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Tagadà
23/5/2017
Santino di Matteo, all’epoca membro della cosca dei Corleonesi e poi diventato un pentito di mafia e un collaboratore di giustizia. Per punirlo di questo tradimento, un altro protagonista di quella terribile strage, Giovanni Brusca, con il beneplacito di Matteo Messina Denaro e Leoluca Bagarella ordinò nel 1994 di rapire il figlio di Santino di Matteo, Giuseppe, che allora aveva soltanto 12 anni. Fu uno dei delitti di mafia più atroci: Giuseppe venne tenuto in ostaggio 779 giorni, durante i quali cambiò spesso covo e giocò interminabili partite alla play station proprio con Giovanni Brusca. E fu Brusca che l’11 gennaio 1996, visto che Santino di Matteo non cedeva, decise di far uccidere il ragazzo e poi di farlo sciogliere nell’acido. Sembra che l’ordine fu “liberatevi del cagnolino”.
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