate&quot;. Presenti in studio anche due sociologhe: Donatella Campus, autrice del volume di prossima uscita per il Mulino &quot;L'antipolitica al governo&quot; che esamina la figura di Berlusconi accanto a quella di Reagan e De Grulle. &quot;Un leader outsider come Berlusconi - dice la Campus - crea un rapporto diretto col suo popolo, quindi la sfumatura tra pubblico e privato è molto sottile e non credo che questo malore diminuisca la sua immagine&quot;. Patrizia Catellan…</video:description>
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   <video:title>STORIE DI SPIE</video:title>
   <video:description>Paolo Guzzanti è stato presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul &quot;Dossier Mitrokhin&quot;, al centro della &quot;bufera&quot; politica che - dopo la morte dell'ex agente del Kgb Litvinenko a Londra - ha coinvolto appunto il suo presidente, che ieri, fra l'altro, ha dichiarato: &quot;Ho deciso di presentarmi all'organismo parlamentare di controllo sui servizi segreti come accusatore e non come accusato, ciò che farò non soltanto al Copaco, ma in tutte le sedi. ... A me preme dichiarare con voce forte e chiara che non mi lascio né intimidire, né processare, né indagare, che non devo spiegazioni a nessuno, ma semmai ne chiedo&quot;. Nell'archivio Mitrokhin appare anche il nome di Emanuele Macaluso, fra i numerosi altri politici e risulta una scheda &quot;contro&quot;, cioè con pesanti riferimenti a vicende familiari personali. In una intervista a del 2003 a Sabelli Fioretti, Macaluso ricorda che per questo motivo &quot;Bruno Vespa disse a Porta a Porta che ero una spia del Kgb. Io volevo subito querelarlo, ma Vespa mi fece le scuse in diretta. Il mio nome nel dossier c'era, ma come vittima delle spie dei sovietici&quot;. Lunedì 27 novembre i presidenti dei gruppo parlamentari di Rifondazione di Camera e Senato (Migliore e l'ospite Giovanni Russo Spena) chiedono un intervento dei presidenti delle Camere &quot;sulle vicende che si vanno addensando intorno alle Commissione Mitrokhin della scorsa legislatura in quanto emergono percorsi di costruzione di falsi dossier contro partiti, dirigenti, presidenti di gruppi parlamentari di quella che era l'opposizione parlamentare&quot;. Anna Zefesova, nata in Russia, è stata corrispondente della Stampa da Mosca per 10 anni circa. Continua ad occuparsi di esteri, in particolare di Russia, da Torino. Ha scritto &quot;E da Mosca è tutto. Storie della Russia che cambia&quot; (Utet 2005), libro in cui descrive la vita nella Russia di Putin, ed in cui definisce il presidente &quot;nuovo zar&quot;. Su &quot;La Stampa&quot; del 26 novembre un &quot;Retroscena&quot; firmato dalla Zafesova e titolato &quot;L'11 settembre del Cremlino&quot; in cui si legge &quot;Si riapre una dell…</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Diego Cugia</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Diego Cugia. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>IL CAOS DEL MEDIO ORIENTE</video:title>
   <video:description>Timothy Garton Ash, in Italia per il convegno, che si apre il 1 Dicembre, promosso dall'Aspen Institute: &quot;Business and democracy: bringing the Middle East out of crisis&quot;. ha pubblicato l'ultimo dal titolo: &quot;Free World: America ,Europa e il futuro dell'occidente&quot;, un'analisi del rapporto tra Europa e Stati Uniti dopo la guerra fredda e dopo la caduta del muro di Berlino. Christian Rocca, al Foglio dal 1996, nel 2003 ha scritto &quot;Esportare l'America&quot; (ed. Il Foglio) in cui racconta l'universo dei neoconservatori. Il politologo Vittorio Emanuele Parsi, opinionista di politica internazionale per il quotidiano Avvenire, nel 2003 ha pubblicato un saggio intitolato &quot;L'alleanza inevitabile : Europa e Stati Uniti oltre l'Iraq&quot;. E' uscita in questi giorni una seconda edizione (università Bocconi Editore). Infine, partecipa anche Monica Maggioni, dal 1997 al Tg1, che è appena uscita in libreria col suo secondo libro edito da Longanesi, intitolato &quot;La fine della verità . Iraq, guerra al terrore, scontro di civiltà :cronaca di una mistificazione&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>L'AIDS E IL PROFILATTICO</video:title>
