2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Una giornata particolare
22/1/2026
Quando nel 1871 Roma diventa la capitale d’Italia, Palazzo Montecitorio era molto più piccolo di oggi e i deputati si riunivano ancora nel cortile. Bisogna immaginare un emiciclo di ferro, freddo e austero.
È il 20 dicembre 1892, una giornata che passerà alla storia. In aula ci sono oltre 400 deputati che cercano di resistere al gelo indossando cappotto e cappello. L’ordine del giorno riguarda la proroga del cosiddetto corso forzoso, una misura che permetteva alle banche di stampare più moneta di quella coperta dalle riserve auree.
Ma tra i banchi, il deputato radicale e repubblicano Napoleone Colaianni, uomo onesto e navigato, sospetta che ci sia del marcio. Solo dieci giorni prima aveva ricevuto un plico contenente notifiche esplosive: notizie collegate all’inchiesta sulla Banca Romana del 1889, allora insabbiata, che potrebbero far crollare il governo e travolgere ministri e deputati.
Quando Colaianni prende la parola, davanti a lui ci sono due giganti della politica dell’epoca: Giovanni Giolitti, ministro del Tesoro, e Francesco Crispi, Presidente del Consiglio durante l’inchiesta insabbiata. Entrambi saranno travolti dal primo grande scandalo nella storia dell’Italia unita: lo scandalo della Banca Romana.
Dalla stessa puntata