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Una giornata particolare
18/12/2025
È il mattino del 20 settembre 1918. La guerra sta per finire, anche se prima l’Italia dovrà ancora piangere altri 37 mila soldati, che si aggiungono agli oltre 650 mila caduti: una carneficina, un martirio collettivo che segna un’intera generazione.
Intanto, a San Giovanni Rotondo, sta per compiersi un evento destinato a entrare nella storia della fede. La figura di Cristo — il Dio che si è fatto uomo e che da uomo ha affrontato il martirio per comprendere e redimere la sofferenza umana — sta per fondersi per sempre con quella di Padre Pio.
Dopo aver celebrato la messa nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, Padre Pio sale nel coro e si ferma davanti al crocifisso. Si addormenta in un sonno quieto, calmo. Tutto attorno sembra immerso nel silenzio. Ma tra il sonno e la veglia accade qualcosa di inaudito, di straordinario. È lo stesso Padre Pio a raccontarlo.
Racconta di aver visto davanti a sé un misterioso personaggio, simile a quello apparso la sera del 5 agosto, ma con una differenza sconvolgente: le mani, i piedi e il costato sanguinavano abbondantemente. Una visione che lo terrorizza, al punto da fargli sentire il cuore sobbalzare nel petto e la vita sul punto di spegnersi, se il Signore non fosse intervenuto a sostenerlo.
Poi la figura scompare. Ed è in quel momento che Padre Pio si accorge che le sue mani, i suoi piedi e il suo costato sono trafitti e sanguinanti. Sono le stigmate, il segno definitivo di una identificazione profonda e dolorosa con la passione di Cristo.
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