   <video:description>A parlarne c'era Rodolfo Casadei, giornalista di &quot;Tempi&quot;, che ha presentato il libro &quot;Gli occhi di Irene&quot;, edito da Guerini e Associati, un viaggio nel mistero dell'Aids attraverso l'esperienza di una ONG italiana e il racconto di medici, giornalisti, operatori umanitari. Nella prefazione si legge: &quot;Questo libro nasce da un desiderio di prender parte al dibattito odierno sull'aids attraverso un lavoro che parta dalla realtà . Diceva un grande educatore, Don Luigi Giussani, ai tanti giovani che lo hanno seguito e amato: &quot;Per noi il punto della questione sta nel fatto che la realtà si rende evidente nell'esperienza&quot;. Ancora, Jean Leonard Touadi, giornalista e assessore del Comune di Roma, autore di opere dedicate ai temi della cultura e della geopolitica africana, tra cui l'ultimo è &quot;L'Africa in Pista&quot; (SEI), uscito quest'anno, e Claudio Cavazza, fondatore nel 1957 della Sigma-Tau Industrie farmaceutiche riunite spa e come tuttora presidente ha impegnato la propria azienda nel progetto Eurartesim, lo studio su un farmaco rivoluzionario contro la malaria frutto della collaborazione italo-cinese che offre nuove speranze di sconfiggere questa patologia nei paesi in via di sviluppo, dove il plasmodio è sempre più resistente alle terapie tradizionali. Cavazza è impegnato, da anni, nel chiedere ai governi italiani maggiore fondi alla ricerca medico-scientifica. Per questo è stato molto critico con la Finanziaria del Governo Prodi. Infine, Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione comunista, è tra i firmatari di una risoluzione, approvata giovedì 30 dicembre dal Parlamento europeo, che impegna la Commissione ad assumere iniziative concrete in merito alla piaga dell'Aids. &quot;Come dimostrano gli ultimi dati presentati dall'agenzia Unaids l'Hiv continua a crescere - ha affermato Agnoletto nel suo intervento in aula - a fronte di ciò i farmaci brevettati continuano ad avere un prezzo insostenibile e i Trips, (gli accordi dell'Omc sui brevetti), creano una barriera invalicabile all'accesso ai medicinali generici prod…</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON PIERFERDINANDO CASINI</video:title>
   <video:description>&quot;Se Berlusconi dice vediamoci io ci vado come ho sempre fatto. Ma ormai la Cdl non ha più senso per cui i vertici li facciano loro, li facciano Berlusconi, Fini e Bossi&quot;. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini nel corso di 'Otto e mezzo' di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni. &quot;Il ritualismo della Cdl, quello dei vertici così come quello del palco di San Giovanni, per me - ha aggiunto Casini - fa parte del passato e non di una prospettiva politica del presente. Nessuno di noi ritiene che Berlusconi debba andare in pensione ma in questi 14 anni, se si vanno a vedere gli atti parlamentari del mio partito, abbiamo abbondantemente dimostrato gratitudine per Berlusconi&quot;. A chi chiede, come fa Giuliano Ferrara, se sia ipotizzabile un centrodestra senza l'Udc, Casini risponde per le rime: &quot;Così il centrodestra rischierebbe di stare all'opposizione per vent'anni&quot;. Giuliano Ferrara lo incalza durante la trasmissione e gli chiede anche se il suo obiettivo sia la guida del centrodestra. Ma Casini dribbla: &quot;Non cado in questo trabocchetto&quot;. Il problema, scandisce il centrista cercando di sgombrare il campo da interessi personali , &quot;non e' la leadership di Berlusconi, che e' stato consacrato dal popolo con buona pace di tutti, ma quello di convincere l'elettorato moderato che c'e' un'alternativa a questo governo&quot;. Insomma, sottolinea, &quot;non voglio succhiare la ruota a Berlusconi&quot; e &quot;nessuno gli chiede di andare in pensione&quot;. Parole pesanti come macigni, insomma, che però cadono nel silenzio pressoché assoluto degli alleati. Quasi nessuno in Forza Italia e Alleanza Nazionale replica infatti alle bordate dell'ex presidente della Camera. Una strategia voluta e imposta direttamente da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Solo la Lega non risparmia critiche al vetriolo ai centristi. Nella trasmissione si è anche creato un caso. Pier Ferdinando Casini attacca i Verdi e il leader del Pdci, Oliviero Diliberto, bollandoli come dei &quot;baluba&quot;: si tratta di una popolazione africana dell'etnia Bantù, ma nell'Italia del nord è un epiteto assai di…</video:description>
