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Una giornata particolare
19/11/2025
Il volto velato di Eleonora Duse racconta una storia di passione, arte e malinconia. L’attrice, conosciuta come “la Divina”, fu amante e musa di Gabriele D’Annunzio, capace di ispirare il poeta con la sua presenza magnetica e il suo approccio autentico al teatro. Nata a Chioggia in una famiglia di attori girovaghi, Eleonora salì sui principali palcoscenici europei senza mai rinunciare alla sincerità e all’immediatezza del suo modo di recitare, insolito in un’epoca di rigidità teatrale.
Fu nel 1894, a Venezia, che l’amore tra D’Annunzio e la Duse prese corpo: lui aveva 31 anni, lei 36. Il volto della Duse era spesso velato perché il poeta sosteneva di non poter lavorare se lei lo guardava. La loro storia durò fino al 1904, interrotta da gelosie, tradimenti e questioni economiche, ma il ricordo rimase sempre vivo per D’Annunzio. Quando si incontrarono anni dopo, il poeta le chiese: “Quanto mi avete amato?” e lei rispose: “E quanto vi ho dimenticato?”.
Nonostante tutto, la Duse dichiarò di perdonarlo: “Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto perché ho amato”. Alla sua scomparsa, nel 1924, D’Annunzio commentò amaramente: “È morta quella che non meritaria”. Una storia che intreccia arte, passione e rimpianto, lasciando un segno indelebile nella vita del Vate.
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