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Tagadà
7/11/2016
“Io sono d'accordo con le barricate. Prima ci siamo noi”, “Abbiamo già gli extracomunitari: qui per esempio abitano due negri”. A Montefiore Conca, in Provincia di Rimini, i profughi non li vogliono: 2.272 anime ed un centinaio di nuclei familiari stranieri, quasi tutti marocchini. Nel riminese i profughi hanno sforato quota 800, ma solo 6 comuni su 27 hanno dato la disponibilità a ospitarli. Il sindaco, Vallì Cipriani, tesserata Lega Nord, nei giorni scorsi non ha nascosto il suo appoggio ai cittadini di Gorino, quelli delle barricate: “Qui non verranno mai migranti. E se tutti i sindaci facessero come me, l’Italia sarebbe un Paese migliore”. Dalla sua parte ci sono i suoi concittadini, non solo italiani. Come Nadia, che vive in una casa popolare. Suo marito, è in Italia da 20 anni, lei è arrivata nel 2007. Nessuno di loro lavora. Hanno due figlie, una è disabile: “Sto bene qui perché il comune mi ha aiutato con la casa. Anche le persone mi hanno accolta bene. Sono molto aperti, siamo integrati al 100%”. Cosa pensa quando sente la frase: 'Bisogna aiutare prima gli italiani’? “Mi fa male. Non siamo italiani però siamo qui da molto tempo e abbiamo lavorato, pagato l'affitto come pagano gli italiani e quindi è giusto che ci sia qualcosa anche per noi no?”. Najwa, in Italia da 10 anni, è sola con una bambina di sette anni, è stata sfrattata. Da nove mesi non riesce più a pagare l'affitto.Non so come fare. Come farla mangiare, l'affitto di casa, la luce l'acqua anche il gas adesso mi hanno tagliato perché non pago.'
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