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   <video:title>L'ALITALIA VOLA VIA</video:title>
   <video:description>Ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara, Paolo Giaretta, sottosegretario allo Sviluppo Economico, Lupo Rattazzi, presidente Neos aviolinee, Gianfilippo Cuneo, consulente manageriale, Nicoletta Rocchi della segreteria Cgil. In un'intervista al Sole 24 Ore di domenica 3 dicembre, Rattazzi esprime forti dubbi sulle modalità di privatizzazione dell'Alitalia proposte dal Governo: &quot;non potrei permettermi di acquistare una compagnia che perde 300 milioni di all'anno e il cui venditore stabilisce una serie di paletti, tipo che non si può ridurre l'organico e non si può toccare la dimensione della rete. Nelle settimane passate, Nicoletta Rocchi, in una dichiarazione congiunto con il segretario generale Filt, Fabrizio Solari, aveva affermato che &quot;L'alitalia rimane l'unica possibilità per il nostro paese di dotarsi di un vero sistema di trasporto aereo che ha una missione nazionale, in quanto essenziale ai fini della competizione economica nell'era della globalizzazione&quot;. Da sempre schierato a favore del mercato, invece Gian Filippo Cuneo, un paio di anni fa aveva criticato duramente in piano industriale di Alitalia. In una intervista al Giornale di sabato 2 dicembre commenta così il piano del Governo sulla compagnia di bandiera: &quot;Un'azienda cambia se cambia l'azionista. Se lo Stato scende ma tiene un piede dentro dà a tutti la sensazione che l'andazzo non si modifica. Sono deluso ma non mi aspettavo niente di diverso&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>Neri Parenti su: Da grande e Casa mia, casamia</video:title>
   <video:description>Due grandi film di Renato Pozzetto commentati da Josca Versari e Neri Parenti</video:description>
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   <video:title>IL GOVERNO E LA LEGGE BIAGI</video:title>
   <video:description>Eletto deputato dell'Ulivo nel Piemonte alle ultime politiche, per quasi trent'anni Cesare Damiano ha fatto il sindacalista nella Cgil: è entrato infatti agli inizi degli anni '70 nella Fiom-Cgil di Torino. E' stato eletto segretario generale aggiunto della Fiom Cgil nel 1991, è stato inoltre segretario generale della Cgil del Veneto e, nel 2001, è entrato nella segreteria nazionale Ds. Ha curato la costituzione del primo Fondo pensione complementare dei lavoratori metalmeccanici, Cometa, diventando, per la prima fase, presidente del consiglio di amministrazione. Ieri, 5 dicembre, presentando le iniziative in vista dell'Anno europeo per le pari opportunità , il ministro Damiano ha affermato che &quot;il pacchetto lavoro all'esame della Finanziaria sarà robusto e segna la discontinuità con il passatoSoprattutto per la disparità delle lavoratrici ci sono cose importanti&quot;. In questa occasione il ministro ha citato i dati del lavoro femminile da cui si desume che &quot;il precariato è donna&quot;. Lunedì 4/11 in una intervista concessa a Repubblica dopo la manifestazione del centrodestra, Damiano afferma che sarebbe sbagliato sottovalutare quella piazza &quot;Berlusconi ha saputo interpretare il senso di diffidenza che c'è nei confronti di questa Finanziaria&quot;. Presenti anche Piero Sansonetti, direttore di &quot;Liberazione&quot;, Nicola Porro, de &quot;Il Giornale&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>DAL PCI ALL'ULIVO. E ADESSO, COMPAGNI ?</video:title>
