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Una giornata particolare
14/1/2026
Aldo Cazzullo ha incontrato Mauro Corona, sopravvissuto al disastro del Vajont. All’epoca della tragedia, il 9 ottobre 1963, Corona era un bambino di appena dodici anni, ma ricorda nitidamente la notte e la mattina successiva alla frana.
Racconta il rumore assordante della montagna che crolla: “È un rumore assorbente, metteteci 400 milioni di metri cubi e si può intuire”. Il Vajont travolse Prada, Pineda, Liron, Marzana, Saveda, Certè e San Martino, cancellando case, alberi e interi paesaggi. Mauro descrive la mattina successiva come un panorama lunare, tra alberi abbattuti, strade distrutte e un silenzio irreale interrotto solo dagli elicotteri che portarono i sopravvissuti in salvo.
Corona riflette anche sulla nascita di una nuova identità tra le persone colpite: la distinzione tra sopravvissuti e semplici testimoni del disastro, la perdita, i rancori e le piccole vendette che segnarono i giorni successivi. Una testimonianza diretta che mostra la tragedia umana dietro ai numeri e alle cronache giornalistiche.
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