2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Tagadà
29/9/2016
A piazza della Repubblica, stazione Termini, la situazione dei ragazzi stranieri non accompagnati è identica a qualche mese fa. Il giro di prostituzione che avevamo raccontato infatti continua. Sono quasi tutti minori, fuggiti dalle case famiglie che li ospitavano e il loro letto è un gradino di questa piazza buia e degradata. Per vivere si arrangiano: c'è chi vende motorini rubati ai meccanici che poi vengono rivenduti, c'è chi se la cava con qualche furto e prova a dimenticare di essere stato un giovanissimo scafista a 16 anni. “Ho portato 300 persone in Italia”, ci racconta. Soprattutto si ruba e si spaccia: “50 euro due canne ai turisti, che non conoscono i prezzi”. Ma si fuma anche tanto, per "dimenticare". “Vanno (con uomini) per farsi dare anche 30 euro”. Tutto comincia verso le 10 di sera, “vieni col buio”, dicono alla nostra inviata. Agli angoli della piazza tre uomini controllano il via vai di macchine che passano, rallentano, si fermano. Come ci raccontano, spesso sono altri connazionali a gestire il giro di prostituzione e le preferenze dei "clienti": i maggiorenni vanno con i gay, i minorenni coi trans. “Una moda che sta uscendo”, dicono. La polizia passa, ma non si ferma neppure una volta. Il giro di macchine prosegue indisturbato. E 50 euro qui valgono una vita. Quelli più piccoli, che non ce la fanno "ad arrangiarsi" accettano qualsiasi cifra e qualsiasi cosa per comprare un panino, un paio di scarpe, una maglietta. Affrontano l’orrore e pure il rischio di essere isolati dal gruppo: “Da noi è peccato, ci stanno egiziani che lo fanno ma non rimangono con me qua!”
Dalla stessa puntata