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Tagadà

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Brexit, Boris Johnson sfida il parlamento. E riduce Mr Order senza voce

8/10/2019

Dio salvi la regina, perché a salvare il parlamento, per ora, ci pensa il parlamento stesso. Guardate cosa sta succedendo nel regno Unito, un indizio: questo è John Bercow, speaker of the House, famoso per i suoi richiami all’ordine. Ora è ridotto senza voce; il parlamento inglese in queste settimane è come un pugile suonato, perché Boris Johnson continua a sfidarlo. Prima Downing Street ha sospeso l’aula fino a metà ottobre, scatenando le furie pure della Corte suprema.   I giudici hanno bacchettato il primo ministro; chiudere l’aula per cinque settimane in piena crisi Brexit - hanno detto - mette a rischio la democrazia. E allora il Parlamento ha riaperto. Intanto Johnson ha perso la maggioranza in aula, il suo piano - uscire a ogni costo dall’Ue entro fine ottobre - non ha trovato appoggio. BoJo è finito al tappeto. Ma poi ecco un nuovo braccio di ferro, con il primo ministro che di nuovo vorrebbe sospendere l’aula, stavolta per poco tempo, da oggi fino a lunedì prossimo. E poi la valanga di attacchi all’aula, bullismo verbale, hate speech diremmo oggi. Ma attenzione: chi sfida lo storico parlamento inglese finisce come Icaro, con le ali bruciate. L’ultima reazione di Westminster è proporre il proprio speaker a capo di un governo di unità nazionale. Magari BoJo avrà ridotto il parlamento senza voce, ma a tappeto ancora no. 

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