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Una giornata particolare
19/11/2025
Il rapporto tra Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti è fatto di contrasti curiosi e legami inattesi. D’Annunzio disprezzava i futuristi e insultava Marinetti, chiamandolo “cretino fosforescente”, mentre Marinetti definiva D’Annunzio il “Monte Carlo di tutte le letterature”, simbolo di lusso e fatuità.
La guerra cambiò il loro rapporto: al fronte, i due si incontrarono e divennero amici. Un dettaglio curioso li univa profondamente: l’11 febbraio. Per Marinetti era la data del Manifesto dei Futuristi, mentre per D’Annunzio ricordava la notte d’amore più indimenticabile della sua vita con Giuseppina Mancini, detta Giusi, donna che amava per la sua religiosità e i sensi di colpa che la rendevano irresistibile.
Ironia della storia, anche Mussolini, che detestava sia Marinetti sia D’Annunzio, concordò con la Chiesa proprio quell’11 febbraio come data ufficiale. Per entrambi, fu vissuto come un affronto personale, trasformando un’intesa privata in un episodio di sgarbo pubblico. Un intreccio di passioni, rivalità e coincidenze che mostra un lato inedito del Vate, del padre del Futurismo e del Duce.
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