   <video:description>Il tema de 'L'Infedele' di Gad Lerner è stato il Partito Democratico. Ospiti alcuni protagonisti del dibattito in corso nella Quercia: Fabio Mussi, Antonio Bassolino, Michele Salvati, Flaminia Sacca', Ivana Bartoletti, Gabriella Ercolini, Stefano Fascina, Fabrizio Rondolino e il vicedirettore del 'Corriere della sera', Pierluigi Battista. ''Sul Partito Democratico non voglio sentire parlare di scissione: io voglio vincere il congresso'': lo ha detto - riferiscono le agenzie - il ministro dell' Universita' ed esponente dei Ds Fabio Mussi nella trasmissione. ''Per ora penso al congresso: se lo perderemo vedremo - ha aggiunto Mussi- le cose si vedono per strada''. ''Io ho una posizione, Fassino un'altra, Angius ancora un'altra - ha concluso - vedremo''.</video:description>
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   <video:title>L'INCREDIBILE STORIA DEI BROGLI</video:title>
   <video:description>Nel novembre 2006 esce il film-documentario di Enrico Deaglio &quot; Uccidete la democrazia!&quot;, che addita Pisanu, al tempo Ministro dell'Interno del Governo Berlusconi come responsabile, insieme ai leader di Forza Italia di presunti brogli elettorali riguardanti le elezioni politiche del 2006, prendendo come base per tali ipotesi il drastico calo delle schede bianche e la loro uniforme ripartizione nelle province italiane. Sulla decisione della Giunta del Senato di ricontare le schede bianche e nulle in sette regioni Pisanu afferma : &quot;E' una decisione quanto meno opportuna, perché rivedendo, seppure con un campionamento, le schede si avrà modo di fugare qualsiasi dubbio ... detto questo, da ex ministro dell'interno devo dire che questo tipo di operazioni non può riguardare le competenze del Ministro degli Interni perchè il procedimento elettorale non è sottoposto a intervento del governo e del ministero&quot;. Sul Corriere di giovedì 7 dicembre, Cazzullo firma un articolo in prima pagina intitolato &quot;E a sinistra torna la paura dell'autogol&quot;, mentre Polito afferma: &quot;Sono sempre più convinto che si confrontino due bufale, quella di Deaglio e quella di Berlusconi ... Se davvero fosse un autogol non sarebbe il primo&quot;. A proposito del documentario di Deaglio, Calderisi invece ha scritto una lettera al Corriere della sera del 21 novembre scorso firmata insieme con Marco Taradash in cui afferma: &quot;La tesi sostenuta nel film è del tutto priva di fondamento e si basa sulla più assoluta ignoranza della legge e del nostro sistema istituzionale&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Barbara Palombelli. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON GIANFRANCO FINI</video:title>
   <video:description>I Brogli. Il lavoro del Senato non e' la conseguenza di &quot;un fulmine a ciel sereno&quot;, &quot;gia' dopo le elezioni avevamo chiesto&quot; che si procedesse al conteggio dei voti. Gianfranco Fini, a 'Otto e mezzo', commenta così il via libera di palazzo Madama sulla verifica, a campione, delle schede. Poi, sui fischi a Romano Prodi a Bologna, dice che &quot;non erano affatto organizzati, solo un'espressione di dissenso&quot;, La debolezza del governo e' tale che puo' cadere domattina. Tuttavia, a volta la debolezza e' un'assicurazione di durata&quot;. Coppie di Fatto. &quot;Ho dubbi che il centrosinistra trovera' un accordo. Detto questo, se l'eventuale ddl trarra' spunto da quanto affermato dal professor Ceccanti, discuteremo in modo sereno: mai confondere le famiglie con le unioni, ma tutelare i diritti delle persone&quot;. Alitalia. &quot;All'epoca non c'erano condizioni per la privatizzazione. L'essenziale - spiega il leader di An - e' che la compagnia di bandiera continui a lavorare, altrimenti il rischio e' che si portino i libri in tribunale&quot;. Il Libano. &quot;La situazione in Libano è estremamente pericolosa. I nostri soldati sono in Libano per congelare una tregua. Tra la tregua e la pace c'e' una bella differenza&quot;.</video:description>
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   <video:title>BATTAGLIA SULLE COPPIE DI FATTO</video:title>
