La7 Play Logo
Home
Dirette
Guida Tv e Rivedi
Programmi
Film
Documentari
Podcast
La7 Play Logo

Note legali

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie

LA7

  • Chi siamo
  • Help
  • Pubblicità
  • Frequenze LA7
  • Scrivici
  • Corporate Governance

2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.

  • Home
  • Dirette
  • Guida Tv e Rivedi
  • Programmi
  • Film
  • Documentari
  • Podcast

LA7

Note legali

Network

  • LA7
  • LA7d
  • TG LA7

copyright © 2025 la7 s.p.a

p.iva 12391010159

licenza siae 3344/i/3215

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie
Tagadà

Tagadà

Il Ramadan e la piazza negata

4/4/2024

Il Comune di Turbigo (Milano) deve concedere uno spazio per la festa del Ramadan agli islamici, che vivono sul territorio, altrimenti i legali di questi ultimi chiederanno i danni. Nel ricorso presentato al Tar contro l’amministrazione locale, gli avvocati dell’associazione culturale musulmana “Essa” scrivono che «qualora non dovesse essere riconosciuto uno spazio per festeggiare la fine del digiuno saremo costretti a dover agire in ogni sede competente per il completo ristoro dei danni». Questi i fatti. I rappresentanti di fede islamica avevano chiesta all’ente un luogo dove poter festeggiare l’Eid al-Fitr, ossia la fine del digiuno. Richieste inviate il 26 febbraio e il 22 e 25 marzo senza ricevere alcuna risposta. Quest’ultimi erano dei solleciti. Ma dalla giunta non c’è stato alcun segnale. Così gli avvocati Luca Bauccio e Aldo Russo, per conto di Essa, hanno scritto al Tar. Nel decreto, il presidente della V sezione del Tribunale, Daniele Dongiovanni, scrive che «alla richiesta avanzata dall’associazione nell’ambito del ricorso in materia di silenzio possa darsi adeguata tutela, onerando il Comune di concludere celermente l’istruttoria relativa all’istanza e fornire una risposta scritta entro il termine delle ore 14 del 5 aprile 2024». Ovvero dopodomani. Lo stesso statuto comunale, viene ricordato dal giudice, prevede che a ogni istanza il Comune dovrebbe provvedere «entro 30 giorni dalla data di protocollo, termine ormai scaduto».

Dalla stessa puntata