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Tagadà
27/4/2026
Aldo Cazzullo è intervenuto a Tagadà, il programma di approfondimento condotto da Tiziana Panella su LA7, per commentare le manifestazioni del 25 aprile e gli episodi di violenza e intolleranza che le hanno accompagnate.
Il giornalista ha aperto il suo intervento con un giudizio complessivamente positivo sulle piazze, pur non nascondendo le criticità: "Le manifestazioni per il 25 aprile più sono ampie, meno sono divisive e meglio riescono per questo a sostenere cause anche giuste, però, che portano inevitabilmente a dei dissidi."
Cazzullo ha poi riconosciuto la presenza di una frangia minoritaria ma preoccupante all'interno del fronte antifascista: "È cresciuta una frangia che io sono convinto sia minoritaria, però aggressiva, anche violenta, intimidatoria." Ha sottolineato come episodi del genere rischino di svilire il valore dell'antifascismo: "Proprio perché l'antifascismo per me è sacro, mi sembra che ogni tanto qualcuno, ripeto una piccola minoranza, ne faccia un uso improprio."
Particolarmente colpito dall'episodio di un anziano fermato da un uomo con una pettorina durante la manifestazione di Bologna, Cazzullo ha commentato: "Questo energumeno con la pettorina dice all'ottantenne 'Non mi metta le mani addosso' che il leone che dice." Ha aggiunto: "Tu sei sopra, io sono sotto", esprimendo sconcerto per la dinamica dell'accaduto.
Sul tema delle bandiere ucraine e dei contestatori che le portavano, Cazzullo ha dichiarato: "Io in questo momento vedo un collegamento tra queste tre bandiere e la difesa della libertà dall'aggressione russa."
In risposta alla conduttrice Panella, che ha ricordato l'aggressione di due iscritti all'ANPI con una pistola a pallettoni e il silenzio di Giorgia Meloni su questo fatto, Cazzullo ha risposto in modo diretto: "Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema."
Il giornalista ha infine elencato gli episodi più gravi della giornata — l'uomo a volto scoperto che ha sparato contro due pensionati con il fazzoletto tricolore, gli insulti a Emanuele Fiano costretto ad allontanarsi dal corteo sotto scorta — e ha concluso puntando il dito sui saluti fascisti visti a Dongo: "Io aggiungerei anche i saluti fascisti visti a Dongo, che in Germania non sarebbero possibili perché c'è una legge che lo vieta." Ha ricordato che anche in Italia esiste una legge in materia, ma che viene aggirata con interpretazioni estensive: "25 aprile, saluti romani mi fanno un po' impressione."
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