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Una giornata particolare
15/10/2025
Il 25 luglio 1943 segna un momento cruciale nella storia italiana. Alle 17:00 in punto, il colloquio tra Benito Mussolini e il Re Vittorio Emanuele III comincia in un’atmosfera di tensione estrema. Il sovrano, visibilmente agitato e con una rivoltella in tasca, esordisce con parole durissime: l’Italia è in difficoltà, l’esercito demoralizzato, i soldati non vogliono più combattere. Mussolini è l’uomo più odiato del Paese e non può contare su amici, se non sul Re stesso.
All’apparenza, il colloquio sembra un gesto di classe e protezione, ma si tratta di una trappola politica. Mussolini apprende la notizia più crudele: il suo successore sarà Pietro Badoglio, l’uomo che lui stesso aveva rimosso anni prima. Smarrito e incapace di reagire, il Duce comprende che la crisi in corso serve a far credere agli italiani che la pace sia vicina, allontanando chi aveva dichiarato la guerra.
Al termine dell’incontro, Vittorio Emanuele III prende tra le mani quelle del Duce. È l’ultimo saluto tra i due uomini: non si rivedranno mai più.
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