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Tagadà
12/11/2025
Il servizio di Elena Testi sul fronte orientale ucraino: l’esercito russo avanza su Pokrovsk, città avvolta dalla nebbia e divenuta simbolo della resistenza, ultima roccaforte lungo l’autostrada verso la parte di Donetsk ancora sotto controllo di Kyiv. Mentre Zelensky fa visita ai feriti a Kherson per l’anniversario della liberazione, sui suoi canali social indica come priorità operativa gli assi di Pokrovsk e Zaporizhzhia, dove Mosca intensifica gli assalti e le condizioni meteo favoriscono gli attacchi; Kiev ammette il ritiro da cinque avamposti nella regione.
In parallelo, la dimensione diplomatica e strategica: il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov apre all’ipotesi di un incontro ad alto livello, con Budapest come sede preferita, e rilancia sul controllo degli armamenti strategici. Le sue parole arrivano dopo l’annuncio del Cremlino su un test di missile a propulsione nucleare capace di coprire 14.000 km e ritenuto “inarrestabile” dalle difese aeree, un’escalation che riaccende il dibattito statunitense sulla ripresa dei test nucleari.
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