   <video:description>Paola Binetti, fra gli esponenti cosiddetti &quot;teodem&quot; della Margherita ed animatrice del Comitato Scienza &amp; Vita per la legge 40, è una sostenitrice accanita della battaglia contro i Pacs e in questi giorni ha espresso il suo dissenso anche sulla bozza del ministro Pollastrini sulle unioni civili. Il giurista Stefano Ceccanti, capo dell'ufficio legislativo del Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità ed estensore della bozza del disegno di legge sulle unioni civili, su incarico del ministro Barbara Pollastrini, in una lunga intervista alla Stampa di lunedì 11 dicembre ha tenuto a precisare che: &quot;Il testo che abbiamo preparato e che costituisce lo schema di discussione del Governo - non prefigura un simil-matrimonio come i Pacs. Il testo che abbiamo preparato pragmaticamente tutela le persone legate nelle unioni di fatto&quot;. Presenti anche la giornalista Anna Benini, che si occupa principalmente dei temi sociali e di bioetica, ed Alessandro Zan, Presidente dell'Arcigay del Veneto e componente della Segreteria Nazionale, che ha fatto scalpore con l'approvazione da parte del Consiglio Comunale di Padova, lo scorso 4 dicembre, di una sua mozione che prevede l'istituzione di un'anagrafe familiare aperta ai gay. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Beppe Fiorello. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Livia Turco</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Livia Turco. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>SUL MORIRE DI UN UOMO</video:title>
   <video:description>Il medico curante di Pergiorgio Welby, Federico Sciarpa su richiesta del ministro della Salute Livia Turco, e' stato ascoltato al Comitato di presidenza del Consiglio superiore di sanita', per stabilire se i trattamenti a cui e' sottoposto Welby rientrano nell'accanimento terapeutico. Il parere sara' formulato il 20 dicembre. Intanto, il 7 dicembre scorso la Turco, ospite ad Otto e Mezzo, aveva annunciato il desiderio di andare a far visita a Welby. &quot;Un gesto, aveva detto la Turco- per esprimere la mia gratitudine perché ci sta dando un messaggio di grande vita. Dimostra che la persona umana è una miniera di opportunità . Non me la sento però di affermare in una legge che si può staccare la spina, perché non credo che questo attenga all'esercizio della libertà personale delle persone. La decisione spetta al parlamento&quot;. Sul Messaggero del 15 ottobre Livia Turco dichiarava: &quot;Sono contraria all'eutanasia per il rispetto della sacralità della vita ma anche perchè come ministro sono convinto che l'eutanasia sia una scelta estrema che arriva quando la persona è lasciata sola .. Le cure palliative e le terapie antidolore sono gli strumenti giusti da scegliereper la dignità della fine della vita&quot;. Presenti anche Marco Cappato, Presidente Associazione &quot;Luca Coscioni&quot;, che sul caso Welby ha detto: &quot;Sarei pronto ad andare io a staccare la spina. Non ho paura di questo tipo di disobbedienza.&quot;, e Francesco D'Agostino, Presidente Unione giuristi cattolici, il quale considera che il caso Welby non possa essere inquadrato come un caso di eutanasia ma di cure palliative.</video:description>
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   <video:title>INCONTRO CON CLEMENTE MASTELLA</video:title>
   <video:description>E' di questi giorni la notizia della nascita della Federazione democristiana che unisce l'Udeur con la Rifondazione democristiana di Publio Fiori e con le due DC, quella di di Angelo Sandri e Giuseppe Pizza, con l'obiettivo di una lista comune, con l'antico simbolo dello scudo crociato, alle europee del 2009. &quot;Non voglio creare difficoltà al governo - dichiara Mastella a Libero di giovedì 14 - Io sono rimasto democristiano, e la DC sceglieva di volta in volta gli alleati..&quot;. INDULTO - Mercoledì 13 il ministro Mastella parla dell'indulto nel corso del &quot;question time&quot; sulle interrogazioni della Lega e in riferimento ai fatti di Erba. &quot;Basta parlare dell'indulto come di una mostruosità - dice - L'indulto non è stato voluto dal Governo, ma dal Parlamento, che lo ha approvato con i due terzi dei voti, espressi sia dai partiti della maggioranza che dell'opposizione. ...E comunque si è fatta di questa legge un mostro caricandola di responsabilità che non ha.&quot; Il Guardasigilli afferma inoltre che &quot;I telegiornali hanno massacrato l'opinione pubblica sull'idea che tutto deriva dall'indulto. Ma centomila persone entrano ed escono dalle carceri ogni anno a prescindere dall'indulto.