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Una giornata particolare

Una giornata particolare

Il tragico racconto del massacro delle Fosse Ardeatine

30/11/2023

Il massacro inizia intorno alle 16 e continua fino alle 10 e mezzo di sera. I condannati vengono fatti entrare a 5 a 5. Il più giovane ha 15 anni, il più anziano 78. I primi sono quelli che provengono dal carcere di Via Tasso. Si può dire i più fortunati. Perché chi muore per primo almeno non deve aspettare, guardare, sentire. L’illuminazione è tenue. Giusto qualche candela per individuare il bersaglio. Appena entrati devono inginocchiarsi; alle loro spalle si avvicinano cinque soldati, che sparano “al cervelletto”, come si è raccomandato Kappler.

 

Alle 11 di sera il lavoro è terminato. Solo a questo punto viene emesso un comunicato tramite l’agenzia Stefani e ripreso il giorno dopo dal Messaggero:

 

«Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca di polizia in transito in Via Rasella. Il Comando tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato dieci comunisti-badogliani saranno fucilati. Quest’ordine è già stato eseguito»

 

Dovrà passare un mese perché le famiglie vengano ufficialmente invitate, con un laconico biglietto, a passare dai comandi tedeschi per ritirare gli effetti personali dei giustiziati. A molti ebrei quell’avviso non arriverà mai, perché ai loro indirizzi non c’è più nessuno.

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