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Una giornata particolare
19/11/2025
Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il regno d’Ungheria scompare e intorno a Fiume nasce il nuovo regno dei Serbi, Croati e Sloveni, futuro territorio della Jugoslavia, che rivendica la città. La situazione si fa incandescente: tumulti, tensioni e tricolori sventolanti riempiono le strade. Gli italiani di Fiume non vogliono una città internazionale, ma l’annessione all’Italia.
A settembre del 1919, a Ronchi di Monfalcone, sette giovani soldati italiani – Attilio Adami, Vittorio Rusconi, Riccardo Frassetto, Lamberto Ciati, Enrico Brichetti, Claudio Granjaqué e Rodolfo Cianchetti – si riuniscono per tramare una sedizione e giurano fedeltà alla causa di Fiume: “Fiume o morte”. Nascono così i legionari, pronti a portare avanti l’annessione della città all’Italia.
I legionari sanno però che serve un capo carismatico, capace di parlare ai cuori e alle menti, qualcuno che sappia infiammare le folle e guidare l’impresa. La scelta cade su Gabriele D’Annunzio, già celebre per il suo spirito audace e la sua passione per la gloria. Il 5 settembre 1919, i legionari bussano alla porta della sua residenza veneziana, la Casetta Rossa, chiedendogli di guidarli: D’Annunzio accetta, pronto a trasformare la rivendicazione di Fiume in un’azione storica.
L’impresa dei legionari e di D’Annunzio segna un momento simbolico della storia italiana postbellica, unendo patriottismo, audacia e carisma in un gesto che rimane memorabile: la conquista di Fiume come simbolo di orgoglio nazionale.
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