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Una giornata particolare
15/10/2025
È la notte del 24 luglio 1943, quella del Gran Consiglio del Fascismo, e per Benito Mussolini arriva il colpo più duro, non da un nemico, ma da suo genero, Galeazzo Ciano. Il marito di Edda Mussolini, già ministro degli Esteri e figura centrale del regime, prende la parola e rompe definitivamente con il Duce.
Ciano parla con lucidità e amarezza, accusando apertamente la Germania nazista di aver tradito l’Italia. Ricorda come nel 1939, durante la firma del Patto d’Acciaio, Roma avesse accettato l’alleanza solo dopo l’impegno di Hitler a non provocare una guerra imminente. Ma mentre Mussolini firmava, lo Stato Maggiore tedesco aveva già deciso l’invasione della Polonia, che avrebbe dato inizio al conflitto mondiale.
«La nostra lealtà non fu mai contraccambiata» afferma Ciano, accusando i tedeschi di aver ingannato l’Italia e di averla trascinata nel disastro. Poi, con una mossa destinata a cambiare la storia, annuncia il suo voto contro Mussolini, sostenendo l’Ordine del Giorno Grandi che chiede di restituire i poteri al Re.
È il momento della frattura definitiva: il Duce viene abbandonato anche dal suo stesso genero. Quella notte, la fedeltà familiare cede di fronte alla consapevolezza politica. Poche ore dopo, Mussolini sarà destituito, e Ciano, con il suo voto, avrà contribuito a segnare la fine del fascismo.
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