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Una giornata particolare
18/12/2025
Il 14 luglio 1933 arriva al convento di San Giovanni Rotondo la lettera del Santo Uffizio che libera Padre Pio dalle restrizioni imposte negli anni precedenti. Il frate può finalmente tornare a celebrare messa in pubblico e a confessare i fedeli nel suo confessionale. Non si tratta di una riabilitazione piena e totale — il Santo Uffizio afferma che il carattere naturale dei fenomeni attribuiti a Padre Pio non è stato provato — ma resta comunque una grande vittoria per il frate.
Quando celebra la messa su quell’altare, la chiesa è gremita di fedeli commossi. Tuttavia, Padre Pio appare profondamente segnato dagli anni di reclusione: i capelli imbiancati, le spalle cadenti e il passo incerto. Nonostante ciò, comincia per lui un periodo più tranquillo, con restrizioni che, di anno in anno, vengono progressivamente mitigate, mentre la fama delle sue stimmate si diffonde in tutto il mondo.
Tra i pellegrini che arrivano a San Giovanni Rotondo c’è anche un giovane sacerdote polacco di 28 anni: Karol Wojtyła, futuro Papa Giovanni Paolo II. Già nel 1948 si reca dal frate per confessarsi e, secondo la leggenda, Padre Pio gli avrebbe fatto un presagio sulla sua futura vita papale. Anni più tardi, Wojtyła, rimasto profondamente devoto a Padre Pio, gli affida la vita della sua cara amica Wanda Poltawska, gravemente malata di tumore. Grazie all’intercessione e alla preghiera intensa di Padre Pio, Wanda guarisce miracolosamente, convincendo Wojtyła della santità del frate. Sarà proprio lui, molti anni dopo, a beatificarlo e canonizzarlo.
Oggi, sul monte La Verna, i frati custodiscono con cura alcune reliquie di Giovanni Paolo II, tra cui una veste bianca donata al santuario dopo la sua morte, simbolo della continuità spirituale tra San Francesco, Padre Pio e Giovanni Paolo II, in questo luogo di pace e devozione.
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