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Tagadà
22/10/2025
L'Europa sta valutando come usare gli asset russi congelati. Questi beni servirebbero a sostenere la difesa dell'Ucraina. Si tratta di circa 200 miliardi di euro bloccati nei circuiti finanziari UE. I diritti su questi titoli sono sospesi nel deposito di Bruxelles.
La Russia ne resta proprietaria, ma non può usarli. Un'ipotesi sul tavolo è un prestito di riparazione da 140 miliardi. Questo prestito sarebbe garantito dai beni russi. Gli interessi maturati hanno già coperto la quota UE del prestito G7 da 45 miliardi.
Il nodo cruciale è legale. Riguarda l'immunità dei beni statali. Si teme il rischio di creare un precedente. Questo potrebbe spingere investitori e paesi terzi a spostare capitali. Potrebbero anche chiedere premi di rischio più alti per i titoli in euro.
Nelle prossime ore il Consiglio Europeo potrebbe definire l'indirizzo politico. La Commissione è pronta a presentare una proposta attuativa. Servirà il via libera dei leader.
L'Italia è favorevole solo se si rispetta il diritto internazionale. Chiede anche un dialogo tra Stati Uniti e Russia per la fine del conflitto. Il Belgio, dove si trova il deposito, chiede una condivisione dei rischi. Ungheria e Slovacchia si dicono contrarie.
Secondo i sostenitori, ogni euro negato a Mosca è un euro in meno per la guerra.
Il servizio è di Pietro Barabino.
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