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Una giornata particolare
13/11/2025
Dopo l’attacco inglese, Rommel, tornato al fronte, ordina inizialmente la ritirata dell’esercito italo-tedesco, ma da Berlino Hitler impone “o vittoria o morte”. La battaglia di El Alamein si conclude tragicamente: alla sera del 4 novembre 1942, il sogno di conquistare l’Egitto è svanito. Sul campo restano rottami di carri, artiglieria, mitragliatrici, uomini arresi e cadaveri.
I paracadutisti della Folgore, corpo d’élite dell’esercito italiano, retrocedono a piedi per chilometri nel deserto, trascinando armi e zaini. Dei 5.000 uomini partiti da Terquinia, sopravvivono solo 32 ufficiali e 272 soldati. Resistono fino all’ultimo, rifiutando di arrendersi fino a quando le munizioni finiscono, e vengono raccolti esausti dai britannici. Churchill li definirà “i leoni della Folgore”.
La ritirata si trasforma in una corsa per la sopravvivenza. L’Ottava Armata britannica avanza inarrestabile: il 23 gennaio 1943 entra a Tripoli, mentre italiani e tedeschi si ritirano verso la Tunisia, dove si giocherà l’ultima partita africana. Alla fine, 130.000 italiani finiscono prigionieri nei campi di tutto il mondo. La guerra è ormai vicina alle nostre case, e nel luglio 1943 gli anglo-americani sbarcano in Sicilia, segnando l’inizio della fine per il regime fascista.
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