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Una giornata particolare
19/11/2025
All’alba del 9 agosto 1918, Gabriele d’Annunzio parte da San Pelagio con una formazione di aerei Ansaldo S.V.A. della 87ª Squadriglia “La Serenissima”. Nonostante la pericolosa traversata – senza strumenti di navigazione, con poco carburante e altissimo rischio – il poeta voleva lanciare un messaggio simbolico che ribaltasse l’ultimo assedio morale della guerra.
Dopo circa quattro ore di volo, sette degli aeroplani superstiti raggiungono Vienna e si abbassano a un'altitudine di circa 800 metri. Quindi lasciano cadere migliaia di volantini tricolori: alcuni con testo scritto da D’Annunzio stesso, altri tradotti anche in tedesco.
Tra l’equipaggio, il capitano Natale Palli pilota l’aereo modificato per portare D’Annunzio davanti, su una “sedia sul motore”. Sul velivolo, il poeta indossa un anello contenente del veleno, pronto a usarlo se fosse catturato.
Il raid non è un attacco militare, ma una manovra psicologica potente. Il messaggio è chiaro: “Potremmo lanciare bombe, ma vi mandiamo un saluto tricolore”. La missione, rientrata illesa dopo circa 1.000 km, diventa un simbolo della determinazione italiana e dell’audacia dannunziana.
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