Sei medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna sono indagati per aver certificato la non idoneità al trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di persone straniere, su cui pendeva un decreto di espulsione. Migranti che i dottori non hanno ritenuto in grado – per motivi legati a patologie infettive o psichiatriche – di sostenere il trattenimento nei centri, né il viaggio di ritorno nei propri Paesi d’origine.
L’ipotesi di reato è falso ideologico continuato in concorso.
I medici nel periodo compreso tra maggio 2024 e gennaio 2026 avrebbero consapevolmente firmato certificati incompleti o addirittura arbitrari per attestare la non idoneità al rimpatrio e ostacolarlo. (Normalmente non è possibile il rimpatrio dei migranti senza un documento formale che ne certifichi lo stato di salute, la malattia o l’idoneità fisica). Il servizio di Mariafrancesca Stabile