&quot;. CENTRO - &quot;Sono al centro del centro&quot; è il titolo della lunga intervista di Stefania Rossini al ministro Mastella sull'Espresso uscito oggi, 15 dicembre. &quot;La verità è che io sono sempre allo stesso posto: al centro&quot; afferma il Guardasigilli . E, a proposito di Casini: &quot;Sarà necessario superare la reciproca diffidenza. Le grandi amicizie che si troncano sono difficili da ricomporre. Però, se riusciamo a parlarci con serenità , potremmo tornare ad essere il riferimento di una notevole fetta di elettorato. A Casini che aveva affermato che, affinché Udc e Udeur possano fare un percorso assieme, occorre che Mastella si dimetta da ministro, lo stesso Mastella risponde che &quot;..se quelli dell'Udc pensano che possa dimettermi dal governo vuol dire che non hanno capito l'idea politica&quot;. (Il Giornale 5/12).</video:description>
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   <video:title>Intervista barbarica: Antonio Marano</video:title>
   <video:description>Intervista barbarica: Antonio Marano. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Fiorella Mannoia. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Rappresaglia</video:title>
   <video:description>Ennesimo capolavoro di Mastroianni visto da Tatti Sanguineti</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Racconti d'estate</video:title>
   <video:description>Tatti Sanguineti introduce il primo di una serie di film dedicati a Marcello Mastroianni</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Doppio Delitto</video:title>
   <video:description>Tatti Sanguineti su un altro film di Marcello Mastroianni</video:description>
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   <video:title>IL DIO DENARO</video:title>
   <video:description>Cristiani, ebrei e sterco del diavolo, di Francesco Esposito. à l'idolo per eccellenza, &quot;l'idolo di metallo fuso&quot; dell'Esodo: Mammona. Una parola oscura, dall'etimo incerto, che nella Bibbia viene usata come sinonimo di &quot;denaro&quot; o &quot;ricchezza&quot;. Ma, già nell'antica Babilonia, l'oro, &quot;mammon&quot;, era &quot;l'escremento dell'inferno&quot;. E nel mondo cristiano il denaro sarà per secoli &quot;l'anti-dio&quot;, &quot;stercum diaboli&quot;, lo sterco del diavolo. &quot;Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure preferirà il primo e disprezzerà il secondo. Non potete servire Dio e Mammona&quot;. à un brano dell'ultima parte del &quot;Discorso della Montagna&quot; descritto nel Vangelo di Matteo che contiene alcune delle parole più affascinanti e straordinarie pronunciate da Cristo, ma anche quelle più paradossali, che possono sembrare impraticabili, utopistiche, perfino a chi ha la fede. &quot;Beati, felici i poveri, i miti, i puri di cuore&quot;, &quot;non accumulate tesori sulla terra&quot;, per arrivare solo poche pagine dopo al rovesciamento assoluto della &quot;Parabola della Vigna&quot;: &quot;Gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi&quot;. Non a caso i commentatori, gli esegeti del Vangelo, da sempre cercano qualche accomodamento davanti a queste espressioni di Cristo, sembrano quasi volersi difendere da una visione rigida dove manca qualsiasi valutazione positiva verso le istituzioni umane, il mercato, l'economia. Così si spiega l'imbarazzo con cui la cultura cattolica guarda al denaro, qualcosa da maneggiare con prudenza, sempre in bilico, sempre pronto a trasformarsi in una fonte di attività immorali. Banchieri e mercanti per secoli restano segnati da un'ambiguità : possono barattare la Salvezza con il benessere quotidiano, la Ricchezza Celeste con ricchezze più tangibili. E la Chiesa imprime il suo marchio di condanna alle rendite finanziarie, bollate come &quot;usura&quot;. Già Sant'Agostino ammoniva: &quot;bisogna impedire al denaro di fornicare&quot;, cioè di produrre interesse. Mentre per Sant'Ambrogio &quot;il primo usuraio è Satana&quot;, dal quale Eva &quot;ha preso in presti…</video:description>
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   <video:title>LA SPINA STACCATA DI WELBY</video:title>
