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Tagadà
24/2/2026
Il servizio di Maria Michela D'Alessandro racconta il caso di un giovane ufficiale russo, presentato il 1º dicembre 2022 in un popolare talk show del primo canale della tv di Stato russa come “eroe di guerra” ferito al fronte in Ucraina. In studio, l’uomo — allora ventiseienne di Krasnojarsk — dichiara invece di non sostenere la guerra, di rispettare gli ucraini e di essersi sparato a una gamba per evitare di tornare al fronte. Nonostante la ferita, riferisce che ciò non è stato sufficiente per essere allontanato dalle operazioni militari.
Il servizio ricostruisce la sua fuga in Kazakistan, dove ha chiesto asilo politico: la domanda è stata respinta e ora rischia l’espulsione verso la Russia e fino a 15 anni di carcere per diserzione. Un analista intervistato sottolinea che, tra i pericoli per un disertore russo, il carcere è “la cosa più lieve”.
Nel contributo vengono citate stime e inchieste indipendenti: dall’inizio dell’invasione sarebbero stati registrati circa 49.000 casi di diserzione; un’altra fonte sostiene che i disertori e gli abbandoni non autorizzati delle unità supererebbero le 100.000 persone. Il servizio si chiude con la dichiarazione del protagonista secondo cui la guerra potrebbe finire “in qualsiasi momento” e che la Russia sarebbe in grado di presentare qualunque esito come una vittoria, sostenendo però che “alla Russia serve la guerra, non la vittoria”.
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