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Una giornata particolare
19/11/2025
Il 30 agosto 1920, Gabriele D’Annunzio presenta la Carta del Carnaro, un testo costituzionale innovativo scritto con l’aiuto di Alceste de Ambris, leader sindacale e parlamentare. D’Annunzio trasforma la Costituzione in un vero e proprio poema civile: da 47 articoli iniziali ne arriva a 65, modificando lo stile e aggiungendo contenuti che garantiscono libertà e diritti a tutti i cittadini. La parola “Repubblica” diventa “Reggenza”, per tranquillizzare i monarchici, ma i principi di uguaglianza e sovranità restano intatti.
La Carta del Carnaro sancisce diritti fondamentali senza distinzione di sesso, lingua, classe o religione. Chi ha compiuto 21 anni può votare ed essere eletto, una novità enorme in un’Europa in cui le donne erano escluse dalla politica. Libertà di pensiero, di stampa, di culto, educazione, sanità, pensioni e salario minimo sono solo alcuni dei diritti previsti, con la possibilità per i cittadini di proporre leggi, chiedere referendum e mandare a casa i rappresentanti.
Da solo sul palco del teatro di Fiume, D’Annunzio proclama la Carta con tono teatrale e solenne, ricordando che il comandante può essere deposto e bandito. La folla esplode in un grido unanime: “Mai, mai”. La Carta del Carnaro resta un esperimento rivoluzionario e moderno, unendo politica, poesia e spettacolo, e anticipando principi di democrazia e uguaglianza ancora lontani in Italia.
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