   <video:description>Tra gli ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara, c'era il Ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, e Marco Cappato, presidente dell'Associazione &quot;Luca Coscioni&quot;, che sul caso Welby aveva detto: &quot;Sarei pronto ad andare io a staccare la spina. Non ho paura di questo tipo di disobbedienza&quot;. Presenti anche Francesco D'Agostino, presidente dell'Unione Giuristi Cattolici, che sul caso Welby dice che non possa essere inquadrato come un caso di eutanasia ma di cure palliative, e il filosofo Umberto Galimberti, che su Repubblica del 25 settembre 2006: &quot;Semplicemente vorrei che la morte perdesse quel suo tratto di estraneità che inevitabilmente possiede quando è affidata alle sorti biologiche dellÂ´organismo, e diventasse qualcosa di familiare con la vita, qualcosa che non chiude come un evento estraneo amori e amicizie, ma si fa accompagnare dagli amori e dalle amicizie per cui e con cui siamo vissuti. Questa è la morte &quot;umana&quot; che va assolutamente distinta dalla morte &quot;biologica&quot; che al limite non ci riguarda&quot;. &gt;&gt; GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE</video:description>
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   <video:title>Tatti Sanguineti: Allosanfan</video:title>
   <video:description>Altro film dedicato al genio di Marcello Mastroianni</video:description>
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   <video:title>LA CATTIVERIA DELLE DONNE</video:title>
   <video:description>Protagonista della puntata lo scrittore Marco Franoso che ha curato il libro appena uscito in libreria &quot;I nuovi sentimenti&quot; (Marsilio), insieme a Romolo Bulgaro. Un libro che raccoglie racconti di quindici scrittori, tutti uomini e del Nordest, attraverso altrettanti racconti, interrogandosi sul nuovo territorio sentimentale nel quale abita l'uomo del terzo millennio, scandagliando soprattutto il rapporto che esso ha con le donne, siano colleghe, amiche, compagne, moglie, madri o figlie. Gli autori de &quot;I Nuovi Sentimenti&quot; si definiscono tutti &quot;realvisceralisti&quot; (un nome rubato allo scrittore cileno Roberto Bolaà±o), cioè tutti trentenni-quarantenni che, da tre anni, hanno cominciato a ritrovarsi tutti i lunedì, alle 9 di sera, per discutere di amore, d'amicizia, di tradimento, tirando l'alba. Obiettivo delle chiacchierate: rifare la mappa dei sentimenti. Spiega Franzoso: &quot;Questo libro significa fermarsi un attimo, riflettere su come muta la geografia interiore, una specie di evoluzione darwiniana dei sentimenti. Sembrano temi obsoleti, e invece riguardano la vita più della politica, delle tecnologie e dello spettacolo. Insieme a Franoso, in studio c'è la scrittrice Lidia Ravera, autrice con Rizzoli di &quot;Eterna Ragazza&quot;.&quot;Noir, commedia di costume, giallo psicologico - è scritto sul risvolto di copertina - è una tormentata storia d'amore ma anche una storia di 'amori': fra madre e figlio, fra padre e figlia, fra due giovani, fra due che sono nonni dello stesso bambino, fra due amiche&quot;. Presente anche Camillo Langone, giornalista e scrittore, che quest'anno con Marsilio ha pubblicato &quot;Il collezionista di città . Viaggi italiani&quot;, storia di &quot;un maniaco letteratissimo e raffinatissimo che si muove ossessivamente da una città all'altra per catturare l'anima dei luoghi, trafiggerla con lo spillo e metterla in un album per mostrarla all'amico lettore&quot;. Sul Foglio di sabato 25 novembre ha recensito, invece, &quot;I nuovi Sentimenti&quot;, di cui scrive: &quot;Raccoglie quindici scrittori e nemmeno una scrittrice (...). Le donne parlano …</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Dolce e Gabbana. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Clementina Forleo. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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   <video:description>Intervista barbarica: Lorena Bianchetti. Clip di Le invasioni barbariche</video:description>
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