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Una giornata particolare
7/1/2026
Il primo a citare l’Italia in un documento ufficiale fu Giulio Cesare, più di 1300 anni prima di Dante. Durante la conquista della Gallia, Cesare scrisse al Senato che dall’Italia fino alla Spagna non c’era nulla da temere, segnando la prima volta che il nome del nostro paese compariva in un contesto politico rilevante. Il gesto suscitò l’ostilità dei senatori, che vedevano in lui il capo dei populares, contrapposto agli optimates aristocratici.
Cesare nacque in un quartiere popolare di Roma, la Suburra, ma vantava origini nobili e discendenza leggendaria: si dichiarava discendente di Julo, figlio di Enea, e quindi della dea Venere. La sua carriera fu segnata da audacia e sfrontatezza, come quando, catturato dai pirati, pagò il riscatto che chiedevano e poi li fece impiccare.
A 32 anni ottenne il primo incarico ufficiale come procuratore in Spagna, dove visitò Cadice e pianse davanti alla statua di Alessandro Magno, riflettendo su quanto poco avesse ancora realizzato rispetto al grande conquistatore. Questa ambizione lo spinse a diventare uno dei personaggi più determinati e temuti della Repubblica romana, destinato a cambiare per sempre la storia di Roma, fermato solo dall’assassinio nel 44 a.C.
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